Leggere, ascoltare, chiedersi. Filosofia, mistica, musica, pittura...nello scorrere lento della notte.

Tag: esoterismo Pagina 2 di 3

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Per il cuore di una donna innamorata, piรน potente di mille soli.

I colori della musica

A volte non troviamo le risposte.

Ma spesso sono le domande ad essere sbagliate.

Ci concentriamo cosรฌ tanto sugli esiti dell’universo,

dimenticando come il nostro percepire

abbia sempre una sorgente interna.

Concentrandosi sulle giuste domande,

le risposte, naturalmente arriveranno a noi.

Dato che domande e risposte

viaggiano sempre assieme,

come i colori di una musica,

che noi stessi componiamo.

7. ๐‘ผ๐’•๐’Š๐’๐’Š๐’›๐’›๐’ ๐‘ท๐’“๐’‚๐’•๐’Š๐’„๐’ ๐‘ถ๐’‘๐’†๐’“๐’‚๐’•๐’Š๐’—๐’ ๐’…๐’†๐’ ๐‘บ๐’Š๐’Ž๐’ƒ๐’๐’๐’

I Simboli sono un canale per accedere ad una conoscenza diretta che non appare a prima vista, spesso una conoscenza nascosta svelabile solo a chi possiede la giusta chiave.
Essi sono un tramite ideale inoltre per sviluppare una particolare intelligenza che meglio si adatta alla comprensione delle leggi della natura e dellโ€™universo.

La ragione รจ un grande strumento e permette allโ€™uomo prodigi incredibili nel mondo concreto, ma non รจ la veritร  in senso filosofico, ne mostra infatti solo una parte. Ecco che il simbolo ci aiuta a sviluppare lโ€™altra parte in modo complementare e ad armonizzare la nostra intelligenza e percezione per avvicinarci in modo completo alla veritร  totale del nostro essere e della natura che ci sostiene.
Questo argomento, che abbiamo giร  trattato nei precedenti appunti, รจ lโ€™aspetto pratico piรน importante nellโ€™utilizzo del simbolo ed รจ per questo che il simbolo รจ studiato in modo predominante nelle scuole dei misteri e della conoscenza esoterica.

Tuttavia sarebbe riduttivo voler dare al Simbolo solo questa funzione di accesso alla conoscenza.
Il simbolo รจ uno strumento pratico in tante altre valenze e sfumature, a partire dal mondo profano dove il simbolo รจ usato largamente, in contesti dove spesso lo diamo per scontato e quindi non ci rendiamo neanche conto del suo utilizzo cosรฌ esteso e fondamentale.

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Innanzitutto il simbolo รจ strumento di convenzione nel linguaggio partendo dalle lettere che sono espresse visivamente con dei simboli: la A in quanto disegno รจ un simbolo del fonema A, cosa che si studia da bambini, e quindi si dimentica di come tutta la scrittura sia ampiamente simbolica. Ne รจ la prova che alcune scritture simboliche, tipo i geroglifici egiziani, ma non solo, oltre a richiamare delle classi fonetiche, avevano nei loro segni delle forme, figure e rappresentazioni afferenti a dei concetti o addirittura piante o animali che sottintendevano, oltre al fonema, un archetipo o una forza o unโ€™idea ben precisa. รˆ noto come gli scribi egizi fossero una classe privilegiata e che solo i sacerdoti potessero interpretare i testi misterici, proprio perchรฉ lโ€™interpretazione simbolica era molteplice, ossia su piรน livelli. ยซSii un artista della parola, sicchรฉ tu sia potente. La lingua รจ la spada dellโ€™uomoยป recita un detto Egizio.
I simboli ci informano e ci guidano, coi numeri, indicazioni stradali, frecce, aree, lineeโ€ฆ molto nel modo profano รจ simbolo, ma ne siamo cosรฌ sommersi che non li riconosciamo per ciรฒ che sono simboli.

Il telecomando รจ un mappario simbolico che ci permette di comandare la televisione. Il cruscotto ci simboleggia lo stato della macchina. Una mappa geografica o stellare, unโ€™equazione matematica sulla lavagna, un disegno tecnico su un foglio, una funzione logaritmica su un display, una tabella di datiโ€ฆ tutto nel mondo umano, quando si ha che fare con la conoscenza, รจ nella maggior parte processo cognitivo di astrazione fruito attraverso i simboli. E qui, in questo contesto, stiamo parlando di fruizione immediata, diretta, condivisa e univocamente chiara. Questo รจ un presupposto necessario per un linguaggio efficace. E i simboli si prestano perfettamente a questo.
Ecco che chiunque sia veramente interessato allโ€™aspetto cognitivo dellโ€™essere umano nella sua dimensione piรน profonda, non puรฒ evitare di affrontare questo argomento.

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Vediamo ora delle applicazioni piรน โ€œnascosteโ€, meno appariscenti e chiare, ma non per questo meno importanti o chiare.

Il simbolo รจ anche criterio di demarcazione territoriale sottintendendo la padronanza del luogo allโ€™egregore a cui si richiama.
Il Crocifisso nel mondo cristiano ne รจ un chiaro esempio, cosรฌ come la mezza luna in quello musulmano.
Ma se la croce รจ facilmente codificata come demarcatore simbolico nel contesto del tempio (la chiesa), lo รจ meno chiaramente in altri contesti. Ad esempio nelle aule di scuola. Il crocifisso appeso spesso dietro la parete del professore o del maestro in unโ€™aula parla chiaramente. Sta demarcando quella stanza in modo chiaro. Dice che il momento dellโ€™apprendimento segue una via di tradizione cristiana. Ecco perchรฉ in questi anni questo oggetto appeso sulla parete piรน in vista dellโ€™aula รจ fonte di dibattito. Eโ€™ nel suo potere marcante territoriale.
La stessa cosa per le bandiere che devono essere poste in alto. Anche questo รจ un forte linguaggio simbolico. Ne siamo cosรฌ assuefatti che quasi non ne abbiamo consapevolezza. Il simbolo della bandiera in alto significa predominanza territoriale e di comando, la vicinanza al cielo indica potere e superioritร . Lo stato, nella bandiera, si proclama superiore al singolo e con il potere massimo.

Tutti i simboli in politica hanno un fortissimo aspetto sia di potere sia identificativo, ma anche fortemente emotivo e di egregore: bolscevichi in Russia, fascisti in Italia (il cui nome si rifร  proprio ad un simbolo) e nazisti in Germania hanno fatto un chiaro e strumentale uso di simboli persino nelle loro uniformi, come una componente di aggregazione emotiva e fortemente ideologica dove il singolo uomo si uniformava in modo piรน immediato, quasi catartico con la volontร  del gruppo. Il simbolo in questo รจ sempre stato strumento catalizzatore e facilitatore e i leader politici hanno sempre intuitivamente o tramite lo studio, saputo questo versante del potere simbolico e di come trarne beneficio usandolo per indirizzare le persone senza una forte consapevolezza critica verso le loro proposte o ideologie.


Una volta che avviene โ€œlโ€™aggancio emotivoโ€, magari in adolescenza dove il magnetismo ricettivo รจ forte ma poco discernente, la persona ne puรฒ rimanere โ€œvittimaโ€ inconscia per il resto della vita. Ecco spiegate alcune scelte che si procrastinano spesso fino alla fine della propria avventura terrena senza una apparente logica. Il simbolo richiama ineluttabilmente e magneticamente uno stato passato felice, e la persona ne fruisce a puro livello emotivo disinteressandosi delle ripercussioni nelle altre sfere della vita.

Sotto questโ€™aspetto il Simbolo รจ uno strumento di potere che in alcuni momenti della storia ha determinato lโ€™andamento delle cose.

Ecco un classico esempio: durante la rivoluzione francese, il tricolore blu-bianco-rosso venne inventato per sostituire simbolicamente la bandiera bianca dei reali ed esso nei contenuti simbolici era chiaramente in contrapposizione alla bandiera dei Borboni. Con la presa della Bastiglia (impresa anchโ€™essa ad alto valore simbolico, poichรฉ la sua funzione reale, la liberazione di pochi prigionieri, era ovviamente trascurabile), il tricolore divenne il simbolo della prima Repubblica. Ma subito dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, il tricolore venne risostituito dalla bandiera bianca reale in tutta la Francia. 15 anni dopo, con la Rivoluzione del 1830, ritroviamo il tricolore che si impone definitivamente. Simbolicamente questi cambiamenti di bandiera per le strade e nei punti piรน alti degli edifici, per la popolazione francese, avevano implicazioni emotive di enorme rilevanza, che costituivano una componente essenziale della lotta politica stessa. Quando nel 28 luglio 1830 venne portato il tricolore in cima alle torri di Notre-Dame e dellโ€™Hotel-de-Ville a Parigi, con lโ€™esito della battaglia ancora incerto, la vista di questi simboli contribuรฌ a risospingere il popolo nella lotta con rinnovato ardore.

Da queste vicende si vede come nei simboli sociali e politici esistono 2 poli semantici, uno ideologico e lโ€™altro sensoriale: il simbolo evoca determinate visioni del mondo, certe idee relative alle entitร  sociali, alla storia, ai sistemi normativi e ai diritti dellโ€™uomo, ma nello stesso tempo suscita anche particolari stati emotivi collegati ad essi e la cosa determina una pulsione motrice nellโ€™animo umano che lo porta a rispondere in modo quasi inconscio alla stimolazione sensoriale del simbolo in certi contesti ed in certi momenti critici.
รˆ ora chiaro che le bandiere, le figure eroiche (come la Marianne), le uniformi, le musiche e tutto quanto puรฒ essere utilizzato di scenico รจ funzione chiara del potere simbolico. Esso viene utilizzato per portare gli uomini nella sfera emotiva atta a farli agire come loro credono necessario, ma in tutto questo il processo รจ falsamente razionale, ma puramente emotivo e associativo.

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Come stiamo vedendo il simbolo apre porte emotive in modo automatico attraverso il processo di associazione e questo รจ usato non solo in campo politico ma anche in campo ludico e in campo artistico.

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Le squadre che si affrontano in uno stadio simboleggiano gli eroi della propria cittร  che affrontano, sul campo di battaglia, gli eroi delle altre cittร  come fecero Achille ed Ettore nella guerra di Troia. Le divise sportive sono le uniformi delle battaglie. Gli arbitri rappresentano la volontร  giuridica che governa il campo di battaglia. E in questo contesto ritroviamo la simbologia primitiva e piรน diretta del popolo, una rappresentazione scenico-simbolica per ricollegarsi alla propria tradizione arcaica di guerre e battaglie con i popoli vicini. รˆ per questo che le partite sportive piรน sentite sono sempre con le squadre delle cittร  vicine: perchรฉ lo scontro bruto avviene sempre innanzitutto con le popolazioni limitrofe.
Ecco che il simbolo non รจ solo il semplice segno od oggetto, il simbolo รจ anche la rappresentazione scenico-simbolica. Questo lato del simbolico รจ parimente potente e catalizzatore di certe emotivitร  che lโ€™uomo deve vivere in modo collettivo fin dai tempi piรน remoti. Queste rappresentazioni simboliche, si rivestono di nuovi abiti, parlano nuove lingue col passare dei tempi, ma nei loro contenuti essenziali, sono linguaggio simbolico arcaico profondo e continuo e proprio per questo, necessario e potentissimo.

Un argomento interessante sul versante ludico simbolico sono sicuramente i giochi delle carte e gli scacchi. Ma in realtร  ogni gioco รจ simbolo e rappresentazione di altro. Attraverso il gioco, il bimbo viene iniziato al mondo, ne carpisce le regole e le modalitร . Nel gioco si sperimentano nuove situazioni, nuove modalitร , nuovi principi. Il gioco รจ come un rito iniziatore magico e rappresentativo del mondo reale.

Negli scacchi la simbologia รจ potente e ci insegna dellโ€™eterna lotta ed equilibrio tra le forze della notte e del giorno. Un signore della notte, con le sue forze archetipali contro un signore del giorno con le stesse forze a disposizione. E nel gioco vince il signore che, non con la forza bruta, bensรฌ con lโ€™intelletto รจ in grado di usare le proprie forze nel modo piรน armonico (la capacitร  posizionale), nel modo piรน volitivo (lโ€™atto strategico) e nel modo piรน profondo (la capacitร  di analisi tattica). Ecco che il gioco รจ strumento di apprendimento e di esperienza. Poichรฉ gli scacchi sono un piano simbolico delle forze che ci circondano nella vita.

Le carte sono un altro racconto simbolico della nostra vita e dellโ€™universo. Le 52 carte rappresentano le settimane dellโ€™anno. I 4 segni le stagioni ma anche le sfere del nostro vissuto, gli arcani minori sono tutte rappresentazioni ben codificate a partire dalle figure (re, regina, cavallo e fante) e se non chiare a livello conscio, tali simboli vengono comunque percepiti a livello sottile inconscio. Una partita rappresenta una vita o un ciclo, nel quale tutte le carte giocate, ad una ad una, ci raccontano ogni volta una storia nuova, sempre dentro le regole del gioco che รจ la nostra stessa vita. Noi come giocatori non siamo altro che la rappresentazione di noi stessi ma in un universo parallelo puramente simbolico, dove gli altri giocatori, cosรฌ come nel mondo reale, rappresentano forze a volte alleate a volte nemiche nel raggiungimento del nostro ideale.

La nostra bravura nel giocare, nel ricordare le carte, nel prevedere le mosse degli avversari dai loro comportamenti, non รจ altro che lโ€™arte di capire il mondo e le sue regole e come poter trarne il miglior risultato e beneficio possibile. E in questo gioco simbolico la visione del tutto ci insegna moltissimo: come porci nei confronti della partita e degli avversari, come sviluppare il nostro intelletto logico dentro le regole, come apprendere lโ€™equilibrio tra attesa e azione, tra memoria e slancio intuitivo, come interpretare lโ€™avversario e la potenza delle sue carte rispetto alle nostre. Non รจ forse, questo gioco simbolico, un maestro che ci abbraccia amorevolmente, deliziandoci, con lโ€™espediente di un gioco, ma insegnandoci in realtร , silentemente, lโ€™arte del vivere in equilibrio?

Parleremo dellโ€™arte in un altro contesto poichรฉ il rapporto simbolo arte รจ interessante e merita un discorso a parte.

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Abbiamo visto fino ad ora come il simbolo sia un linguaggio vasto: dellโ€™utilizzo della pura sfera razionale con i simboli matematici, ad applicazioni pratiche e utili nella vita quotidiana, utilizzi di demarcazione territoriale, utilizzi politici e persino nella sfera ludica.
Rimane da vedere il lato pratico operativo nel sacro del simbolo che รจ oggetto di studio nelle scuole iniziatiche.

Innanzitutto il simbolo, come abbiamo giร  visto, รจ un portale verso altre vibrazioni e altri regni.
I glifi e altri simboli di teurgia operativa sono da sempre stati codici di accesso a entitร . Saper usare questi simboli nella corretta ritualitร  teurgica da accesso a questi piani e a queste forze e esseri.

Tutta la magia operativa, dalla Teurgia fino allo Sciamanesimo fa un utilizzo imprescindibile di simboli sai in forma scritta, di oggetti, gesti, posture, postazioni e preparazioni sceniche nel tempio, profumi, atmosfere luminose, etcโ€ฆ Queste diverse modalitร  simboliche sono mezzi o chiavi per richiamare quanto richiesto su un piano accessibile, o viceversa per aiutare il Magus ad innalzarsi verso le ottave di presenza di tali energie. Queste tecniche sono tramandate in via esoterica e la capacitร  di farne uso รจ argomento delicato e soggettivo.

Credo che su questo argomento non sia utile aggiungere altro in questo discorso. Vi sono sedi molto piรน opportune per approfondire questo tema, per chi ne รจ interessato.

Ma il simbolo sempre in chiave esoterica puรฒ essere usato in modo operativo anche facendone un utilizzo diretto per dialogare con la natura e chiederle degli aiuti o favori.
In Africa i cacciatori disegnano sulla terra le proprie prede infilzate dalle loro lance prima di andare a cacciare come auspicio e forma di visualizzazione di ciรฒ che vogliono concretizzare; alcune tribรน, durante i riti propiziatori della primavera, scavano buchi a forma di vagina nella terra buttandoci dentro lance simbolizzando l’atto procreativo e richiamando la fertilitร  per l’anno che sta iniziando.

Le segnature delle donne contadine sono un esempio classico, tradizione tramandata di donna in donna, dentro la famiglia, in determinate notti dellโ€™anno. Le segnature sono unโ€™arte iniziatica simbolica che sfugge alla nostra sfera razionale eppure mostra come il simbolo dia accesso e sottometta (in un senso positivo) le forze della natura e le utilizzi alle necessitร  umane tramite Maghi che ne possiedono le giuste chiavi. Con la tradizione delle segnature รจ evidente che per diventare operativi attivi, non รจ sempre necessario frequentare scuole misteriche e fare un percorso molto strutturato. A volte lโ€™iniziazione รจ immediata e semplice. Il percorso pratico avviene quindi di fianco ad un Maestro dโ€™Arte che ti insegna con il suo esempio. Anche questa รจ scuola simbolica.

Un altro esempio รจ la creazione di un simbolo ben specifico, parliamo degli amuleti e dei talismani, simboli antichi come il mondo, ad esempio con finalitร  protettiva, afferente ad una certa sfera che a noi interessa, ad esempio la protezione di una casa. Ecco che creare nel giusto modo il simbolo protettivo e porlo nel centro della casa, o meglio ancora sotto la casa, ha unโ€™azione di protezione in quanto le forze sottese dal simbolo si attivano spontaneamente appena collocato con la giusta preghiera (lโ€™utilizzo di tali oggetti viene sempre attivata magneticamente con un collegamento alla Grande Madre per mezzo di una invocazione cardiaca), creando una struttura energetica in tal senso.

Cosรฌ vi sono simboli di fertilitร , di attivazione, di abbondanza, di cura, etcโ€ฆ Questi simboli, corporificati negli amuleti e nei talismani, fanno parte di unโ€™arte operativa simbolica studiata non solo nelle scuole magiche, ma perfino nelle tradizioni popolari e rurali. Un testo che avvia a tale via รจ sicuramente la Filosofia Occulta di Agrippa. Eccone qualche riga per comprendere: โ€œ๐‘‡๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐‘™๐‘’ ๐‘“๐‘–๐‘”๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’ (๐‘– ๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘œ๐‘™๐‘–) ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘š๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘’, ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘œ ๐‘ฃ๐‘’๐‘›๐‘”๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘ก๐‘’ ๐‘ ๐‘ข๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž ๐‘’ ๐‘ ๐‘ข๐‘– ๐‘š๐‘’๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž๐‘ก๐‘’ ๐‘–๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘–. ๐ผ ๐‘™๐‘œ๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘’๐‘“๐‘“๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘– ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘ข๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž ๐‘“๐‘–๐‘”๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘’๐‘๐‘๐‘’๐‘™๐‘ ๐‘’, ๐‘š๐‘’๐‘‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž ๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘‘๐‘œ๐‘ก๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™โ€™๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘’ ๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘œ๐‘š๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘Ž ๐‘›๐‘Ž๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘™๐‘’, ๐‘™๐‘Ž ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘Ž ๐‘”๐‘ข๐‘–๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘ข๐‘›โ€™๐‘’๐‘๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘– ๐‘Ÿ๐‘–๐‘“๐‘™๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘ข๐‘› ๐‘š๐‘ข๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘œ๐‘๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘œโ€ฆโ€ (Cap XXIII Libr. IIยฐ). Parole che andrebbero meditate per capire la potenza di queste applicazioni simboliche.

Ecco che Agrippa ci dice che non solo Amuleti e Talismani operano meraviglie. Ma anche il semplice disegnare i giusti simboli sulla semplice carta puรฒ dare luogo allโ€™Arte. Poichรฉ nella carta stiamo, con un atto creativo divino (di cui lโ€™uomo รจ dotato), corporificando unโ€™idea e una potenza che vogliamo attivare. Lโ€™utilizzo magico quindi del simbolo in questo contesto, se fatto con la giusta ritualitร  e presenza magnetica, darร  luogo agli effetti richiesti, sia che esso sia su un foglio di carta, sia che sia una matrice piรน nobile. รˆ il Magus, il magnetismo e il rito ad attivare le potenze, non il materiale di supporto in sรฉ o la grandezza del materiale.

Saper usare il simbolo in tale contesto, con i 5 elementi e le opportune geometrie sacre dร  accesso a questa scienza iniziatica. E si รจ giร  detto molto.

Trattare le applicazioni pratiche e operative del simbolo รจ argomento sconfinato. Il simbolo รจ uno dei linguaggi piรน vasti ed utilizzati nel campo umano in differenti contesti e sfere cognitive.

Speriamo di aver dato, almeno parzialmente, unโ€™idea della vastitร  di questo oceano i cui confini sono difficilmente contemplabili in un singolo sguardo.

Buona navigazione.

8-Lucija Garuta

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Oggi con grande piacere vi presento una sorpresa. Ho sempre avuto una leggera sofferenza, come amante della musica classica, nel non avere mai incontrato una compositrice di vero spessore artistico. Esecutrici e interpreti si, soprattutto in queste ultime generazioni, ce ne sono state e ce ne sono. Ma come composizione, il panorama era esclusivamente maschile. E invece no. Invece oggi vi parlo di una fantastica compositrice. Sono 3 giorni che sto ascoltando la sua musica e devo dire che tanto sono impressionato dalla bellezza della sua arte quanto su di lei c’รจ poco o nulla su internet e sui negozi online. Che peccato!

Ma chi รจ Lucija Garuta? Garuta รจ una musicista lettone, nata nel 1902 nella Capitale Riga, della giovinezza sappiamo che studia al conservatorio della sua cittร  natale per poi specializzarsi a Parigi, negli anni 30. Tornerร  dopo qualche anno a Riga. Ricordiamo la Lettonia รจ sotto il regime Sovietico in quegli anni. Fu insegnante al conservatorio di Riga ed esponente di spicco nel panorama della classica lettone. Era un’ottima esecutrice e fece diverse tournรฉe in Europa come pianista. Morรฌ nel 1977 sempre a Riga. Purtroppo ebbe 2 fattori limitanti che ne minarono le sue capacitร  artistiche, soprattutto compositive: innanzitutto ebbe problemi di salute, tant’รจ che neanche 50enne dovette smettere di insegnare al conservatorio per curarsi; e in secondo luogo la sua musica subรฌ la censura del partito comunista poichรฉ ritenuta troppo sentimentale (Shostakovich ne sa qualcosa).

Un vero peccato perchรจ la sua musica ad un ascolto attento rivela una profonditร  timbrica e una architettura molto forte e piacevole. Nella sua musica si sente la scuola Russa tardo romantica anche se non in modo troppo forte, con accenni anche chiari verso il neoclassicismo soprattutto francese. Ecco da questo punto di vista Garuta รจ un’artista, a mio modo di vedere, che riesce a combinare questi 2 stili abbastanza lontani in una sintesi non solo proficua, ma molto coinvolgente sia emotivamente (romanticismo) che esteticamente (neoclassicismo).

La sua musica suona bene, scorre bene, non รจ pesante o difficile, ha la forza russa ma anche la leggerezza neoclassica francese. Vi presento i 4 preludi per pianoforte con un’ottima interpretazione di Armands Abols. Sono 4 per 9 minuti di coinvolgente ascolto, bellissimi per gli amanti del pianoforte neoclassico. In alcuni punti senti la leggerezza e la ricerca tonale di Debussy e in altri la dinamicitร  di Scriabin, il tutto perfettamente miscelato.

E poi, come secondo ascolto, dopo essersi rilassati con i preludi, il suo capolavoro, un pezzo in sรฉ unico, che mette in difficoltร  nel raccontarlo poichรจ esce dalle forme canoniche della composizione classica: Il Dievs, Tava Zeme Deg (Signore la tua terra brucia) che viene considerato, a mio parere a ragione, il suo capolavoro. Musica per organo e coro รจ una pezzo di chiara ricerca metafisica.

Per essere capito e apprezzato va ascoltato con la dovuta presenza e non come sottofondo sonoro mentre si fa altro. Non รจ un pezzo semplice, richiede una certa esperienza di ascolto. Armonicamente รจ molto intenso, il dialogo tra il coro e l’organo crea atmosfere a volte cupe a volte paradisiache. In esso si trovano delle atmosfere dei classici Requiem, ma anche i Carmini Burana di Orff o la musica per organo di Max Reger. Garuta รจ molto brava a non eccedere in queste ricerche pur andando a toccare panorami sonori di confine, quasi ipnotici.

La composizione รจ del ’43 quindi una Garuta matura ancora in forze fisicamente, nell’apice del suo percorso musicale. Tutto il brano vive in una dimensione metafisica precipua della Garuta, che รจ capace di darne una profonditร  emotiva, come di tensione verso il divino, ma sempre con grande equilibrio. Un vero peccato che una donna cosรฌ dotata sia stata limitata dalla salute e dal regime comunista. Probabilmente la sua capacitร  creativa in un contesto piรน favorevole le avrebbe permesso di produrre molte piรน opere e sicuramente il fatto che sia stata una donna in una nazione minore non la ha aiutata nel promuovere la sua musica…E’ praticamente sconosciuta ma la sua musica รจ di livello indubbio…

Buon Ascolto e come sempre fatemi sapere le vostre impressioni sull’ascolto nei commenti.

PS: dimenticavo, ha fatto un concerto per pianforte assolutamente da ascoltare. Se amate Rachmaninov vi piacerร  sicuramente.

Un CD per ascoltare Lucija Garuta: Music for Piano

un sito a lei dedicato

http://garuta.lv/en/

I Preludi

https://www.youtube.com/watch?v=PQxs4iuckMo

Dievs, Tava Zeme Deg

https://www.youtube.com/watch?v=rttecfu1NBQ

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Lampi di Luce condensata nel substrato materico. Potere creativo donato allโ€™uomo per renderlo divino. Cosa รจ quellโ€™atto, quel potere che rende lโ€™uomo capace, oltre lo scenario del contemplato? Oltre lo sguardo di ciรฒ che รจ. Oltre la legge e le declinazioni dello scorrere del tempo, dei gesti rituali, del mondo divoratore. Avere il dono di rendere quel che non รจ, rimodellare lo spirito in infinite forme, plasmare il corpo, il suono, il colore, lโ€™intensitร . Questโ€™atto unico, magico, lucido e istintivo rende lโ€™uomo spettatore e canale di altro nello stesso istante. Un paradosso allโ€™interno dello stesso divenire fenomenico. Guardando gli animali, le piante, la natura, il creato, non possiamo che restare affascinati nel contemplare la perfezione ed armonia di tale creazione.

Tuttavia tutto nel creato soggiace a regole, momenti e movimenti predeterminati, con cadenza e forze perfette che rendono il fluire della vita semplice, potente e spettacolare. La Mente che ha immaginato questo mondo si mostra tramite esso nella sua perfezione, poichรฉ il frutto di tale immaginazione dimostra unโ€™arte e capacitร  sublimi, con doti tecniche e artistiche non solo massime ma anche compenetrate in egual modo in una simbiosi e sintesi mirabile. Ma ecco che dentro questo panorama, questo spettacolo variopinto e senza fine, troviamo un essere, parte del disegno stesso, eppure, contemporaneamente, dotato di immaginazione attiva a sua volta. Lโ€™uomo. Lโ€™unico essere creato dotato di immaginazione. Lโ€™uomo quindi immagina, crea mondi dentro mondi preimmaginati da unโ€™altra intelligenza. Scenari su scenari. Tramite lโ€™umana immaginazione, ecco sorgere lo spettacolo dellโ€™altro, del diverso, del controverso e dellโ€™avverso rispetto a ciรฒ che รจ, naturalmente in questo mondo.

Il Cosmico ci ha dato in dono questo suo potere. Potere smisurato. Il suo utilizzo non determina solo il nostro destino singolare, il destino dellโ€™umanitร  intera, ma tramite la sua potenza, il destino dellโ€™intero creato. Come questo sia possibile รจ un misteroโ€ฆforse, e non dobbiamo escluderlo, รจ persino un inganno. Reputare che il nostro potere immaginifico sia in grado di mutare il panorama di quanto ci circonda รจ forse pura illusione. Come diceva Spinoza, nulla avviene senza la volontร  di Dio. Lโ€™immaginazione umana allโ€™interno dellโ€™immaginazione divina a cosa porta? Forse alla sua radice in noi? Forse ci ricorda che non solo nello spirito, non solo nellโ€™anima, ma anche nellโ€™intelletto lโ€™Essere Supremo alberga in noi e noi non siamo che suoi strumenti su tutti i livelli? รˆ lโ€™immaginazione quella parte divina che ci rende i veri spettatori dellโ€™arte creatrice presente nel mondo?

Spettatori del bello, del giusto, dellโ€™armonia, del Sacro, della volontร  di potenza per ricongiungerci a Lui? Potremmo mai essere uomini senza il dono di immaginare? Simboli, concetti astratti, creazioni tecniche, arte, linguaggio, e molto altroโ€ฆ tutto sorge da un lampo iniziale posto nel fluire immaginifico. Lโ€™immaginazione rende lโ€™uomo capace di astrarsi dal contingente, renderlo partecipe del puro intelletto, della sfera causale, prendere unโ€™ispirazione dallโ€™alto, trattenerla, meditarla e infine elaborarla secondo le proprie strutture e caratteristiche archetipali, per renderla concretamente prodotto finale del (e nel) proprio mondo. Ma immaginazione non รจ solo questo, non รจ solo corporificazione di unโ€™intuizione superiore. Immaginazione รจ anche rielaborazione di unโ€™esperienza, saper rimodellare in funzione di nuovi scenari, poter adattare o completare al fine di migliorare.

Immaginazione รจ generare pura fantasia al fine di godere del bello e dellโ€™inconsueto, dello spettacolare, dello stupore, dellโ€™emozione. Riprodurre momenti di semplice fantasia fine a sรฉ stessi, per il puro godimento sensoriale, รจ un grande atto di immaginazione e nutrimento per lโ€™anima. Immaginazione รจ tecnica mentale cristallina che focalizza il pensiero su un concetto e lo elabora e valuta dalle infinite prospettive per poterlo studiare e padroneggiare con maestria. I bambini sono i primi veri maestri di tale arte. Essi provenendo dalle dimensioni sottili, e novelli praticanti della materia, combinano il loro forte potere mentale immaginifico con questo nuovo strumento nei loro interminabili giochi creando dal nulla, con semplici oggetti, storie e racconti di cui partecipano con profonda immersione. Questo forte potere immaginifico รจ ancora libero, viscerale, senza regole o filtri, e la sua energia nutre i corpi sottili del bambino.

Crescendo lโ€™immaginazione viene sempre piรน canalizzata e addomesticata in alcuni percorsi dove lโ€™essere dimostra una particolare predisposizione e attenzione. รˆ nostro compito fornire ai figli dellโ€™umanitร  tutto quanto possibile per coltivare e ben dirigere la propria immaginazione. รˆ tramite essa che un domani creeranno il loro mondo e, soprattutto, la loro visione di sรฉ stessi e del loro vissuto. Un padre e una madre cardiaci non trascureranno mai questo aspetto dellโ€™educazione dei propri figli.

Con lโ€™immaginazione i grandi condottieri sono riusciti a muovere intere popolazioni, con lโ€™immaginazione gli scienziati hanno trovato nuovi modelli e ristabilito i confini del sapere umano, con lโ€™immaginazione i filosofi hanno codificato il linguaggio sempiterno dei miti e della vita, con lโ€™immaginazione le arti tutte hanno nutrito intere generazioni, ininterrottamente, permettendo loro di elevarsi verso sfere e linguaggi sempre piรน sottili. Con lโ€™immaginazione lโ€™umanitร  intera ha compiuto i suoi passi attraverso lโ€™oscuritร  e lโ€™ignoto. Il mondo erotico trova terreno fertile nellโ€™immaginazione per vivificarsi e rinnovarsi in una perenne rielaborazione ed amplificazione di un gesto in sรฉ cosรฌ semplice e naturale. Lโ€™eros รจ il luogo per antonomasia della fioritura della potenza immaginifica. Il toro seduto sul fuoco primordiale.

Energia terrestre allo stato puro, pronta ad essere diretta in molteplici potenzialitร . Trasgressione, rottura del consolidato, magnetismo istintivo, tutto questo mondo dionisiaco erotico รจ tanto piรน potente quanto piรน lโ€™immaginazione dei conviviali trova concretizzazione nella preparazione rituale e nel compimento cerimoniale dellโ€™atto. รˆ soprattutto tramite lโ€™erotismo che lโ€™immaginazione nella sua forma piรน semplice e viscerale trova sfogo nella maggior parte dellโ€™umanitร  non abituata a coltivare questa forma divina, poichรฉ รจ in questa sfera intima e magnetica che le regole e le imposizioni della societร  non riescono a penetrare facilmente.

La sua sfera energizzante รจ quindi il canale potente tramite il quale lโ€™uomo comune, preda del suo istinto naturale, ritrova un contatto con questi fuochi e sfere superiori incomprensibili, sfuggenti, sacri, divini. Come ci ricorda Apuleio, a Psiche, amante di Eros, รจ vietato vedere il compagno, non puรฒ fare altro che immaginarlo nel buio dei loro incontri. Ma quando la sola immaginazione del volto di Eros non รจ piรน sufficiente, Psiche con una lampada dโ€™olio accesa ne illumina il viso, cancellando il mistero, denudando e profanando il dio. Ecco che Eros, vola via lasciando Psiche affranta e impotente, poichรฉ essa non รจ ancora pronta a padroneggiare tale visione divina senza il filtro dellโ€™immaginazione.

Gli amanti si ricongiungeranno molto piรน tardi, quando Psiche sarร  matura per godere di tale forza direttamente, avendo superato innumerevoli prove della vita che la renderanno capace di padroneggiare la visione del dio senza la necessitร  del filtro dellโ€™immaginazione. Ecco che in questo mito lโ€™immaginazione รจ un ponte, un passaggio intermedio tra lโ€™anima che anela alla Luce e la Luce stessa nella sua forma piรน pura. Questa facoltร , lโ€™immaginazione รจ propedeutica, maieutica, necessaria per arrivare alla Fonte Eterna.

Nel viaggio mistico quando lโ€™uomo comincia a nutrirsi di percezioni sottili, quando comincia a sentire lโ€™ultrasensibile, attraverso meditazioni, controllo delle emozioni, distacco dalle catene materiche, ecco che lโ€™immaginazione si mostra in forme sempre piรน alte, poichรฉ lโ€™intelletto รจ puro e pronto a recepirle. Essa, come una compagna, prende per mano lโ€™uomo per portarlo in mondi iperurani sconosciuti, lo vivifica dallโ€™alto, gli mostra ciรฒ che i suoi sensi non potranno mai donargli, con linguaggi nuovi e inesprimibili. Immaginare nel Sacro diviene quindi visione, realtร . Un linguaggio scenico incomunicabile e parimenti potente, che dona allโ€™uomo nuovi panorami nel quale vivere e reperire energie e spazi di luciditร  inaccessibili in altro modo.

Tramite questa sfera lโ€™uomo modella il proprio mondo Sacro. Ecco che immaginazione รจ sorella di Morfeo. Essi sono le due strade maestre e parallele per comunicare sui diversi livelli dellโ€™esperienza umana, al di lร  del noto, una nello stato di veglia, lโ€™altro nel sonno. รˆ lโ€™immaginazione la liaison sottile tra il mondo del vissuto profano e il piano della Luce vivificante, รจ in quel contatto tutto il suo potere e il suo scopo. Ed essa, attivata ed attivante nel silenzio, traduce e rende fruibile lโ€™ultrasensibile nellโ€™intelletto dellโ€™uomo predisposto verso tali linguaggi sottili. In questo mistico e artistica sono uguali. รˆ questo il momento in cui lโ€™essere adamitico sfiora il suo Dio. Immaginazione รจ andare oltre, รจ restare soli, immaginazione รจ contatto con la parte nascosta del tutto, รจ coraggio e pazzia. Pochi uomini curano questโ€™arte pericolosa. Pochi uomini la nutrono e la custodiscono.

Attardarsi in essa puรฒ portare alla pazzia. Eppure un suo bagliore vale piรน di mille vite vissute senza un anelito di magia. Attraverso la sua grazia lโ€™uomo accede allo spirito primordiale, e diviene esso stesso demiurgo, capace di creare e modellare attivando la divinitร  latente. Nellโ€™immaginazione rinnoveremo il nostro io. Nellโ€™immaginazione troveremo il ritorno allโ€™origine. Compagna dellโ€™uomo silente, sei arte nascosta, custodita gelosamente dai viaggiatori dellโ€™ignoto.

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Alchimia e Simbolo sono da sempre collegati.
Non vi รจ Alchimia di nessun tipo, inclusa quella operativa da laboratorio, senza uno studio approfondito e sistemico del mondo simbolico-alchemico. Il simbolo nel suo linguaggio silente รจ un tramite perfetto per avere accesso al misterium dellโ€™Alchimia. Alchimia รจ comprensione della natura, padronanza della natura, accordo con la natura e arte della natura.. Nellโ€™incontro tra Uomo e Natura, il linguaggio simbolico รจ il ponte ideale che unisce soggetto ed oggetto della conoscenza. I significati da interiorizzare sono di matrice diretta, simbiotici per il nostro essere corpo, sono un richiamo al proprio essere fisico come materia nella natura.

Questo ritorno alle radici, questo incontro con la propria madre prima, la natura, รจ di tipo profondo e viscerale, e il Simbolo, come significante รจ un linguaggio perfettamente funzionale ad insegnare senza interferire con sfere che ostacolerebbero il contatto puro e indisturbato con la propria fonte.
Nellโ€™Alchimia il primo laboratorio e il primo scoglio รจ la comprensione del linguaggio Alchemico stesso. Molti, moltissimi si fermano giร  a questo primo scoglio. E forse questo รจ un bene. La confusione e lโ€™impenetrabile lingua dei Veri libri Alchemici origina da unโ€™arte sottile la cui chiave puรฒ essere trovata solo studiando ripetutamente tutte le porte che danno accesso alla Sala Alchemica. Gli Alchimisti sono ingannatori e menzogneri, parlano di una cosa e nel contempo te ne mostrano unโ€™altra.

Definiscono un concetto con un termine e dopo poche righe utilizzano lo stesso termine in un altro contesto. รˆ un racconto in una lingua apparentemente non logica, intricata, piena di segni e di figure a corredo che accennano, mostrano ma non delineano e chiarificano.
Eppure, dentro questa confusione, nel ripetersi di termini alchemici, di simboli e figure, il ricercatore motivato, con una grande luciditร  critica, unโ€™intelligenza aperta e una strenua perseveranza, puรฒ ritrovare un filo conduttore che porta ad orientarsi nella foresta. E ne puรฒ uscire vincitore.


Classi Alchemico Simboliche


I Simboli Alchemici innanzitutto sono rappresentazioni di diverse classi concettuali:

– Vi sono le diverse Forze della natura, nelle loro diverse espressioni e declinazioni, nei loro archetipi funzionali e pratici nellโ€™Arte.

– Vi sono i diversi Tempi del momento alchemico, dato che nellโ€™alchimia non solo la manualitร  e la conoscenza sono arte, ma anche la percezione del tempo e del suo fluire allโ€™interno della materia cangiante.

– Vi sono le Temperature che vengono utilizzate nellโ€™atto alchemico e la giusta comprensione dei fuochi รจ uno scoglio non solo intellettuale ma anche pratico dato che chi non ha maestria nel contenimento dei suoi impeti energetici non puรฒ controllare le lievi temperature della Gallina o forse domare le forti fiamme dellโ€™inferno che ci consegnano le importanti ceneri bianche.

– Vi sono le Materie, sia le Prime che le accessorie e secondarie; le piรน disparate e diverse, terreno sul quale i pochi sopravvissuti alla prima sfida del linguaggio, sono ugualmente stati decimati e ingannati.

– Vi sono gli Uccelli delle operazioni dellโ€™arte che ci mostrano la manualitร  e la maestria da applicare sulla Materia seguendo il volo che corporificherร  il drago volatile.

Tenendo presente la Tavola Smeraldina, la genesi dellโ€™Universo รจ presente nel Rito Alchemico e ogni creazione alchemica รจ il ritorno e il richiamo di tale genesi primordiale. Ecco che i simboli nel percorso Alchemico non ci parlano solo dellโ€™Arte nella sua valenza Umana, di microcosmo, dove lโ€™Adepto percorre la Grande Opera per sua utilitร  o ad utilitร  dei suoi simili. I simboli sono anche racconto ancestrale della creazione divina, soprattutto ci insegnano i momenti, le potenze e i livelli per giungere dal primordiale CHAOS alla finale REBIS.

I bellissimi disegni nellโ€™Utriusque Cosmi di Fludd sono un esempio ispirante di questo parallelismo.
E i Simboli sono perfettamente versatili in questo lavoro, poichรฉ nel loro contenitore, sottendono a tutte queste letture e a diversi altri contenuti che lโ€™uomo puรฒ trasformare e rendere fruibili a secondo del piano di laboratorio sul quale li intende utilizzare.

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La presenza simbolica degli uccelli nei vari passaggi, corvi, pavoni, aquile, cigni, colombe, pellicani, fenici e persino draghi alatiโ€ฆ sono molto potenti, perchรฉ non solo ci insegnano le operazioni nei loro tratti caratteristici e nei loro colori, ma provenendo dallโ€™elemento aria, ci richiamano ad un fuoco alto che nel nostro operare si sta corporificando. Lโ€™uccello รจ lโ€™animale leggero per antonomasia, difficile da afferrare, sfuggente, bisogna catturarlo ma senza ucciderlo come fa il cacciatore, uomo maldestro e incosciente di tale bellezza, altrimenti lโ€™Opera รจ persa, e bisogna riuscire a portarlo dal Corvo fino alla Fenice, passando per tutti i colori e generi di uccelli, lasciandolo sempre in vita e senza farlo volare via.


Sempre nella classe degli uccelli vi รจ il simbolo alchemico per antonomasia: lโ€™Uovo. A molti sfugge il fatto che lโ€™Uovo sia la genesi dellโ€™Uccello mistico in tutte le sue forme (tranne che per la Fenice). Lโ€™Uovo Alchemico รจ infatti una sintesi simbolica di tutto il Mondo Alchemico, sottende a tutto il tempo e lo spazio alchemico e in parallelo a quello universale, fin dal principio dei tempi. Lโ€™Uovo Alchemico (in genere raffigurato leggermente allungato e alto) รจ il simbolo piรน implicito e potente dellโ€™Alchimia speculativa in primis. รˆ Opera dellโ€™alchimista aprirlo con estrema cura, estrarne dal Chaos la Materia viva, purificarla, rivitalizzarla in chiave ricettiva, congiungerla con lo Sposo Alchemico (il Re) e ottenere il Rebis.

In tale percorso sullโ€™arcobaleno operativo, lโ€™Uovo si apre sempre di piรน, si mostra fino a rompersi completamente, per dare spazio alla Luce finale che rompe tutte le catene materiali e spirituali del suo guscio. Ecco che il Fuoco della Fenice si mostra in tutta la sua forza consumando la materialitร  costrittiva del guscio. La Maestria Simbolica di tale analogia, che gli antichi Iniziati adottarono traendo dagli animali i concetti piรน adatti, lascia ancora oggi pieni di stupore e ammirazione lo studioso sincero e cardiaco.

Pianeti e Costellazioni
Le presenze simboliche Planetarie e Zodiacali sono in analogia perfette con alcune Materie metalliche e con i momenti alchemici, e se i Pianeti infatti sono elementi richiamanti a corporeitร  definite (le materie Prime metalliche e gli Archetipi ad esse sottese) cosรฌ i mesi Zodiacali sono la suddivisione implicita, nellโ€™arco temporale unitario, dei momenti e gradi della Grande Opera. Queste analogie apparentemente cosรฌ semplici e dirette, quasi banali o fortuite, sono invece, oltre che potenti e antiche, unโ€™arte simbolica di tale eleganza e raffinatezza che viene quasi la tentazione di fermare il lavoro operativo per ammirare tale cattedrale architettonica costruita dal Creatore Primo, lโ€™Alchimista Massimo, e con il solo ammirare questa bellezza armonica, il cuore dellโ€™adepto puรฒ trovare la propria Lapis Philosophorum interiore.

A questo momento di estasi interiore si richiamano tutte le preghiere e invocazioni di apertura del lavoro di laboratorio che ogni vero Adepto dellโ€™Arte sa che deve compiere prima dellโ€™ingresso nella Materia.
Poichรฉ questo viaggio nel VITRIOL, nella sua durezza e solitudine, รจ viaggio cardiaco nella bellezza primordiale e vergine delle forze cosmiche prime. Si veda a tal proposito la famosa illustrazione di De Vries nellโ€™Amphitheatrum di Khunrath.

Lโ€™alchimista รจ in ginocchio, in preghiera vera e profonda, con braccia allargate, in segno di supplica e ringraziamento, poichรฉ entrare in questo mare simbolico vivo e creativo, necessita di grande luciditร  e presenza mentale, ed รจ un privilegio a cui pochi sono realmente chiamati attraverso un dono di Grazia divina.

Geometriche Pure
Infine vi รจ la classe simbolica delle figure geometriche pure. Questi simboli sono particolari e nella loro apparente semplicitร  ci insegnano intuitivamente, mostrandoci la strada sulle forze e le qualitร  che il cammino ci pone di fronte. Qui troviamo gli aspetti piรน operativi: i tempi con ad esempio la notte e il giorno; lo stato della materia: condensata, sublimata, evaporata, corporificata, calcinata; le materie secondarie, funzionali ai lavori, come gli acidi, le basi con le loro varie forze; i Sali di tutti i tipi, dato che nel laboratorio alchemico i Sali sono materia operativa importante, Salgemma, Nitro, Tartaro, Potassiumโ€ฆ


Per la trattazione simbolica del Trio fondamentale Alchemico Zolfo-Mercurio-Sale si rimanda al Cap. 2 di questo studio Simbolico (Simbolo e Geometria Sacra).
Sempre in questa classe Geometrica vi sono infine i 4 elementi: Fuoco e Aria triangoli maschili Acqua e Terra triangoli femminili, con Aria e Acqua con una linea intermedia. Questi simboli oltre a parlarci in modo molto chiaro di cosa siano questi elementi in sรฉ come qualitร  e funzionalitร  (trattazione che non affronteremo per questioni di spazio), ci mostrano attraverso il numero 3 che essi sono vettori e promotori di unโ€™energia primordiale che li sottende tutti. Il 3 รจ infatti numero della generazione e del movimento tra i vari stati dellโ€™essere. Dalla base si arriva allโ€™apice attraverso un processo di sintesi che crea altro dalla matrice base.

Ecco che mentre Acqua e Terra tendenzialmente corporificano lโ€™energia e la consapevolezza nel nostro piano materiale, Aria e soprattutto Fuoco le spiritualizzano e attivano.
รˆ interessante a questo punto un approfondimento sugli elementi, non solo per mostrare come i simboli lavorino in modo sottile, ma anche come siano stati codificati per mostrare anche ciรฒ che non appare a primo livello guardando solo il simbolo. I simboli infatti vanno anche combinati e studiati da diverse prospettive. Vediamo un classico esempio di questo lavoro particolare, ponendoci nellโ€™ottica degli Elementi alchemici. Nei simboli alchemici, non รจ presente in modo esplicito il 5ยฐ elemento, lโ€™Etere. Eppure lโ€™Etere, come sappiamo รจ il progenitore dei 4 elementi materiali ed รจ lโ€™elemento base di tutta la creazione, poichรฉ esso รจ una declinazione dello Spirito Universale.

Nonostante questa importanza prima nellโ€™Alchimia, esso come simbolo non รจ trattato in modo esplicito nei testi Alchemici che si hanno normalmente a disposizione. Come mai? Questo, ai piรน attenti ricorda sicuramente il racconto dei 5 solidi platonici, anchโ€™essi Simboli di Geometria Sacra, ma tridimensionale, degli elementi: Cubo-Terra, Tetraedro-Fuoco, Ottaedro-Aria, Icosaedro-Acqua e infine Dodecaedro-Etere. Molti sanno che Platone voleva che i suoi discepoli non citassero mai le caratteristiche e proprietร  del Dodecaedro, pena espulsione dalla scuola.

Questo racconto ci introduce al tema dellโ€™Etere in chiave simbolica. Perchรฉ avere accesso alle chiavi del simbolo eterico significa padroneggiare lo Spirito, divenire quindi un Magus nel senso piรน alto del termine. Ecco che il simbolo rimane celato nei testi. Tuttavia, con lo studio corretto dei 4 elementi e sapendo i loro rapporti e il loro rapporto con lโ€™Etere, si puรฒ trovare il simbolo del 5ยฐ elemento. Poichรฉ tutti e 4 gli elementi originano per condensazione successiva dalla stessa sorgente, ecco che per arrivare allโ€™origine, bisogna riunirli tutti, nello stesso punto e in tal punto si troverร  la loro origine.

Questi 4 simboli sovrapposti, mostrano un altro simbolo noto e famoso, che perรฒ generalmente nei testi alchemici se presente non รจ esplicitato per ciรฒ che รจ veramente. E, in particolare, sono i simboli intermedi dellโ€™Aria e dellโ€™Acqua a darci lโ€™indicazione precisa di come vadano ricombinati, utilizzando come riferimento la linea orizzontale intermedia, poichรฉ รจ essa che se posizionata correttamente sullโ€™altro simbolo ci darร  la chiave di incastro corretta. Questa linea intermedia รจ la parte del simbolo complementare giร  presente, come a mostrarci un Elemento pronto ad una transizione di fase verso il successivo.

Ecco che i simboli degli Elementi sono a doppia lettura e doppia coppia: Fuoco e Aria come caldi e con punta ascendente, mentre Acqua e Terra Freddi con Punta discendente. Ma Fuoco e Terra sono puri con qualitร  Secca mentre Aria e Acqua sono ad incastro con qualitร  Umida. Lascio al lettore la piacevole scoperta del simbolo Etereo.

Livelli di Linguaggio
Come vediamo nel mondo Alchemico il Simbolo รจ foriero di moltissime informazioni, tantโ€™รจ che รจ forse lโ€™unico genere di conoscenza che presenta i famosi libri muti, cioรจ che non contengono scritti se non nei minimi termini.Abbiamo testi alchemici famosi nella loro bellezza figurativa e simbolica: lo Splendor Solis, Il Mutus Liber, libri essenzialmente muti, che vanno studiati quando si รจ giร  introdotti nellโ€™Arte; abbiamo poi i libri in cui i simboli sono centrali e corredati da testi o musica: Atalanta Fugiens, Libro delle Figure Geroglifiche, il Rotolo di Ripley.

E infine libri piรน discorsivi ma che includono sempre figure simboliche in modo imprescindibile: 12 chiavi di Basilio Valentino, Donum Dei di Aurach o la Trasmutazione Metallica Sogni 3 di Nazari da Brescia.
A seconda del livello dellโ€™Iniziato e della Scuola Misterica abbiamo sempre a livello Simbolico, diversi linguaggi e livelli espositivi, sia puramente simbolici, che misti che puramente discorsivi.


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Mi preme infine menzionare un simbolo importante tanto quanto lโ€™Uovo Alchemico. Anche in questo caso siamo al cospetto di un simbolo del regno animale in forma particolare: lโ€™Ouroboros, il serpente ripiegato su sรฉ stesso. In questo simbolo รจ inclusa in potente sintesi simbolica tutta lโ€™attivitร  creatrice e distruttrice dellโ€™Energia Universale, la Materia Prima del MacroCosmo.

La Forza Vitale come Forza motrice dellโ€™universo che attiva e consuma sรฉ stessa rigenerandosi continuamente in molteplici ed infinite forme. Lโ€™Ouroboros รจ il mondo che si autofruisce, che si autoesplora, che si rigenera dalle sue ceneri, che non si ferma mai. Lo Spiritus Mundi in azione. Dal punto di vista temporale ci riporta alla dimensione ciclica del fluire, in una chiave di continuo fluttuare avanti e indietro, di ritorni, di rielaborazioni. Non mostra il tempo classico lineare con un inizio e una fine, anzi dice che tutto รจ un unico continuum presente in una ruota che incessantemente percorre i suoi eterni cicli.

รˆ un tempo di matrice matriarcale.
Il cerchio geometrico-spaziale dellโ€™Ouroboros ci mostra lโ€™universo nella sua totalitร , mostrando questa regola come presente ovunque, senza eccezione. Se lโ€™Ouroboros รจ lo Spiritus Mundi in movimento, lโ€™Anima Mundi รจ il suo perno centrale attorno a cui ruota la creazione, fisso e intoccabile, lโ€™autocoscienza che osserva lโ€™eterno gioco divino nel suo apparire e fluire multiforme senza sosta. Per gli Alchimisti lโ€™Ouroboros รจ la sintesi massima dellโ€™energia che deve essere domata per venir utilizzata dal Magus, ecco perchรฉ spesso, al contrario dellโ€™Ouroboros ermetico cosmologico che รจ singolo, quello alchemico รจ doppio: poichรฉ ci parla nuovamente del matrimonio alchemico tra lo Zolfo, alato e il Mercurio terrestre che lo riceve.
Essi in una danza divoratrice, si consumano e uccidono lโ€™un lโ€™altro, dando origine al Corvo, per poi, alla fine del ciclo, rinascere come lโ€™Ouroboros bianco unico Ermetico, ossia la Quintessenza.


Lโ€™Alchimia, un mare simbolico vastissimo, in cui ci si puรฒ perdere. Un mare non per tutti. Affascinante, ma per poterne fruire si necessita di grande volontร , perseveranza, acume, ascolto e una grazia naturale verso le cose sussurrate. Ecco che allora potremo dolcemente navigare su queste infinite correnti simboliche che ci porteranno su terre magiche sconosciute ai piรนโ€ฆ


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Lo Sguardo nella Folla

Piccolo dolce essere.

Nel mondo nebuloso delle persone, vivi quasi trasparente.

In attimi che scorrono, vedo il silenzio di un’anima che si nutre di luce. Questi nostri rumori, non ti sono familiari.

Ma nelle pieghe del vibrare del tempo, senza volerlo, mostri grazia.

Una Grazia, dolce e calda.

Eโ€™ bastato uno sguardo tra noi, e il tempo si รจ fermato.

Forse non sai che farne, non sai che sia.

Ciรฒ che appare, che vivifica il tuo essere, รจ dono raro.

Non posso aiutarti nella tua arte, l’ho compreso.

Lascia solo che tenga la tua mano ancora un istante. Anche solo in questo sguardo lontano. Prima che tu ti perda tra la folla per lasciarmi solo, nuovamente.

Solo e umano.

Addio dolce piccolo essere.

Grazie per questo incontro, per questo silenzio, in questo mare dalle infinite onde di tempo.


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Pensieri e Poesie Vol 1

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Come puรฒ il simbolo portare ad una Conoscenza? Possono i simboli ampliare la conoscenza? Possono infine dare una visione diversa della conoscenza, mostrare modi diversi di arrivare ad una conoscenza o dare accesso ad una sfera della conoscenza che non sarebbe altrimenti fruibile? Nella nostra cultura, lโ€™approccio alla conoscenza รจ di tipo razionale, nozionistico innanzitutto. Il processo cognitivo e didattico รจ basato sullo studio a partire dalla memoria per poi, attraverso la logica e la capacitร  di ragionare sui concetti acquisiti, arrivare a concetti piรน complessi.

Ma essenzialmente il percorso, che per semplicitร  possiamo definire di tipo destro, รจ nella sostanza mnemonico e quindi razionale-logico. Questa via cognitiva, non solo porta a delle chiare strutture logiche e classificanti ma, soprattutto, imposta la modalitร  di apprendimento e conoscenza del proprio microcosmo e del macrocosmo fin dalla tenera etร ; ad un livello piรน profondo imposta quindi la nostra struttura mentale cognitiva nel suo approccio verso la conoscenza stessa.

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Esiste tuttavia un tipo di conoscenza e quindi una via cognitiva piรน intuitiva, diretta e quindi destrutturata, o sarebbe piรน corretto dire strutturata in modo diverso. Essa รจ la via sinistra, che sviluppa altre modalitร  di visione del mondo, del nostro porci in essa e delle possibilitร  di interazione che abbiamo esternamente e interiormente. Normalmente questa seconda via non รจ, se non in minima parte, toccata e sviluppata in questo periodo storico-culturale e rimane latente per alla fine essere sviluppata, la maggior parte delle volte, in chiave personale e puramente spontanea, da alcune persone.

Ecco in questa seconda via, il simbolo รจ un vettore ideale, esso tende a risvegliare questa via. Stimola la curiositร  figurativa e non verbale, da accesso ad uno studio silente, porta ad una meditazione ed elaborazione dellโ€™informazione in sรฉ, e soprattutto non lascia una sicurezza dogmatica e inconfutabile dellโ€™informazione in quanto lo stesso simbolo puรฒ essere codificato in diverse modalitร  e portatore di messaggi sovrapposti.

Se la via destra tende a darci una visione chiara e sicura (reale o presunta) del nostro percepire oltre che una capacitร  naturale a catalogare il tutto per renderlo piรน velocemente fruibile ed utilizzabile, la via sinistra crea correlazioni complesse e cangianti e mostra il mondo in modo piรน dinamico e meno gerarchico. Sono linguaggi cognitivi complementari e probabilmente sarebbe utili svilupparli, in modo consapevole, entrambi. La pura via destra รจ quella della tecnica, dellโ€™utilizzo del sapere in modo sistemico e finalizzato. La pura via sinistra รจ quella dellโ€™arte, della reinterpretazione del vissuto in modo sempre diverso. Avere accesso ad un percorso di conoscenza simbolica รจ utile per chi รจ interessato ad una via di conoscenza bilanciata.

Lo studio approfondito dei simboli e la applicazione degli stessi รจ infatti esperienza prevalentemente sinistra ma con aspetti della via di destra soprattutto nella comparazione degli stessi e nella classificazione. Nella radice e nella prima esperienza il simbolo ci porta nella sfera sinistra, ci aiuta a rivedere lโ€™apparire per ciรฒ che sottende, ci porta nellโ€™interno del fenomeno e della nostra consapevolezza, crea una spirale interna. Molti amanti della via simbolica preferiscono avere una relazione col simbolo prevalentemente ed essenzialmente di sinistra, e usano quindi il simbolo come forma di conoscenza introspettiva e divinatoria senza volerlo razionalizzare. Questa via รจ quella che attiva il simbolo e lo vivifica per ciรฒ che รจ veramente, un significante contenitore di un significato che non appare. E quindi usare la via sinistra nella conoscenza attraverso i simboli รจ una via completa in sรฉ che ha una funzione ben chiara e arricchente.

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Vediamo qualche applicazione concreta di conoscenza in questa chiave. Con lโ€™utilizzo del Simbolo silente, la pura via sinistra รจ una strada per la conoscenza del Sรฉ nel senso piรน alto del termine: lโ€™incontro con la Realtร  del nostro Sรฉ รจ possibile infatti solo attraverso unโ€™intuizione diretta e destrutturata, facoltร  dellโ€™anima che trascende le separazioni, i dualismi, le dialettiche spesso conflittuali della nostra mende razionale ordinaria, e il simbolo รจ un vettore perfetto in questo ingresso nellโ€™interiora della propria terra. In tale contesto il Simbolo รจ personale e soggettivo e spesso รจ creato dalla persona stessa. Nella creazione del proprio Simbolo lโ€™Iniziato mette, in un atto magico di creazione, il suo Io profondo intuitivamente, per poi riviverlo e reinterpretarlo con una strada questa volta inversa, dallโ€™esterno allโ€™interno.

I Simboli usati in chiave Archetipale ci danno invece accesso alla conoscenza delle leggi della natura e del mondo, la meditazione su questa tipologia simbolica รจ unโ€™antichissima tecnica, ad esempio con gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, e ci permette di penetrare le forze universali per vedere come esse si relazionano fra di loro e con la nostra coscienza. Allโ€™interno delle rappresentazioni figurative dei Tarocchi troviamo simbolizzati diversi livelli: il disegno complessivo in sรฉ, i particolari e gli oggetti o animali a corredo, gli spazi e posizioni dei diversi contenuti e i colori degli stessi.

Ogni aspetto e dettaglio dellโ€™Arcano rappresentato รจ una conoscenza particolare e il disegno totale in sรฉ ci porta ad un altro livello di conoscenza dentro lo stesso territorio. Tale meditazione cognitiva puรฒ essere fatta in diverse forme: sul singolo Simbolo archetipale per comprendere-vivere il sottostante modello, oppure su alcuni Arcani messi in relazione fra di loro, in successione lineare, creando quindi un discorso, e avendo accesso quindi alla risultante totale di questi Archetipi in una visione di successione temporale.

Infine possono anche essere messi in relaziono geometrica piรน complessa. Questo ultimo studio รจ meno noto e insegnato ma รจ il piรน complesso e profondo. Poichรฉ si possono creare con i Simboli archetipali dei Simboli a loro volta disponendoli sul piano o nello spazio, seguendo le regole della Geometria Sacra. Una variante in forma temporale di questo ultimo metodo, รจ ristudiare gli stessi Arcani nella stessa disposizione geometrica, ma cambiandoli di posto ogni volta, seguendo delle logiche predefinite; otteniamo quindi un percorso che ci mostrerร  altri aspetti. Creiamo quindi simboli di simboli e questo crea relazioni fra gli archetipi che ci parla delle strutture portanti e delle regole dellโ€™universo.

Lโ€™Albero Sefirotico รจ un altro ponte simbolico che da accesso alla conoscenza e per quanto esso sia piรน adatto ad una forma mista di studio che contempli entrambe le vie, la sinistra e la destra insieme, tuttavia puรฒ essere usato in forma meditativa-contemplativa, anche senza uno studio preliminare delle varie strutture portanti dello stesso (la via preliminare destra). Questo perchรฉ lโ€™Albero Sefirotico รจ una codifica in chiave diversa degli stessi Archetipi visti precedentemente nei Tarocchi, e quindi esso in sรฉ, permette ad una coscienza particolarmente ricettiva e sviluppata di entrare in contatto con gli stessi modelli. Eโ€™ importante notare come nel simbolo dellโ€™Albero Sefirotico nella sua totalitร , sia presente una forte Geometria Sacra e come tale geometria sia la base di genesi e di sviluppo dellโ€™albero stesso.

Ecco che in tale Simbolo formato da simboli, la conoscenza รจ un percorso vastissimo e denso di concetti diversi e complementari. Un vero e completo libro simbolico a tutti gli effetti che ci parla, restando comunque muto ai non iniziati in tale pratica. Altri esempi di conoscenza attraverso i Simboli sono i Ching e lโ€™interpretazione degli auspici. Entrambe queste forme di conoscenza, che non tratteremo nel dettaglio per questioni di spazio, sono antiche e danno accesso alla comprensione del nostro essere nel mondo.

Ci aiutano percepire la realtร  nascosta e sottile del mondo fenomenico e a vedere come noi siamo in relazione con esso, in questo modo ci indicano una strada o ci suggeriscono delle prospettive. Anche in questi 2 casi il percorso di conoscenza-comprensione รจ simile a quanto visto nello studio degli Arcani e dellโ€™Albero Sefirotico: lโ€™Universo si regola e dinamizza attraverso modelli Archetipali i quali vengono strutturati e condensati in forme simboliche attraverso la Geometria Sacra. Queste forme simboliche, opportunamente strutturate e utilizzate fanno da tramite tra la coscienza che le utilizza e lโ€™Universo stesso.

Il linguaggio รจ diretto e il Simbolo con lโ€™Archetipo sono il tramite. Un altro campo importante della via di Conoscenza Simbolica รจ quello ermetico-alchemico. In questo caso il Simbolo introduce ad una conoscenza diversa rispetto ai casi precedenti. Nel campo ermetico il simbolo รจ piรน operativo, piรน funzionale piรน focalizzato. Il simbolo in questo campo ci insegna il ragionamento per analogia, questa รจ una chiave importante da possedere nellโ€™Alchimia; lโ€™analogia รจ una comprensione tipica della via sinistra, arriva alla conoscenza per similaritร  e affinitร , quindi senza il linguaggio razionale o della parola.

Il Simbolo mostra una classe di concetti e lโ€™alchimista applica tali classi nelle varie sfere di conoscenza. รˆ forse nel mondo alchemico che lโ€™interpretazione dei simboli trova la sua forma piรน conosciuta e trattata. Per alcuni lโ€™Alchimia รจ infatti Arte Psicologica per eccellenza, per altri รจ Arte Mistica di elevazione dello spirito, per altri ancora รจ Arte Operativa da Laboratorio (alchimia esterna) e per altri Arte Operativa attraverso lโ€™Athanor Corporale (Alchimia interiore); si potrebbe continuare con altre sfere di applicazione dei simboli alchemiciโ€ฆ

Vi sono molti campi di conoscenza trattabili attraverso i Simboli Alchemici e nessuno di essi รจ lโ€™unico o il principale, se non in chiave soggettiva, proprio perchรฉ questi simboli danno accesso ad una conoscenza per analogia verso gli elementi ai quali si riferiscono. La conoscenza alchemica รจ protetta nel simbolo e puรฒ viaggiare in tutti i diversi ambienti e periodi, anche i piรน cupi, senza storpiature e modifiche. Colui che saprร  aprire e attivare i simboli contenuti nei libri alchemici, come il Mutus Liber o lo Splendor Solis (per citare 2 fra i piรน studiati in chiave simbolica), avrร  accesso alle conoscenze operative necessarie nel percorso della Grande Opera.

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Concludiamo questa trattazione tra Simbolo e conoscenza guardando il Simbolo dalla prospettiva della Conoscenza razionale-logica ovvero la via destra. Questa via non si adatta benissimo al percorso simbolico. Essa non entra nellโ€™ontologico ma resta nellโ€™ontico del simbolo. Non apre il simbolo in modo diretto e intuitivo ma lo pone invece in relazione ad altro, giร  noto, o in relazione ad altri simboli. Lo cataloga e lo mette allโ€™interno di una struttura spesso preesistente, incasellandolo in spazi confinati e fallacemente chiarificatori. Purtroppo questo esercizio non solo depaupera e snatura il simbolo nella sua valenza ontologica, ma, e questo รจ forse la cosa peggiore, allontana il postulante dallโ€™altare simbolico facendogli invece credere di portalo al cospetto del Sanctum Sanctorum simbolico. Ecco quindi, in questo contesto i libri dove i simboli sono catalogati, incasellati e accostati ai piรน disparati concetti con elegante sfoggio di profondo sapere nozionistico.

E tanti piรน simboli si trattano e tanti piรน disparati concetti si uniscono in tale trattazione, tanto piรน lo scrittore darร  sterile sfoggio di possedere la sfera simbolica. Questi percorsi nozionistici e di classificazione non portano in profonditร  nella natura e nel cuore del simbolo, non mostrano le chiavi di accesso, non insegnano allโ€™armonizzazione cardiaca con questo strumento e allโ€™utilizzo in chiave personale magica; lasciano il lettore in superficie sulle nozioni, sulle classificazioni e sulle storie esteriori del simbolo.

In tale percorso la persona rimane avviluppata in un percorso che sembra portare alla comprensione del simbolo. Ma questa comprensione รจ esteriore, ontica, si sofferma sul significante e sfiora appena il significato. Non si vuole con questo dare una valenza del tutto negativa a tale approccio; esso ha una valenza positiva in chiave divulgativa e introduttiva. Su questo non ci sono dubbi. Deve perรฒ essere chiaro che conoscere le simbologie piรน disparate, saperne i percorsi storici o riempirsi di nozioni e informazioni, impedirร  la vera fase simbolica attiva, che รจ quella che ci porta verso quella sfera della conoscenza dove il simbolo ci vuole condurre.

Diviene quindi necessario, se ci si avvicina al Simbolo tramite la via destra, destrutturarsi, e spogliarsi di tutti i vestiti, se si vuole vivere il Simbolo come vettore di Conoscenza attiva e sacra. Consci che la societร  attuale รจ giร  molto improntata alla via destra, coloro che si avvicinano al simbolo da tale via, corrono il rischio di non sfiorare mai la potenzialitร  del Simbolo vissuto sulla via sinistra. Sarebbe utile che coloro che trattano i Simboli attraverso le conferenze e i libri o qualsiasi altro mezzo, avessero ben chiaro questo aspetto, e lo chiarissero ai loro ascoltatori.

La conoscenza nella via destra del Simbolo non รจ un male in sรฉ, ma lo diventa se si ritiene e si fa pensare agli altri che sia lโ€™unica sfera per entrare in tale mondo. Ancora peggio รจ pensare che lโ€™approdo finale sia conoscere infiniti simboli e saperli porre in relazione fra loro. Forse a questo punto, meglio non sapere nulla di loro intellettualmente e lavorare invece con pochi simboli nel silenzio del proprio Sanctum vivendoli come esseri intelligenti e magici, capaci di portarci in stanze segrete interiori dove la vera Sophia simbolica ci verrร  mostrata in tutta la sua Luce.

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Pensieri e Poesie Vol 1


I Nodi Gordiani

I Nodi Gordiani,

che ci affanniamo a voler sciogliere

con tecnica e amore.

A volte la spada Alessandrina

รจ l’unica risposta per andare oltre…

e non c’รจ molto da capire…

ma solo avere il coraggio di fare…


Afrodite e Adone

Adone nacque da Mirra. Quando, da una fenditura dell’albero, il piccolo Adone venne alla luce, le ninfe lo raccolsero commosse e lo nutrirono, allevandolo nelle grotte d’Arabia. Il fanciullo, crescendo, divenne bellissimo. Mentre cacciava in un bosco sacro, Afrodite lo vide e s’innamorรฒ di lui, dimenticando Ares.
Ma il dio della guerra se ne accorse e decise di punire ferocemente il rivale. Si mutรฒ in cinghiale, e indusse Adone ad inseguirlo; poi gli si rivoltรฒ contro e lo sbranรฒ. Adone lanciรฒ un grido cosรฌ alto che Afrodite lo udรฌ e accorse trafelata. Lo trovรฒ in un prato, giร  morto.
Il sangue macchiava l’erba attorno, e per volere della dea il corpo di Adone si trasformรฒ in un anemone rosso come quel sangue.
Intanto l’anima scendeva agli inferi, dove regnava Persefone. Afrodite si recรฒ a sua volta tra le ombre, per reclamare l’innamorato.
Ma Persefone si rifiutรฒ di restituirlo, perchรฉ anche lei se ne era innamorata. Afrodite era una dea potente e cocciuta e non aveva nessuna intenzione di cedere, perciรฒ restรฒ nel regno dei morti protestando, mentre sulla terra, privata della sua presenza, tutto inaridiva.
Zeus risolse il caso senza far torto a nessuno: decise che Adone avrebbe trascorso alcuni mesi con Persefone, altri accanto ad Afrodite che si accontentรฒ e tornรฒ a fecondare la terra, in primavera. Al suo passaggio tornavano a fiorire le rose e gli anemoni.


La lacrima dell’angelo caduto

Un ricordo per l’uomo nella sua discesa materica.

Affinchรฉ il tormento della caduta

divenga energia vivificante per l’ascesa,

e cosรฌ si compia la bellezza di quello sguardo acceso.

Rialzandosi l’angelo, dalla caduta ritrova il volo,

dal tormento la Pace e dalla lacrima, un sorriso…

o forse un Bacio.

Questo รจ il destino di noi, Angeli Caduti.



Fluire…

Fluire… come l’acqua.

Siamo adattabili, ci muoviamo nelle curve della vita…

Siamo morbidi e sinuosi.

Come l’acqua accettiamo…nulla puรฒ colpirci o spezzarci.

Come l’acqua trasparenti e sfuocati,

portiamo memoria ma non ne facciamo menzione.

Come l’acqua puliamo e mondiamo i nostri difetti,

smussiamo gli spigoli in silenzio, continuamente.

Come l’acqua nutriamo la terra e la facciamo germogliare.

Questo noi siamo…

entrando nell’abisso dell’elemento primordiale,

da cui tutto l’universo รจ scaturito.

Pensieri e Poesie Vol 1
Pensieri e Poesie…
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maschera filosofia

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Osserviamo gli altri intorno a noi quando camminiamo in una strada di cittร : siamo circondati non tanto da corpi, quanto da volti in continuo movimento. Ci parlano, ci raccontano la loro vita. I volti hanno unโ€™attrazione magnetica verso i nostri occhi, prendere la loro energia, captarla anche se per pochi secondi, ci rende partecipi di un racconto. Un volto una storia, una storia un universo…e cosรฌ 1000 universi a nostra disposizione. Tuttavia la storia dei volti e della loro rappresentazione, in quanto maschere ha sempre avuto modalitร  ben strutturate nel nostro mondo…

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Nei ritratti, fino al ‘900, il volto doveva essere riprodotto con la miglior perfezione e fedeltร  possibile. Poi a partire dai primi decenni del 20ยฐ Sec la strada cambia: il volto non รจ piรน realismo della persona, che รจ al centro del proprio universo percettivo, ma diviene altro, metafora, modello e mezzo interpretativo sia per lโ€™artista che per lo spettatore. Il volto diviene esplicitamente maschera e la maschera ci parla dโ€™altro. Cosรฌ abbiamo lโ€™Urlo di Munch con tutta la sua angoscia esistenziale, lโ€™Autoritratto di Ensor con lโ€™unico volto umano del pittore su un sottofondo di maschere non solo macabre e grottesche ma anche dalle orbite vuote…chiara critica verso una civiltร  deforme e vuota.

O i famosi dipinti surreali di Magritte dove il volto non viene mai contestualizzato, quasi a voler dire che nella dimensione rappresentativa lโ€™essere sfugge ogni definizione e delineamento. In tutti questi nuovi linguaggi, la maschera del volto assume connotati nuovi. Se prima le maschere dei ruoli erano un dato di fatto necessario e imprescindibile, parte stessa della vita sociale, a partire da questo momento storico, dove la stessa realtร  viene messa in discussione cosรฌ come รจ percepita persino dalla scienza con la relativitร  e la fisica quantistica, il volto e la maschera divengono oggetto di studio e di analisi non piรน solo sociale e strumentale, ma anche interiore e personale, un viaggio analitico e riflessivo dellโ€™essere in questa dimensione…

๐— ๐—ฎ๐˜€๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ

Il volto diviene quindi specchio dellโ€™anima, piรน degli occhi stessi. E come tale, il volto, necessita di protezione attraverso una maschera, per proteggere ciรฒ che mostra: lโ€™espressione del viso รจ dunque il vero mezzo di comunicazione tra lโ€™individuo e il mondo: se perรฒ il volto viene coperto, falsato, mascherato, il contatto con la realtร  si perde e lโ€™anima rimane dietro e quindi protetta. Abbiamo sempre saputo, fin quasi da bambini, che per vivere bene nel mondo, รจ importante avere delle maschere di protezione e di convenzione. Queste maschere non solo ci permettono di apparire come gli altri vogliono, come si aspettano che noi dobbiamo essere, come lโ€™etichetta sociale o famigliare imponeโ€ฆ

Le maschere sono anche un linguaggio convenzionale tra uomini che appartengono a diversi clan, e che attraverso tali clan, si mostrano al mondo degli altri clan. Il clan dei dark, degli artisti, dei lavoratori in giacca e cravatta, il clan dei solitari, il clan dei contestatori, degli sportivi e cosรฌ via, ove ognuno puรฒ trovare la propria zona di comfort per sentirsi pari fra pari e avere un luogo di protezione dal duro mondo che lo circonda con dinamiche estranee che lโ€™essere a volte non comprende, altre volte finge di non comprendere ed altre ancora non vuole comprendere.

Tutte queste maschere sono lโ€™interfaccia comunicativa e protettiva entro il quale lโ€™essere, caricato il programma del caso, รจ pronto ad interagire e comportarsi come concordato. Un mondo facile e perfetto, predefinito, codificato, ottimamente strutturato per far si che tutta la comunitร , crocevia e incontro tra i vari clan, si possa muovere armonicamente in un sistema di predizione e prevedibilitร  facile e consueto. Il tutto รจ rassicurante, ovattatamente semplice, invitante e poco dispendioso.

Nessuna sorpresa, nessun turbamento, nessuna storia da dover scrivere ogni volta. Una certezza, forse alienante o cortocircuitale nel quale a lungo andare lโ€™emozione potrebbe spegnersi interiormente senza quasi neanche rendersene conto. Del resto Persona in latino significa proprio maschera. Ecco quindi anche le maschere di carnevale con la loro tradizione caratteristica simbolica per ogni archetipo umano, ci parlano delle nostre stesse โ€œpersone” ridicolizzandole, iperbolizzando i nostri atteggiamenti. O le maschere veneziane che hanno una funzione proprio catalizzatrice: attraverso esse il volto รจ coperto finalmente, e lโ€™anima protetta รจ quindi libera di esprimersi senza timori e di mostrarsi per ciรฒ che รจ e vuole-desidera fare nel mondo materico…

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Ma fino a che punto lโ€™uomo rimane consapevole di tutti questi innumerevoli diversi volti-maschere che indossa ad ogni diversa occasione e circostanza? Fino a che punto lโ€™uomo dopo anni di utilizzo di tali maschere รจ in grado di dire senza alcun timore: “posso fare senza”? Questa รจ la domanda da farsi la sera, davanti al proprio specchioโ€ฆLe maschere sono mezzi, strumenti, stratagemmi sociali, mezzi di sopravvivenzaโ€ฆ ma a che costo? Fino a che punto tali maschere ci permettono di vivere, e fino a che punto ci soffocano? Eโ€™ questa la domanda.

Puรฒ un artifizio di comodo, ucciderci lentamente? Atrofizzare il nostro stato immaginifico e emotivo? Quando indossarla e quando no? Quando essere autentici e quando essere altro da noi? Questa questione ha tante risposte quanti sono i diversi momenti della nostra vita. Si puรฒ forse, imparando ad ascoltare il proprio maestro interiore, capire la cosa giusta; forse non รจ impossibile. I momenti chiave, quelli importanti, nei quali bisogna essere autentici, veri, pronti allโ€™ignoto, bussano alla porta del nostro destino spesso in modo chiaro. Non sentire questo flusso รจ essere giร  un po’ morti.

Lโ€™uomo vivo interiormente, lโ€™uomo che sente la propria vita chiaramente, capisce quando posare la maschera e tornare ad essere se stesso, perchรฉ la situazione รจ lรฌ, a chiamarti per nome, รจ li ad emozionarti come prima, รจ lรฌ a dirti che questa scelta che devi compiere โ€œoraโ€ cambierร  il tuo destino. E spesso non serve solo presenza di spirito, luciditร  e consapevolezza, questo รจ il requisito primario ma non sufficiente. Dobbiamo anche essere dotati di forza, forza vitale, richiamo di vita. Perchรฉ togliere la maschera e mostrarsi nudi davanti ai venti della vita, alla responsabilitร  delle proprie decisioni, richiede forza, fiducia, capacitร  di immergersi nel fiume della vita. Eโ€™ spesso questa la sfida piรน importante da fronteggiare…trovare la forza dentro di noi per aprirci e denudarsi…

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Andiamo un attimo piรน in profonditร . La maschera proteggendoci ci scollega emotivamente e vitalmente dal resto della struttura universale. Taglia le sinapsi, blocca il fluire degli umori. Questa maschera รจ protezione da una parte ma morte emotiva dallโ€™altra. Ecco perchรฉ attardarsi troppo in esse รจ rischioso per la vita, per la nostra consapevolezza. Non รจ un male in se, usare le maschere.

Eโ€™ un male usarle sempre, nascondersi ininterrottamente. La vita non puรฒ essere vissuta proteggendosi sempre, bisogna mettersi in gioco, altrimenti essa muore. E a lungo andare lโ€™essere potrebbe ritrovarsi a vivere in una eterna finzione. Quante persone, nei nostri ricordi di bambini, gioiose e vive per poi rivederle molti anni dopo tramutate in โ€œmacchine organicheโ€ che alla fine hanno fagocitato lโ€™essere emotivo stesso? Ricordiamoci, non cโ€™รจ gioia senza sofferenza, stupore senza noia, desiderio senza rigetto, allegria senza rabbia, questo รจ il percorso nel nostro mondo materiale.

Non vivere queste emozioni, nelle loro accezioni negative, non ci permetterร  quindi di sperimentare e capire in quelle positive quando questi arriveranno. La mancanza del buio non ci farร  riconoscere la luce. Una mancanza del rumore non ci dirร  quando saremo nel silenzio. La mancanza dellโ€™odore non ci farร  percepire la bellezza di una fragranza profumata. Siamo esseri duali, e come tali dobbiamo abbracciare entrambi i lati della vita. Questa รจ la regola per chi vuole vivere immerso nel mondo e abbracciarlo nella sua totalitร , non vi puรฒ essere altra via. Saper riconoscere i giusti tempi delle maschereโ€ฆ questa la sfida piรน sottile quando si maneggiano.

Sa lโ€™essere riconoscere tutte le maschere che indossa? Sa capire quando ne sta usando una, quando รจ scoperto, quando la cambia in un’altra? Quando le modifica, le riprende, le butta per sempre? Perchรฉ se non cโ€™รจ niente di male nellโ€™usare una maschera quando si interagisce con gli altri, il vero rischio che lโ€™uomo deve evitare รจ rientrare nel proprio castello la sera, sedersi davanti allo specchio e non vedere che il volto di fronte a sรฉ, รจ ancora una maschera e non il vero viso. Spesso alcune maschere hanno velate funzioni positive, propedeutiche, necessarie, ma nonostante i buoni propositi, riusciamo a scollegarle quando esse non sono piรน necessarie? Quando dobbiamo collegarci col nostro seme centrale? Quando dobbiamo ricollegarci alla sorgente? O dimentichiamo? Forse diventiamo pigri?.

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Davanti allo specchio devi vedere il tuo volto nudo, coi suoi difetti, le sue cicatrici, persino le sue bruttezze e umane debolezze. Ma devi vedertiโ€ฆ se vuoi essere vivo. Troppi uomini dimenticano questa semplice regola e giorno dopo giorno una maschera li ghermisce, lentamente. Diventano preda, strumento di quella maschera. Senza di essa si sentono vuoti, senza forza, senza uno scopo. La maschera come un acido interiore li corrode, li consuma nella forza vitale. Ecco la vera maschera di cui avere timore, non le centinaia che indossiamo ogni giorno. La maschera interna, quella che si cela alla nostra vista, quella che non vediamo allo specchio.

La maschera che ci dice: โ€œIo sono il tuo volto, sono la tua realtร , i tuoi pensieri, la tua stradaโ€, essa ci porterร  alla perdizione. Essa รจ il peggior nemico, poichรฉ รจ dentro di noi facendoci credere di essere parte di noi, che lei รจ noi stessi. La maschera interna ghermendoci ci illude, ci promette serenitร , agiatezza, una vita facile e scorrevole. Ci inganna continuamente mostrandoci un essere piรน bello, piรน forte, piรน integrato. Ci mostra un mondo attraverso una lente modificante, distorcendo la realtร  per una fruizione all’apparenza piรน facile. Questa distorsione interiore ci disallinea dai nostri desideri, dalle nostre volontร , dalle reali necessitร , ci mostra ciรฒ che รจ in modo solo apparente, ci preconfeziona il tutto come in un fast food, un cibo dallo stesso sapore in modo veloce e meccanico.

Il โ€œconosci te stessoโ€ delfico รจ partire innanzitutto dal volersi riconoscere, dal volersi denudare allo specchio: riconoscere il nostro vero volto fra le molte โ€œpersoneโ€ indossate ogni giorno, in particolare quella interna, questo รจ il primo passo necessario al Nosce Te Ipsum.

Questo atto di volontร  รจ sempre unito ad una particolare consapevolezza. Ci vuole una forte motivazione per avvicinarsi a questo scomodo altare, nellโ€™oscuritร  delle nostre stanze interne, ed essere pronti a sacrificare il nostro miglior agnello su questo altare. Senza questo primo passo, incontrare la nostra autenticitร  nel viaggio dentro il riflesso di quello specchio, รจ cosa vana, atto incompiuto e sterile. Dopo anni di vita vissuti su una strada, che riconosciamo essere non autentica, riuscire ad ammettere di avere questa maschera interna, riuscire a trovarla, riconoscerla, accettare di dover ricominciare su alcuni aspetti della nostra vita, รจ puro atto eroico. Questo รจ il vero atto eroico del โ€œconosci te stessoโ€.

Questo il vero lavoro sulle maschere e persone che impersonifichiamo. Essere sinceri con noi stessi, riconoscendo di essersi persi, lavorare per toglierle con un lento e costante lavoro, vincere queste sfide interiori ogni giorno, avere il coraggio di guardarsi indietro, riconoscendo gli errori e spesso il tempo trascorso, รจ lโ€™atto eroico che lโ€™uomo di consapevolezza deve fare per se stesso. Eโ€™ questo il vero gesto di forza pura, luminosa per tornare al bambino felice di vivere, allโ€™apertura nel dolce interno. Togliere la maschera interna รจ ritorno alla vita con tutti i suoi colori, le sue emozioni, le sue sfumature, รจ il risveglio al flusso incessante dellโ€™universo, tornare a sentire il ritmo della vita che ti pervade, che ti vivifica, che ti porta prima in alto e poi in basso, risentire il cuore pulsare realmente, il suo battito, nel bene e nel male.

Maschere, Persone, Ruoli, Linguaggiโ€ฆ siamo una moltitudine di io, trovare il nostro centro in questo vortice รจ lโ€™arte del guerriero…

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