Ascoltare la musica, in particolare nel proprio spazio, in silenzio, solitudine e con magari un buon impianto di alta fedeltà, è nutrire l’anima.

La musica non va solo ascoltata, va percepita, su tutti i livelli, va vissuta col corpo, con la mente e con il cuore. Se la persona riesce a creare questo momento, la musica diviene la scala di Giacobbe, per portarci nei cieli.

Vediamo un attimo la musica nei suoi aspetti fondamentali.

La musica si fonda fisicamente sulla vibrazione sonora. La vibrazione è ciò che ha portato al Verbo che ha creato l’Universo. Ecco che la musica provenendo dalla stessa sorgente, ci parla dell’Universo, della legge che lo sottende e del suo creatore.

Ma la musica non è solo questo, è anche armonia, rapporto tra le sue componenti, capacità di miscelare le varie voci in un unicum che sia in grado di creare un panorama omnicomprensivo. Questo unicum se ben architettato può dare all’ascoltatore una visione e una emozione completa e reale.

La musica è anche tempo, è cambiamento. Le storie che ci racconta, a differenza delle arti figurative, cambiano nel tempo, ci fanno passare stati emotivi diversi. Sono una storia che si dipana come una vita. Ecco che la musica diviene movimento, sorpresa, cambio, stupore.

La magia della musica è in questi aspetti e in molto altro.

Ma come sempre l’immaginazione, nel senso creativo del termine, la sensibilità e la capacità di mettersi in silenzio sono delle premesse fondamentali per mettersi in comunicazione con questo mezzo di contatto per giungere ai piani sottili dell’essere.

Buon Ascolto

Metronomo Classico

1. 𝙀𝙧𝙣𝙨𝙩 𝘿𝙤𝙝𝙣𝙖𝙣𝙮𝙞