Leggere, ascoltare, chiedersi. Filosofia, mistica, musica, pittura...nello scorrere lento della notte.

Categoria: Simbolo

Articoli sul Simbolo

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Il Simbolo รจ Linguaggio universale, un percorso di Conoscenza, una forma di ingresso al mondo del Sacro, un semplice vettore estetico, un catalizzatore nella ricerca introspettiva e infine una curiositร  intellettuale.
In tutte queste varie forme il Simbolo รจ uno strumento per lโ€™uomo che vuole compiere un passo al di lร  del consueto vivere ordinario. In tutte queste declinazioni il simbolo diviene mezzo per entrare in un mondo particolare, non per tutti, e la cui scoperta รจ materia poco dibattuta se non tra pochi intimi.
Molte persone, credo piรน di quanto si pensi, sono attratte dal Simbolo in forma autentica, animica. Arrivo a dire che probabilmente, di tutti i magneti esoterici, il simbolo รจ probabilmente quello piรน attivante sulle persone.
Quando le scuole misteriche hanno la dovuta attenzione su questo aspetto nella loro fase introduttiva del postulante, possono, tramite il simbolo, iniziare molti piรน ricercatori di quanto succede generalmente. Ma questo non succede sempreโ€ฆanzi.
Vi sono 2 problemi di base.
Innanzitutto lโ€™attenzione sul simbolo da parte delle Scuole รจ alta in senso relativo ma non in quello assoluto che รจ invece il piรน importante. Spiego meglio: Il simbolo non ha spesso la dovuta importanza in sรฉ come corpo di gnosi e strumento di sviluppo della consapevolezza personale. Esso รจ spesso piรน che altro asservito al sistema ontologico della Scuola stessa, come un accessorio strumentale, pur sempre nella sfera operativa, ma non come gioiello di Luce in sรฉ a prescindere dalla Scuola, depauperandone quindi il contenuto profondo che tale Linguaggio ha invece in senso assoluto, come mezzo per arrivare alla Conoscenza sapienziale. Questo mortifica lโ€™attrazione naturale che le persone nutrono in forma intuitiva verso il simbolo quando cominciano il loro percorso misterico.
Il secondo aspetto รจ che lโ€™uomo รจ attratto atavicamente dal simbolo, ma tale attrazione รจ spesso di moto istintivo-arcaico, poco definito se non addirittura inconscio. Il simbolo affascina gli amanti della forma e dellโ€™estetica, gli studiosi delle tradizioni dei diversi popoli e gli storici, similmente affascina i cultori del linguaggio come oggetto di studio…Vi sono diversi sentieri attraverso i quali lโ€™uomo perviene al Simbolo, ma senza un minimo di preparazione preliminare, questa forma di comunicazione Universale, rimane indefinita, sfuggente, lontana nei suoi nuclei centrali dal mondo profano che รจ spesso lโ€™unico metro di relazione e di giudizio. Le persone non hanno spesso quindi la sapienza e la tecnica minima preliminare per entrare in questo ambito in solitudine nei primi momenti di relazione con tale argomento. Questo non solo scoraggia ma rende tale strada troppo buia e indefinita e porta quindi spesso ad abbandonare il cammino dopo i primi timidi tentativi.

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A questi 2 aspetti dobbiamo aggiungere anche lโ€™approccio odierno di derivazione illuministico-positivista occidentale verso la conoscenza che tende indissolubilmente a relegare qualsiasi forma di conoscenza come uno studio analitico-sintetico di tipo puramente razionale dellโ€™oggetto. Questo approccio puรฒ infatti essere adottato benissimo e facilmente anche con le classi simboliche, che da questo punto di vista, si prestano sia alla comparazione analitica, ad esempio con i diversi simboli ritrovati nelle diverse parti del mondo con gli stessi significati, sia alla sintesi funzionale, ad esempio certi simboli si riuniscono in determinate classi come applicazioni operative. Ma fermarsi a questo livello, e continuare ad approfondire solo questo aspetto, uccide il simbolo come significante, poichรฉ sappiamo che il Simbolo รจ animale vivo e cangiante e, soprattutto in ambito Sacro, il significato sotteso รจ spesso contenente non solo diversi e ampi livelli di contenuto, soprattutto nella sfera soggettiva dove viene adattata dal sistema cognitivo personale, ma spesso tali contenuti sono anche portatori di spazi ontologici opposti (e quindi dialettici) fra di loro.
Lโ€™approccio quindi razionale nozionistico non รจ un male in sรฉ ma deve essere principalmente introduttivo e non ritenuto il cuore della questione simbolica.
Da questo punto di vista, i libri divulgativi sui simboli e i dizionari simbolici (cioรจ quei testi che trattano di piรน simboli possibili dandone origini, storia, presunto significato e possibili applicazioni) dovrebbero avere essenzialmente 3 funzioni:
1) Essere usati con parsimonia come tramite introduttivo nei primi passi in questo mondo, ma senza attardarvisi troppo, proprio per non โ€œuccidereโ€ troppo il potere simbolico
2) Essere usati da coloro che hanno una semplice pulsione nozionistica-intellettuale o al massimo puramente estetica verso i simboli e non sono quindi interessati alla loro valenza pratico-operativa.
3) Essere usati solo dopo il lavoro di โ€œlaboratorioโ€ giusto per verificare o confermare che il proprio operare con il simbolo trova riscontro nel mondo esterno e storico e per verificare altri potenziali utilizzi supplementari che durante il lavoro non si sono scorti.
Questi 3 punti sono tutti importanti e utili. Per ogni ricercatore รจ necessario capire, in funzione del suo sentire e volontร  di percorso nella simbologia cosa sia meglio fare e questa introspezione dovrebbe essere fatta prima di mettersi in viaggio al fine di non confondersi durante lโ€™attraversata della foresta simbolica.
A tal proposito il terzo punto รจ quello che fa un utilizzo piรน sapienziale dei libri simbolici, รจ quindi importante in questo caso studiare con attenzione la vita e le opere dellโ€™autore per capire se il libro in questione ha valenze non solo nozionistiche profane, ma รจ anche contenitore di informazioni profonde e tradizionali dei simboli stessi. Diversi studiosi di simbologia sono provenienti da scuole puramente filosofiche profane e ricavare da tali autori informazioni utili per i โ€œlaboratoriโ€ potrebbe essere oltre che praticamente infruttuoso, a volte anche fuorviante.
Possiamo infine dire che se i libri giusti possono sicuramente aiutare nel mondo simbolico, รจ altresรฌ importante dire che per alcun persone non sono necessari nรฉ obbligatori.
Il Simbolo รจ infatti un Linguaggio universale, giร  presente in noi, e puรฒ essere risvegliato e riattivato anche attraverso vie non necessariamente razionali-logiche come la lettura dei libri. Alcune persone particolarmente dotate verso gli aspetti pratici della sfera Sacra o naturalmente capaci di entrare empaticamente in sintonia con gli strumenti che la natura ci mette a disposizione non necessitano infatti di questo passaggio, anzi, spesso questo approccio potrebbe rallentarli, confonderli o minarne la naturale predisposizione.
Capita di trovare persone con grandi doti naturali di operativitร  simboliche che si sentono, purtroppo, in dovere di studiarli prima sui testi, solo perchรฉ la loro educazione scolastica ha insegnato (forse sarebbe meglio dire inculcato) loro che questo รจ lโ€™unico mezzo per avvicinarsi in modo serio ad una materia.
Capita a volte, parlando con alcune persone, che si ritengano ignoranti di simbologia e poi approfondendo il discorso soprattutto sentendo le loro esperienze, diviene chiaro come invece, pur avendo una conoscenza razionale-nozionistica grezza del mondo simbolico, lo utilizzino giร  in modo naturale-intuitivo con risultati e risvolti che a volte le persone normali non raggiungono neanche dopo diversi anni. In questi casi, fermarsi per razionalizzarli potrebbe essere dannoso e controproducente, e comunque dovrebbe essere fatto sempre in parallelo al loro utilizzo senza fermare la propria naturale affinitร  operativa. Questo perchรฉ la macchina operativa, che รจ e rimane la piรน importante, รจ giร  partita spontaneamente come un autodidatta che impara a suonare il suo strumento da solo senza alcuna lezione: spostarsi in modo forte sul lato razionale potrebbe togliere il magnetismo naturale giร  attivato e funzionale.

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Un modo per approcciarsi e comprendere lโ€™uso operativo sia esoterico che essoterico dei simboli รจ lโ€™osservazione del loro utilizzo sul corpo, i tatuaggi. Questo รจ non solo un argomento interessante nella chiave di comprensione del potere simbolico, ma anche poco focalizzato nelle discussioni sui simboli sia in ambito profano che, soprattutto negli studi del Sacro. Tale tecnica, che รจ antica e presente in tutto il mondo, lega in modo inscindibile il simbolo con il proprio corpo. Nel tatuaggio, il ricercatore ai primi passi in questo mondo, troverร  tutte le leggi e le applicazioni nel rapporto uomo-simbolo. รˆ questo infatti un aspetto operativo sacro particolare dellโ€™uso del simbolo, di origine arcaica e pagana, le 3 religioni monoteiste occidentali condannano tutte apertamente lโ€™uso del tatuaggio.

In tale percorso lโ€™unione del simbolo col proprio โ€œio corporeoโ€ permette ai praticanti un rapporto non solo continuo ma profondo e magico. Il tatuaggio รจ un linguaggio particolare nel mondo simbolico, spesso non del tutto compreso nella sua duplice valenza a livello conscio-inconscio. La continua vista e il movimento del simbolo nonchรฉ la consapevolezza che faccia parte del proprio corpo, attiva in modo profondo lโ€™energia simbolica e col tempo il rapporto persona-simbolo diventa non solo molto comunicativo ma anche foriero di una serie di Energie che sono particolari di questo utilizzo in chiave cosรฌ intima. In questo utilizzo, il simbolo รจ vettore di diverse finalitร , da quello di status sociale, a quello rituale, a quello terapeutico; nei tempi antichi, era soprattutto fatto per attivitร  magico-divinatorie, per aiutare i guerrieri in guerra, per mostrare le persone altolocate; in questo il simbolo era ambivalente: linguaggio tra la persona e il simbolo stesso ma anche funzione sociale delineante alcune caratteristiche particolari della persona allโ€™interno di un gruppo.

Il messaggio implicito era inoltre una demarcazione del simbolo stesso come mezzo da utilizzarsi per solo una classe di persone ben precisa: averlo sul proprio corpo significa infatti una scelta di vita e questo demarca il simbolo con un chiaro messaggio di appartenenza. รˆ ovvio che tutto questo terreno sociale-di vita del tatuaggio deve la sua base ad una conoscenza profonda primordiale e sacra del simbolo e del suo linguaggio attivo intrinseco. Ed รจ quindi evidente come il tatuaggio sia, fin nelle sue radici, un momento sacro anche per chi non ne รจ consapevole (ultimamente infatti รจ spesso erroneamente associato al solo aspetto estetico o celebrativo), dato che mostra un avvicinarsi al mondo simbolico mostrando la volontร  di entrare in contatto materiale-intimo con queste energie sottese. Molte persone utilizzano il tatuaggio come percorso mistico interiore, e il farsi sempre piรน tatuaggi รจ un avvicinamento al proprio Sanctum Sanctorum, con lโ€™aumentare dei tatuaggi sul corpo il confine tra uomo di corpo e uomo simbolico diventa sempre meno chiaro e definito.

Nei casi estremi, quando tutto il corpo รจ ricoperto di tatuaggi, il corpo รจ, per la persona, lo stesso tempio sacro dove i simboli si corporificano e divengono realtร  prima per lโ€™anima che vi dimoraโ€ฆun linguaggio che solo gli adepti di questo utilizzo possono comprendere e percepire nel suo significato piรน operativo.
Chiedere a chi ha tatuaggi il loro risvolto pratico sulla persona stessa รจ indicativo e spesso vi sentirete rispondere che la persona ha intenzione di farne altri in altre parti del corpo; tramite i confronti con queste persone, ovviamente quelle consapevoli di questo percorso iniziatico, avremo la conferma del potere pratico di questo linguaggio, dato che lโ€™uomo tatuato รจ utilizzatore non solo continuo ma soprattutto di profonditร  del potere simbolico.

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Questo รจ forse lโ€™argomento piรน delicato ma anche il piรน importante nell’approcciarsi al simbolo quando se ne vuole capire ed utilizzare il potere magico-evocatore, soprattutto come mezzo di sviluppo personale ed interiore.
รˆ importante innanzitutto chiarire la finalitร  che si vuole perseguire nellโ€™utilizzo simbolico. Le applicazioni sono infatti le piรน disparate e il simbolo come canale archetipale ci mette in contatto con tali energie. Lโ€™utilizzo di queste energie deve quindi essere ben chiaro e preciso fin dallโ€™inizio del laboratorio, per evitare risultati imprevisti e fuorvianti.
Ad esclusione della teurgia che ha delle pratiche ben codificate e spesso la riuscita del rito simbolico รจ legato anche alla precisione dellโ€™esecuzione dello stesso, per i restanti campi spesso lโ€™utilizzo operativo del simbolo ha diverse modalitร  ed ogni praticante ha affinitร  e predisposizioni che ne rendono lโ€™attivazione leggermente differente da altri.
Innanzitutto va detto che il simbolo non deve essere visto come un oggetto intoccabile e da porre sullโ€™altare in modo distaccato. Tuttโ€™altro, il simbolo ama essere maneggiato, creato in diversi modi, rielaborato, tenuto vicino a sรฉ, e persino dove lecito, modificato e evoluto nellโ€™andare del tempo.
Questo perchรฉ il simbolo รจ non solo unโ€™energia viva, attiva e attivante, ma รจ anche dotato di intelligenze e personalitร  proprie. E se il distanziarlo e trattarlo con troppa riverenza lo mortifica e depaupera del suo potere catartico, il viverlo โ€œtotalmenteโ€ e continuamente lo richiama, nella sua forma sottile, e aiuta a stabilire un rapporto comunicativo sottile con esso. Per totalmente si intende su tutti i piani: fisico, intellettuale, emotivo, inconscio e animico.
Ecco quindi che disegnarlo o visualizzarlo piรน volte, in diversi momenti e con modalitร  diverse permette di entrare in contatto con lโ€™energia sottostante. Il disegno simbolico non deve essere nรฉ troppo grezzo nรฉ troppo preciso. Come quando si scrive a mano libera, il simbolo deve essere ben fatto ma non perfetto. La Matrice Divina รจ infatti richiamata dalle differenze di ogni ente e disegnare il simbolo lasciando il giusto spazio alla propria impronta personale permette di creare quel ponte tra lโ€™archetipo del simbolo e la propria personalitร .
Il simbolo andrebbe non solo creato nella sua interezza, ma andrebbe anche scomposto nelle sue componenti per cercare di decifrarne, in modo intuitivo, il discorso complessivo. รˆ utile capire se i vari componenti risultano piรน attivati disegnandoli secondo una particolare sequenza piuttosto che unโ€™altra, se le linee orizzontali devono essere fatte da sinistra a destra o viceversa, se quelle verticali dallโ€™alto in basso o viceversa, se i cerchi e le spirali in senso orario o antiorario. Mentre si lavora su questi aspetti si deve sentire come il disegno simbolico risponde, si deve chiedere, e si deve entrare in ascolto.
I simboli amano inoltre essere combinati in sovrapposizione spaziale e ripetuti di fianco. Disegnare lo stesso simbolo piรน volte con punti di contatto, richiama maggiormente lโ€™energia, in modo analogo alla ripetizione dei mantra o delle preghiere. In questo lavoro ripetitivo, il simbolo in ogni sua singolaritร  deve essere sempre leggermente diverso dagli altri, poichรฉ, come abbiamo giร  detto, la Matrice Divina riconosce e si concentra sulle differenze mentre tende ad allontanarsi dalle forme esatte e perfette poichรฉ ritenute non naturali e quindi non parlanti. La ripetizione รจ un metodo riconosciuto per stabilire velocemente un contatto con il lato ultraterreno poichรฉ nella ripetizione la coscienza si sposta naturalmente dalla sfera razionale-logica a quella piรน inconscia-intuitiva.
Il simbolo รจ spesso visto come una forma piana che si sviluppa su un piano. รˆ importante non dimenticare che i simboli rappresentati sul piano possono essere facilmente (e spesso lo sono) proiezioni di figure piรน complesse, tridimensionali. Si puรฒ cercare di immaginarli nella loro forma spaziale, percepirne le sagome, gli spigoli, le altezze. Quando lโ€™immaginazione si รจ focalizzata su una forma puรฒ essere utile costruirla, con un minimo di ingegno, materialmente con i materiali che troviamo piรน affini.
I simboli possono essere dinamici sul piano e sullo spazio, riuscire a vederli mentre roteano, si muovono e si modificano รจ un altro modo per entrare in comunione con loro. Da questo punto di vista alcuni simboli giร  mostrano chiaramente una loro volontร  di movimento, e tale volontร  deve essere realizzata e valorizzata. รˆ il classico caso della svastica. Ecco quindi, che, rifacendoci a quanto detto, disegnare piรน svastiche vicine, a contatto, con una leggera inclinazione di ognuna rispetto alla precedente permetterร  al nostro Io di attivare questa sua proprietร .
Il tipo di colore usato ha una sua specifica influenza. Non solo nel colore in sรฉ ma anche nel materiale vettore del colore stesso. Si possono usare matite, pennarelli ma anche inchiostri particolari o sostanze vegetali o animali. Ognuna di queste materie attiva certi aspetti del simbolo e soprattutto ci mette in contatto con essi. E cosรฌ il colore ha importanza non solo come simbolo in sรฉ ma lo รจ con i materiali di supporto della tinta, si lavora cosรฌ su una classe simbolica in sรฉ dentro unโ€™altra classe simbolica dando luogo a linguaggi simbolici a piรน livelli. Questo nuovamente รจ dovuto alla personalitร  intrinseca del simbolo che รจ dotata di intelligenza propria e risponde in modo diverso a seconda di come lo evochiamo.
Dal punto di vista materiale, la creazione del simbolo puรฒ avvenire su diversi substrati e il simbolo puรฒ essere reso operativo in diversi contesti, a partire dalla natura che รจ in genere un ambiente ideale nellโ€™attivazione dei simboli sacri. Provare diversi supporti al simbolo e operarne in diversi contesti potrebbe portare a diverse percezioni. Il percorso consapevole sullโ€™utilizzo dei materiali e dei luoghi รจ parte importante dellโ€™uso operativo simbolico.
Con la giusta perseveranza e pratica nel tempo si arriverร  a sentire intuitivamente, una volta che si avrร  davanti un simbolo, come esso vada creato, modificato, operato. Se spesso allโ€™inizio questa parte sembra un oceano oscuro, col tempo e con il corretto impegno le nubi si diraderanno e le sensibilitร  affineranno.

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Lo studio della Geometria Sacra รจ materia propedeutica essenziale e imprescindibile per entrare nel regno simbolico dalla porta principale. Un vero ricercatore simbolico non puรฒ considerarsi tale fino a quando non ha compreso gli aspetti chiave di tale materia, dato che avvicinarsi ai simboli senza avere una chiara comprensione della Geometria Sacra non permetterร  di afferrare mai completamente e in profonditร  quello che si sta facendo e la sua funzione pratica. La Geometria Sacra รจ un argomento sottovalutato in questo periodo storico, quasi dormiente, ma lโ€™attento ricercatore ne troverร  naturalmente la valenza basilare nello studio di alcune tematiche in campo mistico. Un intero capitolo, il secondo (2. Simboli e Geometria Sacra) รจ stato dedicato a questo aspetto ed รจ quindi inutile qui ritrattare lโ€™argomento.
Unโ€™altra tecnica introduttiva รจ studiare il simbolo nelle sue componenti numeriche, a patto di avere ben chiari i significati archetipali dei numeri e la numerologia in generale.

Ogni componente del simbolo รจ infatti vettore di un numero ben preciso e la visione di questi numeri nel loro insieme รจ esplicativa delle potenze simboliche. Una parte triangolare ci richiama il 3, una croce o un parallelepipedo il 4, una stella pentacolare il 5 e cosรฌ via. Un cerchio o una figura curva numericamente ci richiama allโ€™infinito o al 9 o al 10 o allo 0. Capire perchรฉ in quel punto del simbolo vi sia quella forma e tradurla nel numero sottostante ci dร  altre informazioni importanti dato che ogni numero รจ potenza archetipale in sรฉ. Un esempio esplicativo di tale approccio รจ la Monade Geroglifica di Dee.
รˆ importante non dimenticare, nella chiave numerica del simbolo, che anche la sezione aurea (ฯ† un numero irrazionale dalle proprietร  uniche) รจ spesso presente tramite alcune figure geometriche, soprattutto di classe 5 e nelle spirali. La sezione aurea รจ un tema base della geometria sacra e tale argomento richiederebbe una trattazione articolata in sรฉ. Possiamo accennare che la ฯ† รจ legata allo sviluppo armonico di una creazione da un centro fino alla sua forma completa finale. Riconoscere la ฯ† nei simboli, quando presente, รจ una chiave importante nella comprensione dello stesso sia da un punto di vista numerologico sia della geometria sacra. In questo sta il potere e la valenza della sezione aurea: essa รจ un ponte tra il numero (lโ€™idea) e la geometria (la materia).

In questo ottavo momento sul Simbolo speriamo di avere dato unโ€™introduzione alla comprensione e alle diverse modalitร  di studio e operative del simbolo. Il momento introduttivo al simbolo รจ un argomento spesso non sufficientemente focalizzato, ma tanto vasto quanto fondamentale, sia per non perdersi che per non perdere lโ€™interesse iniziale. Poter capire la propria collocazione in questo universo energetico-archetipale รจ non facile soprattutto quando lโ€™iniziando รจ solo nei suoi primi passi. Auguro a tutti voi un fruttuoso percorso simbolico e una affascinante scoperta in questo paesaggio vivo e magico. 

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I Simboli sono un canale per accedere ad una conoscenza diretta che non appare a prima vista, spesso una conoscenza nascosta svelabile solo a chi possiede la giusta chiave.
Essi sono un tramite ideale inoltre per sviluppare una particolare intelligenza che meglio si adatta alla comprensione delle leggi della natura e dellโ€™universo.

La ragione รจ un grande strumento e permette allโ€™uomo prodigi incredibili nel mondo concreto, ma non รจ la veritร  in senso filosofico, ne mostra infatti solo una parte. Ecco che il simbolo ci aiuta a sviluppare lโ€™altra parte in modo complementare e ad armonizzare la nostra intelligenza e percezione per avvicinarci in modo completo alla veritร  totale del nostro essere e della natura che ci sostiene.
Questo argomento, che abbiamo giร  trattato nei precedenti appunti, รจ lโ€™aspetto pratico piรน importante nellโ€™utilizzo del simbolo ed รจ per questo che il simbolo รจ studiato in modo predominante nelle scuole dei misteri e della conoscenza esoterica.

Tuttavia sarebbe riduttivo voler dare al Simbolo solo questa funzione di accesso alla conoscenza.
Il simbolo รจ uno strumento pratico in tante altre valenze e sfumature, a partire dal mondo profano dove il simbolo รจ usato largamente, in contesti dove spesso lo diamo per scontato e quindi non ci rendiamo neanche conto del suo utilizzo cosรฌ esteso e fondamentale.

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Innanzitutto il simbolo รจ strumento di convenzione nel linguaggio partendo dalle lettere che sono espresse visivamente con dei simboli: la A in quanto disegno รจ un simbolo del fonema A, cosa che si studia da bambini, e quindi si dimentica di come tutta la scrittura sia ampiamente simbolica. Ne รจ la prova che alcune scritture simboliche, tipo i geroglifici egiziani, ma non solo, oltre a richiamare delle classi fonetiche, avevano nei loro segni delle forme, figure e rappresentazioni afferenti a dei concetti o addirittura piante o animali che sottintendevano, oltre al fonema, un archetipo o una forza o unโ€™idea ben precisa. รˆ noto come gli scribi egizi fossero una classe privilegiata e che solo i sacerdoti potessero interpretare i testi misterici, proprio perchรฉ lโ€™interpretazione simbolica era molteplice, ossia su piรน livelli. ยซSii un artista della parola, sicchรฉ tu sia potente. La lingua รจ la spada dellโ€™uomoยป recita un detto Egizio.
I simboli ci informano e ci guidano, coi numeri, indicazioni stradali, frecce, aree, lineeโ€ฆ molto nel modo profano รจ simbolo, ma ne siamo cosรฌ sommersi che non li riconosciamo per ciรฒ che sono simboli.

Il telecomando รจ un mappario simbolico che ci permette di comandare la televisione. Il cruscotto ci simboleggia lo stato della macchina. Una mappa geografica o stellare, unโ€™equazione matematica sulla lavagna, un disegno tecnico su un foglio, una funzione logaritmica su un display, una tabella di datiโ€ฆ tutto nel mondo umano, quando si ha che fare con la conoscenza, รจ nella maggior parte processo cognitivo di astrazione fruito attraverso i simboli. E qui, in questo contesto, stiamo parlando di fruizione immediata, diretta, condivisa e univocamente chiara. Questo รจ un presupposto necessario per un linguaggio efficace. E i simboli si prestano perfettamente a questo.
Ecco che chiunque sia veramente interessato allโ€™aspetto cognitivo dellโ€™essere umano nella sua dimensione piรน profonda, non puรฒ evitare di affrontare questo argomento.

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Vediamo ora delle applicazioni piรน โ€œnascosteโ€, meno appariscenti e chiare, ma non per questo meno importanti o chiare.

Il simbolo รจ anche criterio di demarcazione territoriale sottintendendo la padronanza del luogo allโ€™egregore a cui si richiama.
Il Crocifisso nel mondo cristiano ne รจ un chiaro esempio, cosรฌ come la mezza luna in quello musulmano.
Ma se la croce รจ facilmente codificata come demarcatore simbolico nel contesto del tempio (la chiesa), lo รจ meno chiaramente in altri contesti. Ad esempio nelle aule di scuola. Il crocifisso appeso spesso dietro la parete del professore o del maestro in unโ€™aula parla chiaramente. Sta demarcando quella stanza in modo chiaro. Dice che il momento dellโ€™apprendimento segue una via di tradizione cristiana. Ecco perchรฉ in questi anni questo oggetto appeso sulla parete piรน in vista dellโ€™aula รจ fonte di dibattito. Eโ€™ nel suo potere marcante territoriale.
La stessa cosa per le bandiere che devono essere poste in alto. Anche questo รจ un forte linguaggio simbolico. Ne siamo cosรฌ assuefatti che quasi non ne abbiamo consapevolezza. Il simbolo della bandiera in alto significa predominanza territoriale e di comando, la vicinanza al cielo indica potere e superioritร . Lo stato, nella bandiera, si proclama superiore al singolo e con il potere massimo.

Tutti i simboli in politica hanno un fortissimo aspetto sia di potere sia identificativo, ma anche fortemente emotivo e di egregore: bolscevichi in Russia, fascisti in Italia (il cui nome si rifร  proprio ad un simbolo) e nazisti in Germania hanno fatto un chiaro e strumentale uso di simboli persino nelle loro uniformi, come una componente di aggregazione emotiva e fortemente ideologica dove il singolo uomo si uniformava in modo piรน immediato, quasi catartico con la volontร  del gruppo. Il simbolo in questo รจ sempre stato strumento catalizzatore e facilitatore e i leader politici hanno sempre intuitivamente o tramite lo studio, saputo questo versante del potere simbolico e di come trarne beneficio usandolo per indirizzare le persone senza una forte consapevolezza critica verso le loro proposte o ideologie.


Una volta che avviene โ€œlโ€™aggancio emotivoโ€, magari in adolescenza dove il magnetismo ricettivo รจ forte ma poco discernente, la persona ne puรฒ rimanere โ€œvittimaโ€ inconscia per il resto della vita. Ecco spiegate alcune scelte che si procrastinano spesso fino alla fine della propria avventura terrena senza una apparente logica. Il simbolo richiama ineluttabilmente e magneticamente uno stato passato felice, e la persona ne fruisce a puro livello emotivo disinteressandosi delle ripercussioni nelle altre sfere della vita.

Sotto questโ€™aspetto il Simbolo รจ uno strumento di potere che in alcuni momenti della storia ha determinato lโ€™andamento delle cose.

Ecco un classico esempio: durante la rivoluzione francese, il tricolore blu-bianco-rosso venne inventato per sostituire simbolicamente la bandiera bianca dei reali ed esso nei contenuti simbolici era chiaramente in contrapposizione alla bandiera dei Borboni. Con la presa della Bastiglia (impresa anchโ€™essa ad alto valore simbolico, poichรฉ la sua funzione reale, la liberazione di pochi prigionieri, era ovviamente trascurabile), il tricolore divenne il simbolo della prima Repubblica. Ma subito dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, il tricolore venne risostituito dalla bandiera bianca reale in tutta la Francia. 15 anni dopo, con la Rivoluzione del 1830, ritroviamo il tricolore che si impone definitivamente. Simbolicamente questi cambiamenti di bandiera per le strade e nei punti piรน alti degli edifici, per la popolazione francese, avevano implicazioni emotive di enorme rilevanza, che costituivano una componente essenziale della lotta politica stessa. Quando nel 28 luglio 1830 venne portato il tricolore in cima alle torri di Notre-Dame e dellโ€™Hotel-de-Ville a Parigi, con lโ€™esito della battaglia ancora incerto, la vista di questi simboli contribuรฌ a risospingere il popolo nella lotta con rinnovato ardore.

Da queste vicende si vede come nei simboli sociali e politici esistono 2 poli semantici, uno ideologico e lโ€™altro sensoriale: il simbolo evoca determinate visioni del mondo, certe idee relative alle entitร  sociali, alla storia, ai sistemi normativi e ai diritti dellโ€™uomo, ma nello stesso tempo suscita anche particolari stati emotivi collegati ad essi e la cosa determina una pulsione motrice nellโ€™animo umano che lo porta a rispondere in modo quasi inconscio alla stimolazione sensoriale del simbolo in certi contesti ed in certi momenti critici.
รˆ ora chiaro che le bandiere, le figure eroiche (come la Marianne), le uniformi, le musiche e tutto quanto puรฒ essere utilizzato di scenico รจ funzione chiara del potere simbolico. Esso viene utilizzato per portare gli uomini nella sfera emotiva atta a farli agire come loro credono necessario, ma in tutto questo il processo รจ falsamente razionale, ma puramente emotivo e associativo.

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Come stiamo vedendo il simbolo apre porte emotive in modo automatico attraverso il processo di associazione e questo รจ usato non solo in campo politico ma anche in campo ludico e in campo artistico.

Il ๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘’๐‘š ๐‘’๐‘ก ๐‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘๐‘’๐‘›๐‘ ๐‘’๐‘  di romana memoria รจ giunto a noi in forme piรน attuali con una rappresentazione scenico-simbolica che ha le stesse finalitร  se non addirittura maggiori di quei tempi.
Le squadre che si affrontano in uno stadio simboleggiano gli eroi della propria cittร  che affrontano, sul campo di battaglia, gli eroi delle altre cittร  come fecero Achille ed Ettore nella guerra di Troia. Le divise sportive sono le uniformi delle battaglie. Gli arbitri rappresentano la volontร  giuridica che governa il campo di battaglia. E in questo contesto ritroviamo la simbologia primitiva e piรน diretta del popolo, una rappresentazione scenico-simbolica per ricollegarsi alla propria tradizione arcaica di guerre e battaglie con i popoli vicini. รˆ per questo che le partite sportive piรน sentite sono sempre con le squadre delle cittร  vicine: perchรฉ lo scontro bruto avviene sempre innanzitutto con le popolazioni limitrofe.
Ecco che il simbolo non รจ solo il semplice segno od oggetto, il simbolo รจ anche la rappresentazione scenico-simbolica. Questo lato del simbolico รจ parimente potente e catalizzatore di certe emotivitร  che lโ€™uomo deve vivere in modo collettivo fin dai tempi piรน remoti. Queste rappresentazioni simboliche, si rivestono di nuovi abiti, parlano nuove lingue col passare dei tempi, ma nei loro contenuti essenziali, sono linguaggio simbolico arcaico profondo e continuo e proprio per questo, necessario e potentissimo.

Un argomento interessante sul versante ludico simbolico sono sicuramente i giochi delle carte e gli scacchi. Ma in realtร  ogni gioco รจ simbolo e rappresentazione di altro. Attraverso il gioco, il bimbo viene iniziato al mondo, ne carpisce le regole e le modalitร . Nel gioco si sperimentano nuove situazioni, nuove modalitร , nuovi principi. Il gioco รจ come un rito iniziatore magico e rappresentativo del mondo reale.

Negli scacchi la simbologia รจ potente e ci insegna dellโ€™eterna lotta ed equilibrio tra le forze della notte e del giorno. Un signore della notte, con le sue forze archetipali contro un signore del giorno con le stesse forze a disposizione. E nel gioco vince il signore che, non con la forza bruta, bensรฌ con lโ€™intelletto รจ in grado di usare le proprie forze nel modo piรน armonico (la capacitร  posizionale), nel modo piรน volitivo (lโ€™atto strategico) e nel modo piรน profondo (la capacitร  di analisi tattica). Ecco che il gioco รจ strumento di apprendimento e di esperienza. Poichรฉ gli scacchi sono un piano simbolico delle forze che ci circondano nella vita.

Le carte sono un altro racconto simbolico della nostra vita e dellโ€™universo. Le 52 carte rappresentano le settimane dellโ€™anno. I 4 segni le stagioni ma anche le sfere del nostro vissuto, gli arcani minori sono tutte rappresentazioni ben codificate a partire dalle figure (re, regina, cavallo e fante) e se non chiare a livello conscio, tali simboli vengono comunque percepiti a livello sottile inconscio. Una partita rappresenta una vita o un ciclo, nel quale tutte le carte giocate, ad una ad una, ci raccontano ogni volta una storia nuova, sempre dentro le regole del gioco che รจ la nostra stessa vita. Noi come giocatori non siamo altro che la rappresentazione di noi stessi ma in un universo parallelo puramente simbolico, dove gli altri giocatori, cosรฌ come nel mondo reale, rappresentano forze a volte alleate a volte nemiche nel raggiungimento del nostro ideale.

La nostra bravura nel giocare, nel ricordare le carte, nel prevedere le mosse degli avversari dai loro comportamenti, non รจ altro che lโ€™arte di capire il mondo e le sue regole e come poter trarne il miglior risultato e beneficio possibile. E in questo gioco simbolico la visione del tutto ci insegna moltissimo: come porci nei confronti della partita e degli avversari, come sviluppare il nostro intelletto logico dentro le regole, come apprendere lโ€™equilibrio tra attesa e azione, tra memoria e slancio intuitivo, come interpretare lโ€™avversario e la potenza delle sue carte rispetto alle nostre. Non รจ forse, questo gioco simbolico, un maestro che ci abbraccia amorevolmente, deliziandoci, con lโ€™espediente di un gioco, ma insegnandoci in realtร , silentemente, lโ€™arte del vivere in equilibrio?

Parleremo dellโ€™arte in un altro contesto poichรฉ il rapporto simbolo arte รจ interessante e merita un discorso a parte.

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Abbiamo visto fino ad ora come il simbolo sia un linguaggio vasto: dellโ€™utilizzo della pura sfera razionale con i simboli matematici, ad applicazioni pratiche e utili nella vita quotidiana, utilizzi di demarcazione territoriale, utilizzi politici e persino nella sfera ludica.
Rimane da vedere il lato pratico operativo nel sacro del simbolo che รจ oggetto di studio nelle scuole iniziatiche.

Innanzitutto il simbolo, come abbiamo giร  visto, รจ un portale verso altre vibrazioni e altri regni.
I glifi e altri simboli di teurgia operativa sono da sempre stati codici di accesso a entitร . Saper usare questi simboli nella corretta ritualitร  teurgica da accesso a questi piani e a queste forze e esseri.

Tutta la magia operativa, dalla Teurgia fino allo Sciamanesimo fa un utilizzo imprescindibile di simboli sai in forma scritta, di oggetti, gesti, posture, postazioni e preparazioni sceniche nel tempio, profumi, atmosfere luminose, etcโ€ฆ Queste diverse modalitร  simboliche sono mezzi o chiavi per richiamare quanto richiesto su un piano accessibile, o viceversa per aiutare il Magus ad innalzarsi verso le ottave di presenza di tali energie. Queste tecniche sono tramandate in via esoterica e la capacitร  di farne uso รจ argomento delicato e soggettivo.

Credo che su questo argomento non sia utile aggiungere altro in questo discorso. Vi sono sedi molto piรน opportune per approfondire questo tema, per chi ne รจ interessato.

Ma il simbolo sempre in chiave esoterica puรฒ essere usato in modo operativo anche facendone un utilizzo diretto per dialogare con la natura e chiederle degli aiuti o favori.
In Africa i cacciatori disegnano sulla terra le proprie prede infilzate dalle loro lance prima di andare a cacciare come auspicio e forma di visualizzazione di ciรฒ che vogliono concretizzare; alcune tribรน, durante i riti propiziatori della primavera, scavano buchi a forma di vagina nella terra buttandoci dentro lance simbolizzando l’atto procreativo e richiamando la fertilitร  per l’anno che sta iniziando.

Le segnature delle donne contadine sono un esempio classico, tradizione tramandata di donna in donna, dentro la famiglia, in determinate notti dellโ€™anno. Le segnature sono unโ€™arte iniziatica simbolica che sfugge alla nostra sfera razionale eppure mostra come il simbolo dia accesso e sottometta (in un senso positivo) le forze della natura e le utilizzi alle necessitร  umane tramite Maghi che ne possiedono le giuste chiavi. Con la tradizione delle segnature รจ evidente che per diventare operativi attivi, non รจ sempre necessario frequentare scuole misteriche e fare un percorso molto strutturato. A volte lโ€™iniziazione รจ immediata e semplice. Il percorso pratico avviene quindi di fianco ad un Maestro dโ€™Arte che ti insegna con il suo esempio. Anche questa รจ scuola simbolica.

Un altro esempio รจ la creazione di un simbolo ben specifico, parliamo degli amuleti e dei talismani, simboli antichi come il mondo, ad esempio con finalitร  protettiva, afferente ad una certa sfera che a noi interessa, ad esempio la protezione di una casa. Ecco che creare nel giusto modo il simbolo protettivo e porlo nel centro della casa, o meglio ancora sotto la casa, ha unโ€™azione di protezione in quanto le forze sottese dal simbolo si attivano spontaneamente appena collocato con la giusta preghiera (lโ€™utilizzo di tali oggetti viene sempre attivata magneticamente con un collegamento alla Grande Madre per mezzo di una invocazione cardiaca), creando una struttura energetica in tal senso.

Cosรฌ vi sono simboli di fertilitร , di attivazione, di abbondanza, di cura, etcโ€ฆ Questi simboli, corporificati negli amuleti e nei talismani, fanno parte di unโ€™arte operativa simbolica studiata non solo nelle scuole magiche, ma perfino nelle tradizioni popolari e rurali. Un testo che avvia a tale via รจ sicuramente la Filosofia Occulta di Agrippa. Eccone qualche riga per comprendere: โ€œ๐‘‡๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐‘™๐‘’ ๐‘“๐‘–๐‘”๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’ (๐‘– ๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘œ๐‘™๐‘–) ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘š๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘’, ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘œ ๐‘ฃ๐‘’๐‘›๐‘”๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘ก๐‘’ ๐‘ ๐‘ข๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž ๐‘’ ๐‘ ๐‘ข๐‘– ๐‘š๐‘’๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž๐‘ก๐‘’ ๐‘–๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘–. ๐ผ ๐‘™๐‘œ๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘’๐‘“๐‘“๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘– ๐‘ ๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘Ž ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘ข๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž ๐‘“๐‘–๐‘”๐‘ข๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘ขฬ€ ๐‘’๐‘๐‘๐‘’๐‘™๐‘ ๐‘’, ๐‘š๐‘’๐‘‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž ๐‘ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘Ž ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘‘๐‘œ๐‘ก๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™โ€™๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘’ ๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘œ๐‘š๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘Ž ๐‘›๐‘Ž๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘™๐‘’, ๐‘™๐‘Ž ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘Ž ๐‘”๐‘ข๐‘–๐‘ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘ข๐‘›โ€™๐‘’๐‘๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ ๐‘– ๐‘Ÿ๐‘–๐‘“๐‘™๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘ข๐‘› ๐‘š๐‘ข๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘œ๐‘๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘œโ€ฆโ€ (Cap XXIII Libr. IIยฐ). Parole che andrebbero meditate per capire la potenza di queste applicazioni simboliche.

Ecco che Agrippa ci dice che non solo Amuleti e Talismani operano meraviglie. Ma anche il semplice disegnare i giusti simboli sulla semplice carta puรฒ dare luogo allโ€™Arte. Poichรฉ nella carta stiamo, con un atto creativo divino (di cui lโ€™uomo รจ dotato), corporificando unโ€™idea e una potenza che vogliamo attivare. Lโ€™utilizzo magico quindi del simbolo in questo contesto, se fatto con la giusta ritualitร  e presenza magnetica, darร  luogo agli effetti richiesti, sia che esso sia su un foglio di carta, sia che sia una matrice piรน nobile. รˆ il Magus, il magnetismo e il rito ad attivare le potenze, non il materiale di supporto in sรฉ o la grandezza del materiale.

Saper usare il simbolo in tale contesto, con i 5 elementi e le opportune geometrie sacre dร  accesso a questa scienza iniziatica. E si รจ giร  detto molto.

Trattare le applicazioni pratiche e operative del simbolo รจ argomento sconfinato. Il simbolo รจ uno dei linguaggi piรน vasti ed utilizzati nel campo umano in differenti contesti e sfere cognitive.

Speriamo di aver dato, almeno parzialmente, unโ€™idea della vastitร  di questo oceano i cui confini sono difficilmente contemplabili in un singolo sguardo.

Buona navigazione.

6. ๐‘บ๐’Š๐’Ž๐’ƒ๐’๐’๐’ ๐’† ๐‘จ๐’๐’„๐’‰๐’Š๐’Ž๐’Š๐’‚

Alchimia e Simbolo sono da sempre collegati.
Non vi รจ Alchimia di nessun tipo, inclusa quella operativa da laboratorio, senza uno studio approfondito e sistemico del mondo simbolico-alchemico. Il simbolo nel suo linguaggio silente รจ un tramite perfetto per avere accesso al misterium dellโ€™Alchimia. Alchimia รจ comprensione della natura, padronanza della natura, accordo con la natura e arte della natura.. Nellโ€™incontro tra Uomo e Natura, il linguaggio simbolico รจ il ponte ideale che unisce soggetto ed oggetto della conoscenza. I significati da interiorizzare sono di matrice diretta, simbiotici per il nostro essere corpo, sono un richiamo al proprio essere fisico come materia nella natura.

Questo ritorno alle radici, questo incontro con la propria madre prima, la natura, รจ di tipo profondo e viscerale, e il Simbolo, come significante รจ un linguaggio perfettamente funzionale ad insegnare senza interferire con sfere che ostacolerebbero il contatto puro e indisturbato con la propria fonte.
Nellโ€™Alchimia il primo laboratorio e il primo scoglio รจ la comprensione del linguaggio Alchemico stesso. Molti, moltissimi si fermano giร  a questo primo scoglio. E forse questo รจ un bene. La confusione e lโ€™impenetrabile lingua dei Veri libri Alchemici origina da unโ€™arte sottile la cui chiave puรฒ essere trovata solo studiando ripetutamente tutte le porte che danno accesso alla Sala Alchemica. Gli Alchimisti sono ingannatori e menzogneri, parlano di una cosa e nel contempo te ne mostrano unโ€™altra.

Definiscono un concetto con un termine e dopo poche righe utilizzano lo stesso termine in un altro contesto. รˆ un racconto in una lingua apparentemente non logica, intricata, piena di segni e di figure a corredo che accennano, mostrano ma non delineano e chiarificano.
Eppure, dentro questa confusione, nel ripetersi di termini alchemici, di simboli e figure, il ricercatore motivato, con una grande luciditร  critica, unโ€™intelligenza aperta e una strenua perseveranza, puรฒ ritrovare un filo conduttore che porta ad orientarsi nella foresta. E ne puรฒ uscire vincitore.


Classi Alchemico Simboliche


I Simboli Alchemici innanzitutto sono rappresentazioni di diverse classi concettuali:

– Vi sono le diverse Forze della natura, nelle loro diverse espressioni e declinazioni, nei loro archetipi funzionali e pratici nellโ€™Arte.

– Vi sono i diversi Tempi del momento alchemico, dato che nellโ€™alchimia non solo la manualitร  e la conoscenza sono arte, ma anche la percezione del tempo e del suo fluire allโ€™interno della materia cangiante.

– Vi sono le Temperature che vengono utilizzate nellโ€™atto alchemico e la giusta comprensione dei fuochi รจ uno scoglio non solo intellettuale ma anche pratico dato che chi non ha maestria nel contenimento dei suoi impeti energetici non puรฒ controllare le lievi temperature della Gallina o forse domare le forti fiamme dellโ€™inferno che ci consegnano le importanti ceneri bianche.

– Vi sono le Materie, sia le Prime che le accessorie e secondarie; le piรน disparate e diverse, terreno sul quale i pochi sopravvissuti alla prima sfida del linguaggio, sono ugualmente stati decimati e ingannati.

– Vi sono gli Uccelli delle operazioni dellโ€™arte che ci mostrano la manualitร  e la maestria da applicare sulla Materia seguendo il volo che corporificherร  il drago volatile.

Tenendo presente la Tavola Smeraldina, la genesi dellโ€™Universo รจ presente nel Rito Alchemico e ogni creazione alchemica รจ il ritorno e il richiamo di tale genesi primordiale. Ecco che i simboli nel percorso Alchemico non ci parlano solo dellโ€™Arte nella sua valenza Umana, di microcosmo, dove lโ€™Adepto percorre la Grande Opera per sua utilitร  o ad utilitร  dei suoi simili. I simboli sono anche racconto ancestrale della creazione divina, soprattutto ci insegnano i momenti, le potenze e i livelli per giungere dal primordiale CHAOS alla finale REBIS.

I bellissimi disegni nellโ€™Utriusque Cosmi di Fludd sono un esempio ispirante di questo parallelismo.
E i Simboli sono perfettamente versatili in questo lavoro, poichรฉ nel loro contenitore, sottendono a tutte queste letture e a diversi altri contenuti che lโ€™uomo puรฒ trasformare e rendere fruibili a secondo del piano di laboratorio sul quale li intende utilizzare.

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La presenza simbolica degli uccelli nei vari passaggi, corvi, pavoni, aquile, cigni, colombe, pellicani, fenici e persino draghi alatiโ€ฆ sono molto potenti, perchรฉ non solo ci insegnano le operazioni nei loro tratti caratteristici e nei loro colori, ma provenendo dallโ€™elemento aria, ci richiamano ad un fuoco alto che nel nostro operare si sta corporificando. Lโ€™uccello รจ lโ€™animale leggero per antonomasia, difficile da afferrare, sfuggente, bisogna catturarlo ma senza ucciderlo come fa il cacciatore, uomo maldestro e incosciente di tale bellezza, altrimenti lโ€™Opera รจ persa, e bisogna riuscire a portarlo dal Corvo fino alla Fenice, passando per tutti i colori e generi di uccelli, lasciandolo sempre in vita e senza farlo volare via.


Sempre nella classe degli uccelli vi รจ il simbolo alchemico per antonomasia: lโ€™Uovo. A molti sfugge il fatto che lโ€™Uovo sia la genesi dellโ€™Uccello mistico in tutte le sue forme (tranne che per la Fenice). Lโ€™Uovo Alchemico รจ infatti una sintesi simbolica di tutto il Mondo Alchemico, sottende a tutto il tempo e lo spazio alchemico e in parallelo a quello universale, fin dal principio dei tempi. Lโ€™Uovo Alchemico (in genere raffigurato leggermente allungato e alto) รจ il simbolo piรน implicito e potente dellโ€™Alchimia speculativa in primis. รˆ Opera dellโ€™alchimista aprirlo con estrema cura, estrarne dal Chaos la Materia viva, purificarla, rivitalizzarla in chiave ricettiva, congiungerla con lo Sposo Alchemico (il Re) e ottenere il Rebis.

In tale percorso sullโ€™arcobaleno operativo, lโ€™Uovo si apre sempre di piรน, si mostra fino a rompersi completamente, per dare spazio alla Luce finale che rompe tutte le catene materiali e spirituali del suo guscio. Ecco che il Fuoco della Fenice si mostra in tutta la sua forza consumando la materialitร  costrittiva del guscio. La Maestria Simbolica di tale analogia, che gli antichi Iniziati adottarono traendo dagli animali i concetti piรน adatti, lascia ancora oggi pieni di stupore e ammirazione lo studioso sincero e cardiaco.

Pianeti e Costellazioni
Le presenze simboliche Planetarie e Zodiacali sono in analogia perfette con alcune Materie metalliche e con i momenti alchemici, e se i Pianeti infatti sono elementi richiamanti a corporeitร  definite (le materie Prime metalliche e gli Archetipi ad esse sottese) cosรฌ i mesi Zodiacali sono la suddivisione implicita, nellโ€™arco temporale unitario, dei momenti e gradi della Grande Opera. Queste analogie apparentemente cosรฌ semplici e dirette, quasi banali o fortuite, sono invece, oltre che potenti e antiche, unโ€™arte simbolica di tale eleganza e raffinatezza che viene quasi la tentazione di fermare il lavoro operativo per ammirare tale cattedrale architettonica costruita dal Creatore Primo, lโ€™Alchimista Massimo, e con il solo ammirare questa bellezza armonica, il cuore dellโ€™adepto puรฒ trovare la propria Lapis Philosophorum interiore.

A questo momento di estasi interiore si richiamano tutte le preghiere e invocazioni di apertura del lavoro di laboratorio che ogni vero Adepto dellโ€™Arte sa che deve compiere prima dellโ€™ingresso nella Materia.
Poichรฉ questo viaggio nel VITRIOL, nella sua durezza e solitudine, รจ viaggio cardiaco nella bellezza primordiale e vergine delle forze cosmiche prime. Si veda a tal proposito la famosa illustrazione di De Vries nellโ€™Amphitheatrum di Khunrath.

Lโ€™alchimista รจ in ginocchio, in preghiera vera e profonda, con braccia allargate, in segno di supplica e ringraziamento, poichรฉ entrare in questo mare simbolico vivo e creativo, necessita di grande luciditร  e presenza mentale, ed รจ un privilegio a cui pochi sono realmente chiamati attraverso un dono di Grazia divina.

Geometriche Pure
Infine vi รจ la classe simbolica delle figure geometriche pure. Questi simboli sono particolari e nella loro apparente semplicitร  ci insegnano intuitivamente, mostrandoci la strada sulle forze e le qualitร  che il cammino ci pone di fronte. Qui troviamo gli aspetti piรน operativi: i tempi con ad esempio la notte e il giorno; lo stato della materia: condensata, sublimata, evaporata, corporificata, calcinata; le materie secondarie, funzionali ai lavori, come gli acidi, le basi con le loro varie forze; i Sali di tutti i tipi, dato che nel laboratorio alchemico i Sali sono materia operativa importante, Salgemma, Nitro, Tartaro, Potassiumโ€ฆ


Per la trattazione simbolica del Trio fondamentale Alchemico Zolfo-Mercurio-Sale si rimanda al Cap. 2 di questo studio Simbolico (Simbolo e Geometria Sacra).
Sempre in questa classe Geometrica vi sono infine i 4 elementi: Fuoco e Aria triangoli maschili Acqua e Terra triangoli femminili, con Aria e Acqua con una linea intermedia. Questi simboli oltre a parlarci in modo molto chiaro di cosa siano questi elementi in sรฉ come qualitร  e funzionalitร  (trattazione che non affronteremo per questioni di spazio), ci mostrano attraverso il numero 3 che essi sono vettori e promotori di unโ€™energia primordiale che li sottende tutti. Il 3 รจ infatti numero della generazione e del movimento tra i vari stati dellโ€™essere. Dalla base si arriva allโ€™apice attraverso un processo di sintesi che crea altro dalla matrice base.

Ecco che mentre Acqua e Terra tendenzialmente corporificano lโ€™energia e la consapevolezza nel nostro piano materiale, Aria e soprattutto Fuoco le spiritualizzano e attivano.
รˆ interessante a questo punto un approfondimento sugli elementi, non solo per mostrare come i simboli lavorino in modo sottile, ma anche come siano stati codificati per mostrare anche ciรฒ che non appare a primo livello guardando solo il simbolo. I simboli infatti vanno anche combinati e studiati da diverse prospettive. Vediamo un classico esempio di questo lavoro particolare, ponendoci nellโ€™ottica degli Elementi alchemici. Nei simboli alchemici, non รจ presente in modo esplicito il 5ยฐ elemento, lโ€™Etere. Eppure lโ€™Etere, come sappiamo รจ il progenitore dei 4 elementi materiali ed รจ lโ€™elemento base di tutta la creazione, poichรฉ esso รจ una declinazione dello Spirito Universale.

Nonostante questa importanza prima nellโ€™Alchimia, esso come simbolo non รจ trattato in modo esplicito nei testi Alchemici che si hanno normalmente a disposizione. Come mai? Questo, ai piรน attenti ricorda sicuramente il racconto dei 5 solidi platonici, anchโ€™essi Simboli di Geometria Sacra, ma tridimensionale, degli elementi: Cubo-Terra, Tetraedro-Fuoco, Ottaedro-Aria, Icosaedro-Acqua e infine Dodecaedro-Etere. Molti sanno che Platone voleva che i suoi discepoli non citassero mai le caratteristiche e proprietร  del Dodecaedro, pena espulsione dalla scuola.

Questo racconto ci introduce al tema dellโ€™Etere in chiave simbolica. Perchรฉ avere accesso alle chiavi del simbolo eterico significa padroneggiare lo Spirito, divenire quindi un Magus nel senso piรน alto del termine. Ecco che il simbolo rimane celato nei testi. Tuttavia, con lo studio corretto dei 4 elementi e sapendo i loro rapporti e il loro rapporto con lโ€™Etere, si puรฒ trovare il simbolo del 5ยฐ elemento. Poichรฉ tutti e 4 gli elementi originano per condensazione successiva dalla stessa sorgente, ecco che per arrivare allโ€™origine, bisogna riunirli tutti, nello stesso punto e in tal punto si troverร  la loro origine.

Questi 4 simboli sovrapposti, mostrano un altro simbolo noto e famoso, che perรฒ generalmente nei testi alchemici se presente non รจ esplicitato per ciรฒ che รจ veramente. E, in particolare, sono i simboli intermedi dellโ€™Aria e dellโ€™Acqua a darci lโ€™indicazione precisa di come vadano ricombinati, utilizzando come riferimento la linea orizzontale intermedia, poichรฉ รจ essa che se posizionata correttamente sullโ€™altro simbolo ci darร  la chiave di incastro corretta. Questa linea intermedia รจ la parte del simbolo complementare giร  presente, come a mostrarci un Elemento pronto ad una transizione di fase verso il successivo.

Ecco che i simboli degli Elementi sono a doppia lettura e doppia coppia: Fuoco e Aria come caldi e con punta ascendente, mentre Acqua e Terra Freddi con Punta discendente. Ma Fuoco e Terra sono puri con qualitร  Secca mentre Aria e Acqua sono ad incastro con qualitร  Umida. Lascio al lettore la piacevole scoperta del simbolo Etereo.

Livelli di Linguaggio
Come vediamo nel mondo Alchemico il Simbolo รจ foriero di moltissime informazioni, tantโ€™รจ che รจ forse lโ€™unico genere di conoscenza che presenta i famosi libri muti, cioรจ che non contengono scritti se non nei minimi termini.Abbiamo testi alchemici famosi nella loro bellezza figurativa e simbolica: lo Splendor Solis, Il Mutus Liber, libri essenzialmente muti, che vanno studiati quando si รจ giร  introdotti nellโ€™Arte; abbiamo poi i libri in cui i simboli sono centrali e corredati da testi o musica: Atalanta Fugiens, Libro delle Figure Geroglifiche, il Rotolo di Ripley.

E infine libri piรน discorsivi ma che includono sempre figure simboliche in modo imprescindibile: 12 chiavi di Basilio Valentino, Donum Dei di Aurach o la Trasmutazione Metallica Sogni 3 di Nazari da Brescia.
A seconda del livello dellโ€™Iniziato e della Scuola Misterica abbiamo sempre a livello Simbolico, diversi linguaggi e livelli espositivi, sia puramente simbolici, che misti che puramente discorsivi.


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Mi preme infine menzionare un simbolo importante tanto quanto lโ€™Uovo Alchemico. Anche in questo caso siamo al cospetto di un simbolo del regno animale in forma particolare: lโ€™Ouroboros, il serpente ripiegato su sรฉ stesso. In questo simbolo รจ inclusa in potente sintesi simbolica tutta lโ€™attivitร  creatrice e distruttrice dellโ€™Energia Universale, la Materia Prima del MacroCosmo.

La Forza Vitale come Forza motrice dellโ€™universo che attiva e consuma sรฉ stessa rigenerandosi continuamente in molteplici ed infinite forme. Lโ€™Ouroboros รจ il mondo che si autofruisce, che si autoesplora, che si rigenera dalle sue ceneri, che non si ferma mai. Lo Spiritus Mundi in azione. Dal punto di vista temporale ci riporta alla dimensione ciclica del fluire, in una chiave di continuo fluttuare avanti e indietro, di ritorni, di rielaborazioni. Non mostra il tempo classico lineare con un inizio e una fine, anzi dice che tutto รจ un unico continuum presente in una ruota che incessantemente percorre i suoi eterni cicli.

รˆ un tempo di matrice matriarcale.
Il cerchio geometrico-spaziale dellโ€™Ouroboros ci mostra lโ€™universo nella sua totalitร , mostrando questa regola come presente ovunque, senza eccezione. Se lโ€™Ouroboros รจ lo Spiritus Mundi in movimento, lโ€™Anima Mundi รจ il suo perno centrale attorno a cui ruota la creazione, fisso e intoccabile, lโ€™autocoscienza che osserva lโ€™eterno gioco divino nel suo apparire e fluire multiforme senza sosta. Per gli Alchimisti lโ€™Ouroboros รจ la sintesi massima dellโ€™energia che deve essere domata per venir utilizzata dal Magus, ecco perchรฉ spesso, al contrario dellโ€™Ouroboros ermetico cosmologico che รจ singolo, quello alchemico รจ doppio: poichรฉ ci parla nuovamente del matrimonio alchemico tra lo Zolfo, alato e il Mercurio terrestre che lo riceve.
Essi in una danza divoratrice, si consumano e uccidono lโ€™un lโ€™altro, dando origine al Corvo, per poi, alla fine del ciclo, rinascere come lโ€™Ouroboros bianco unico Ermetico, ossia la Quintessenza.


Lโ€™Alchimia, un mare simbolico vastissimo, in cui ci si puรฒ perdere. Un mare non per tutti. Affascinante, ma per poterne fruire si necessita di grande volontร , perseveranza, acume, ascolto e una grazia naturale verso le cose sussurrate. Ecco che allora potremo dolcemente navigare su queste infinite correnti simboliche che ci porteranno su terre magiche sconosciute ai piรนโ€ฆ


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Come puรฒ il simbolo portare ad una Conoscenza? Possono i simboli ampliare la conoscenza? Possono infine dare una visione diversa della conoscenza, mostrare modi diversi di arrivare ad una conoscenza o dare accesso ad una sfera della conoscenza che non sarebbe altrimenti fruibile? Nella nostra cultura, lโ€™approccio alla conoscenza รจ di tipo razionale, nozionistico innanzitutto. Il processo cognitivo e didattico รจ basato sullo studio a partire dalla memoria per poi, attraverso la logica e la capacitร  di ragionare sui concetti acquisiti, arrivare a concetti piรน complessi.

Ma essenzialmente il percorso, che per semplicitร  possiamo definire di tipo destro, รจ nella sostanza mnemonico e quindi razionale-logico. Questa via cognitiva, non solo porta a delle chiare strutture logiche e classificanti ma, soprattutto, imposta la modalitร  di apprendimento e conoscenza del proprio microcosmo e del macrocosmo fin dalla tenera etร ; ad un livello piรน profondo imposta quindi la nostra struttura mentale cognitiva nel suo approccio verso la conoscenza stessa.

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Esiste tuttavia un tipo di conoscenza e quindi una via cognitiva piรน intuitiva, diretta e quindi destrutturata, o sarebbe piรน corretto dire strutturata in modo diverso. Essa รจ la via sinistra, che sviluppa altre modalitร  di visione del mondo, del nostro porci in essa e delle possibilitร  di interazione che abbiamo esternamente e interiormente. Normalmente questa seconda via non รจ, se non in minima parte, toccata e sviluppata in questo periodo storico-culturale e rimane latente per alla fine essere sviluppata, la maggior parte delle volte, in chiave personale e puramente spontanea, da alcune persone.

Ecco in questa seconda via, il simbolo รจ un vettore ideale, esso tende a risvegliare questa via. Stimola la curiositร  figurativa e non verbale, da accesso ad uno studio silente, porta ad una meditazione ed elaborazione dellโ€™informazione in sรฉ, e soprattutto non lascia una sicurezza dogmatica e inconfutabile dellโ€™informazione in quanto lo stesso simbolo puรฒ essere codificato in diverse modalitร  e portatore di messaggi sovrapposti.

Se la via destra tende a darci una visione chiara e sicura (reale o presunta) del nostro percepire oltre che una capacitร  naturale a catalogare il tutto per renderlo piรน velocemente fruibile ed utilizzabile, la via sinistra crea correlazioni complesse e cangianti e mostra il mondo in modo piรน dinamico e meno gerarchico. Sono linguaggi cognitivi complementari e probabilmente sarebbe utili svilupparli, in modo consapevole, entrambi. La pura via destra รจ quella della tecnica, dellโ€™utilizzo del sapere in modo sistemico e finalizzato. La pura via sinistra รจ quella dellโ€™arte, della reinterpretazione del vissuto in modo sempre diverso. Avere accesso ad un percorso di conoscenza simbolica รจ utile per chi รจ interessato ad una via di conoscenza bilanciata.

Lo studio approfondito dei simboli e la applicazione degli stessi รจ infatti esperienza prevalentemente sinistra ma con aspetti della via di destra soprattutto nella comparazione degli stessi e nella classificazione. Nella radice e nella prima esperienza il simbolo ci porta nella sfera sinistra, ci aiuta a rivedere lโ€™apparire per ciรฒ che sottende, ci porta nellโ€™interno del fenomeno e della nostra consapevolezza, crea una spirale interna. Molti amanti della via simbolica preferiscono avere una relazione col simbolo prevalentemente ed essenzialmente di sinistra, e usano quindi il simbolo come forma di conoscenza introspettiva e divinatoria senza volerlo razionalizzare. Questa via รจ quella che attiva il simbolo e lo vivifica per ciรฒ che รจ veramente, un significante contenitore di un significato che non appare. E quindi usare la via sinistra nella conoscenza attraverso i simboli รจ una via completa in sรฉ che ha una funzione ben chiara e arricchente.

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Vediamo qualche applicazione concreta di conoscenza in questa chiave. Con lโ€™utilizzo del Simbolo silente, la pura via sinistra รจ una strada per la conoscenza del Sรฉ nel senso piรน alto del termine: lโ€™incontro con la Realtร  del nostro Sรฉ รจ possibile infatti solo attraverso unโ€™intuizione diretta e destrutturata, facoltร  dellโ€™anima che trascende le separazioni, i dualismi, le dialettiche spesso conflittuali della nostra mende razionale ordinaria, e il simbolo รจ un vettore perfetto in questo ingresso nellโ€™interiora della propria terra. In tale contesto il Simbolo รจ personale e soggettivo e spesso รจ creato dalla persona stessa. Nella creazione del proprio Simbolo lโ€™Iniziato mette, in un atto magico di creazione, il suo Io profondo intuitivamente, per poi riviverlo e reinterpretarlo con una strada questa volta inversa, dallโ€™esterno allโ€™interno.

I Simboli usati in chiave Archetipale ci danno invece accesso alla conoscenza delle leggi della natura e del mondo, la meditazione su questa tipologia simbolica รจ unโ€™antichissima tecnica, ad esempio con gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, e ci permette di penetrare le forze universali per vedere come esse si relazionano fra di loro e con la nostra coscienza. Allโ€™interno delle rappresentazioni figurative dei Tarocchi troviamo simbolizzati diversi livelli: il disegno complessivo in sรฉ, i particolari e gli oggetti o animali a corredo, gli spazi e posizioni dei diversi contenuti e i colori degli stessi.

Ogni aspetto e dettaglio dellโ€™Arcano rappresentato รจ una conoscenza particolare e il disegno totale in sรฉ ci porta ad un altro livello di conoscenza dentro lo stesso territorio. Tale meditazione cognitiva puรฒ essere fatta in diverse forme: sul singolo Simbolo archetipale per comprendere-vivere il sottostante modello, oppure su alcuni Arcani messi in relazione fra di loro, in successione lineare, creando quindi un discorso, e avendo accesso quindi alla risultante totale di questi Archetipi in una visione di successione temporale.

Infine possono anche essere messi in relaziono geometrica piรน complessa. Questo ultimo studio รจ meno noto e insegnato ma รจ il piรน complesso e profondo. Poichรฉ si possono creare con i Simboli archetipali dei Simboli a loro volta disponendoli sul piano o nello spazio, seguendo le regole della Geometria Sacra. Una variante in forma temporale di questo ultimo metodo, รจ ristudiare gli stessi Arcani nella stessa disposizione geometrica, ma cambiandoli di posto ogni volta, seguendo delle logiche predefinite; otteniamo quindi un percorso che ci mostrerร  altri aspetti. Creiamo quindi simboli di simboli e questo crea relazioni fra gli archetipi che ci parla delle strutture portanti e delle regole dellโ€™universo.

Lโ€™Albero Sefirotico รจ un altro ponte simbolico che da accesso alla conoscenza e per quanto esso sia piรน adatto ad una forma mista di studio che contempli entrambe le vie, la sinistra e la destra insieme, tuttavia puรฒ essere usato in forma meditativa-contemplativa, anche senza uno studio preliminare delle varie strutture portanti dello stesso (la via preliminare destra). Questo perchรฉ lโ€™Albero Sefirotico รจ una codifica in chiave diversa degli stessi Archetipi visti precedentemente nei Tarocchi, e quindi esso in sรฉ, permette ad una coscienza particolarmente ricettiva e sviluppata di entrare in contatto con gli stessi modelli. Eโ€™ importante notare come nel simbolo dellโ€™Albero Sefirotico nella sua totalitร , sia presente una forte Geometria Sacra e come tale geometria sia la base di genesi e di sviluppo dellโ€™albero stesso.

Ecco che in tale Simbolo formato da simboli, la conoscenza รจ un percorso vastissimo e denso di concetti diversi e complementari. Un vero e completo libro simbolico a tutti gli effetti che ci parla, restando comunque muto ai non iniziati in tale pratica. Altri esempi di conoscenza attraverso i Simboli sono i Ching e lโ€™interpretazione degli auspici. Entrambe queste forme di conoscenza, che non tratteremo nel dettaglio per questioni di spazio, sono antiche e danno accesso alla comprensione del nostro essere nel mondo.

Ci aiutano percepire la realtร  nascosta e sottile del mondo fenomenico e a vedere come noi siamo in relazione con esso, in questo modo ci indicano una strada o ci suggeriscono delle prospettive. Anche in questi 2 casi il percorso di conoscenza-comprensione รจ simile a quanto visto nello studio degli Arcani e dellโ€™Albero Sefirotico: lโ€™Universo si regola e dinamizza attraverso modelli Archetipali i quali vengono strutturati e condensati in forme simboliche attraverso la Geometria Sacra. Queste forme simboliche, opportunamente strutturate e utilizzate fanno da tramite tra la coscienza che le utilizza e lโ€™Universo stesso.

Il linguaggio รจ diretto e il Simbolo con lโ€™Archetipo sono il tramite. Un altro campo importante della via di Conoscenza Simbolica รจ quello ermetico-alchemico. In questo caso il Simbolo introduce ad una conoscenza diversa rispetto ai casi precedenti. Nel campo ermetico il simbolo รจ piรน operativo, piรน funzionale piรน focalizzato. Il simbolo in questo campo ci insegna il ragionamento per analogia, questa รจ una chiave importante da possedere nellโ€™Alchimia; lโ€™analogia รจ una comprensione tipica della via sinistra, arriva alla conoscenza per similaritร  e affinitร , quindi senza il linguaggio razionale o della parola.

Il Simbolo mostra una classe di concetti e lโ€™alchimista applica tali classi nelle varie sfere di conoscenza. รˆ forse nel mondo alchemico che lโ€™interpretazione dei simboli trova la sua forma piรน conosciuta e trattata. Per alcuni lโ€™Alchimia รจ infatti Arte Psicologica per eccellenza, per altri รจ Arte Mistica di elevazione dello spirito, per altri ancora รจ Arte Operativa da Laboratorio (alchimia esterna) e per altri Arte Operativa attraverso lโ€™Athanor Corporale (Alchimia interiore); si potrebbe continuare con altre sfere di applicazione dei simboli alchemiciโ€ฆ

Vi sono molti campi di conoscenza trattabili attraverso i Simboli Alchemici e nessuno di essi รจ lโ€™unico o il principale, se non in chiave soggettiva, proprio perchรฉ questi simboli danno accesso ad una conoscenza per analogia verso gli elementi ai quali si riferiscono. La conoscenza alchemica รจ protetta nel simbolo e puรฒ viaggiare in tutti i diversi ambienti e periodi, anche i piรน cupi, senza storpiature e modifiche. Colui che saprร  aprire e attivare i simboli contenuti nei libri alchemici, come il Mutus Liber o lo Splendor Solis (per citare 2 fra i piรน studiati in chiave simbolica), avrร  accesso alle conoscenze operative necessarie nel percorso della Grande Opera.

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Concludiamo questa trattazione tra Simbolo e conoscenza guardando il Simbolo dalla prospettiva della Conoscenza razionale-logica ovvero la via destra. Questa via non si adatta benissimo al percorso simbolico. Essa non entra nellโ€™ontologico ma resta nellโ€™ontico del simbolo. Non apre il simbolo in modo diretto e intuitivo ma lo pone invece in relazione ad altro, giร  noto, o in relazione ad altri simboli. Lo cataloga e lo mette allโ€™interno di una struttura spesso preesistente, incasellandolo in spazi confinati e fallacemente chiarificatori. Purtroppo questo esercizio non solo depaupera e snatura il simbolo nella sua valenza ontologica, ma, e questo รจ forse la cosa peggiore, allontana il postulante dallโ€™altare simbolico facendogli invece credere di portalo al cospetto del Sanctum Sanctorum simbolico. Ecco quindi, in questo contesto i libri dove i simboli sono catalogati, incasellati e accostati ai piรน disparati concetti con elegante sfoggio di profondo sapere nozionistico.

E tanti piรน simboli si trattano e tanti piรน disparati concetti si uniscono in tale trattazione, tanto piรน lo scrittore darร  sterile sfoggio di possedere la sfera simbolica. Questi percorsi nozionistici e di classificazione non portano in profonditร  nella natura e nel cuore del simbolo, non mostrano le chiavi di accesso, non insegnano allโ€™armonizzazione cardiaca con questo strumento e allโ€™utilizzo in chiave personale magica; lasciano il lettore in superficie sulle nozioni, sulle classificazioni e sulle storie esteriori del simbolo.

In tale percorso la persona rimane avviluppata in un percorso che sembra portare alla comprensione del simbolo. Ma questa comprensione รจ esteriore, ontica, si sofferma sul significante e sfiora appena il significato. Non si vuole con questo dare una valenza del tutto negativa a tale approccio; esso ha una valenza positiva in chiave divulgativa e introduttiva. Su questo non ci sono dubbi. Deve perรฒ essere chiaro che conoscere le simbologie piรน disparate, saperne i percorsi storici o riempirsi di nozioni e informazioni, impedirร  la vera fase simbolica attiva, che รจ quella che ci porta verso quella sfera della conoscenza dove il simbolo ci vuole condurre.

Diviene quindi necessario, se ci si avvicina al Simbolo tramite la via destra, destrutturarsi, e spogliarsi di tutti i vestiti, se si vuole vivere il Simbolo come vettore di Conoscenza attiva e sacra. Consci che la societร  attuale รจ giร  molto improntata alla via destra, coloro che si avvicinano al simbolo da tale via, corrono il rischio di non sfiorare mai la potenzialitร  del Simbolo vissuto sulla via sinistra. Sarebbe utile che coloro che trattano i Simboli attraverso le conferenze e i libri o qualsiasi altro mezzo, avessero ben chiaro questo aspetto, e lo chiarissero ai loro ascoltatori.

La conoscenza nella via destra del Simbolo non รจ un male in sรฉ, ma lo diventa se si ritiene e si fa pensare agli altri che sia lโ€™unica sfera per entrare in tale mondo. Ancora peggio รจ pensare che lโ€™approdo finale sia conoscere infiniti simboli e saperli porre in relazione fra loro. Forse a questo punto, meglio non sapere nulla di loro intellettualmente e lavorare invece con pochi simboli nel silenzio del proprio Sanctum vivendoli come esseri intelligenti e magici, capaci di portarci in stanze segrete interiori dove la vera Sophia simbolica ci verrร  mostrata in tutta la sua Luce.

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Simbolo e Mito cosรฌ come Mito e Favola, sono sempre stati accomunati nella tradizione popolare e colta. Sono forme di linguaggio che hanno diversi punti in comune, ma si situano su livelli di consapevolezza diversi. Per entrare nello studio comparato di questi diversi linguaggi, potrebbe essere utile tracciare, in ordine, su un percorso analitico, le diverse forme, partendo dalla piรน razionale fino a quella piรน intuitiva.

Questo percorso non deve ovviamente essere preso in modo apodittico ma come uno fra i tanti potenziali percorsi che si possono trovare in questo esercizio. Partiamo dalla matematica pura come espressione della forma razionale-logica piรน pura, con un linguaggio e unโ€™ontologia ben definita nella sua essenza. Subito in parte vi sono le scienze naturali, dalla la Fisica teorica fino alla Biologia; spostandoci ancora oltre entriamo nei linguaggi verbali con un passaggio intermedio: lo studio della logica. Oltre la logica, nei linguaggi verbali, incontriamo innanzitutto il linguaggio filosofico teoretico rigoroso che รจ la prima porta dโ€™ingresso alla grande stanza della filosofia. Nel linguaggio filosofico abbiamo moltissime forme di linguaggio e se riusciamo a tenere la giusta direzione, dovremmo uscire dalla stanza della filosofia, passando per la porticina opposta alla teoretica: il misticismo. Oltre il misticismo ci confrontiamo col Mito e sua sorella Favola.

Infine, alla fine del nostro percorso ci spogliamo del linguaggio verbale nuovamente per finire nel Simbolo per concludere il percorso con lโ€™intuizione pura che non necessita piรน neanche del Simbolo… Questo percorso ci mostra innanzitutto come le forme di linguaggio Mito, Favola e Simbolo siano vicine tra loro, avendo alcune modalitร  e caratteristiche simili mentre altre le differenziano. Studiare comparativamente queste 3 forme รจ interessante perchรฉ ci dร  una percezione piรน completa della sfera del Sacro, permettendoci di comprendere meglio come ci rapportiamo ad esso e cosa esso rappresenti per noi sui diversi piani della nostra esistenza. In questo percorso dobbiamo farci delle domande. Nel percorso del ricercatore, รจ forse piรน importante riuscire a farsi le giuste domande che trovare le risposte corrette. Perchรฉ il Mito? Perchรฉ le Favole? Perchรฉ i Simboli? Entriamo nel nostro percorsoโ€ฆ

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Ercole combatte la morte per salvare Alcesti

Mito dal greco Mythos รจ per Omero parola, discorso. Il Mito รจ un concetto sfuggente, tanto quanto il Simbolo, difficilmente circoscrivibile. Lโ€™origine, come per il simbolo, si perde nella notte dei tempi e tutte le civiltร  ne hanno fatto uso da sempre e in varie valenze. Lโ€™uomo รจ sempre stato affascinato dai racconti, e il Mito รจ un racconto, che rimane impresso nella memoria, conducendo con sรฉ, vari livelli di significato. Come vediamo ha moltissime attinenze col Simbolo, e anchโ€™esso ha un procedimento cognitivo molto simile, come decodifica finale, a quella di del simbolo (cosa giร  vista nel primo capitolo). Ma la differenza maggiore รจ nella presenza del verbale, della parola. Il Simbolo รจ pura forma geometrica, รจ contenuto veicolato in forma pura. Unโ€™informazione che dal segno arriva direttamente sena passaggi razionali.

Il Mito, pur con finalitร  e contenuti simili, รจ invece rivestito di un livello di linguaggio ulteriore: la parola. Ora: perchรฉ la parola? Innanzitutto il Simbolo non รจ un linguaggio semplice. Essendo silente come Linguaggio, va conosciuto, coltivato, interiorizzato, bisogna anche esserne partecipi cardiacamente per attivarlo. La parola รจ infatti normalmente, nel campo del Sacro, elemento limitante e fonte di problemi ermeneutici. Tuttavia, nel Mito questo non avviene.

Il Mito รจ mezzo piรน universale, parla a tutti, anche ai profani, attrae i curiosi e i bambini, ci prende per mano e ci accompagna, ci intrattiene, ci fa sognare, aiuta la nostra memoria e attiva naturalmente la nostra immaginazione, รจ una forma dโ€™arte in sรฉ, e alla fine rimane ierofante tanto quanto il simbolo. E, soprattutto, nel caso non ne comprendessimo il significo interno, ci lascerebbe comunque qualcosa anche a livello esterno, una favola con tutto quello che essa ci dona. E la favola, con lโ€™aiuto della memoria e della rielaborazione nel tempo, potrebbe tornare ad essere Mito, velandosi ai nostri occhi come contenitore di altro. Il Mito รจ inoltre un ricollegamento col nostro senso dellโ€™antico, con le nostre radici, sia come uomo che come cultura. Ci permette di rivedere in chiave antica i classici nodi-riti-sfide che lโ€™uomo affronta da sempre.

Lโ€™immaginazione e la libertร  rielaborativa, nella lettura del mito, lo rendono attuale e antico nello stesso modo. La coordinata temporale รจ presente anche se non fondamentale e questo aiuta nella decodifica poichรฉ lo svolgersi del racconto da riferimenti chiari. Il Simbolo รจ invece atemporale, fisso, come una stella. Non cangiante. O lo si coglie come esso รจ, o lo si perde come significato profondo.

Facendo lโ€™esempio ad esempio del mito di Prometeo che ruba il fuoco degli Dei per donarlo agli uomini, contro la volontร  del re degli dei Zeus, che lo punirร  per questo, troviamo lโ€™eterno racconto della volontร  di pochi eletti di portare la conoscenza โ€œnella Veritร โ€ (e non la falsa conoscenza ottenebrante) alla gente affinchรฉ essa si affranchi del suo stato di torpore. Questo ovviamente รจ osteggiato dallโ€™oligarchia divina, simboleggiata da Zeus che non vuole condividere tale dono con tutta lโ€™umanitร . E chi salverร  Prometeo dalla punizione? Eracle che รจ lโ€™eroe prettamente umano (per quanto semidivino), nella sua penultima fatica, i Pomi delle Esperidi.

Ecco in questo mito un esempio di come le chiavi di lettura possano essere generaliste, come quelle sopra esposte, ma possano parimenti divenire altro, piรน personale o piรน determinato a seconda delle istanze e delle persone, e questo senza snaturare il Mito in sรฉ: il tessuto portante rimane, un eroe dร  un dono divino allโ€™uomo per affrancarlo da una sua limitatezza, รจ inequivocabile. Tutto questo รจ un percorso molto simile a quello del Simbolo nel suo percorso cognitivo. Lo stesso Mito-Significante (Segno per il Simbolo) porta attraverso il personale processo cognitivo ad un personale Messaggio-Significato.

Il Mito come, si vede da questo esempio dove sono presenti 2 eroi principali che si incontrano (Prometeo che simboleggia il Maestro ed Eracle che simboleggia lโ€™uomo Solare), ha inoltre unโ€™altra caratteristica importante: i personaggi dei vari miti si incontrano nei diversi racconti, formando una rete fitta di relazioni e vicende, dinamiche, storie, tali per cui ogni storia mitica ha in sรฉ un insegnamento allegorico e morale singolo, ma andando piรน a fondo e studiando i miti nel loro insieme, come un corpo unico, allo studioso attento, tutta la struttura acquisisce un mondo archetipale-simbolico nel suo insieme. Questo mondo mitico puรฒ essere letto contemporaneamente da diverse prospettive, diversi livelli e dare risultati e morali sotto ogni punto di vista sia storico, che personale che morale.

Questa funzionalitร  tipica del sistema mitico permette allo studioso sincero e motivato, di decodificare il mito in macro-aree che lo renderanno generatore di informazioni e insegnamenti ben definiti. Cosa che sfugge al lettore del singolo mito o a colui che non ha una critica comparativa tale da fare i vari collegamenti. Da una lettura passiva-superficiale, si arriva quindi ad una lettura attiva-strutturale e quindi ad seguente un percorso ben definito dove lโ€™Adepto non segue piรน il racconto e si fa trasportare da esso, ma lo collega agli altri che lo intersecano e ne fa quindi un paesaggio tridimensionale vivo e in movimento.

Visto da questo punto di vista, il mito puรฒ essere accostato ai Ching cinesi, dove ognuno dei 64 esagrammi ha un significato e un messaggio in sรฉ, ma รจ solo studiando e consultando in modo composto i Ching, e conoscendo la struttura nel suo complesso che si hanno le vere risposte da parte dellโ€™oracolo e non semplicemente delle frasi di difficile comprensione.

Rispetto al Mito, il Simbolo รจ invece unโ€™entitร  diretta, ieratica, potente e meno vicina alla comprensione razionale. Puรฒ essere dimenticato, non notato, frainteso, non attraenteโ€ฆDunque il Mito aiuta lโ€™Adepto lontano per inclinazione al Simbolo, e soprattutto aiuta il profano, istintivamente attratto dal profondo e dal sacro, ad avvicinarsi ad Eleusi, ma in modo dolce e graduale, poichรฉ il Simbolo Sacro sarebbe salto troppo ampio. Col Mito la persona profana comincia lโ€™elaborazione del mistero senza spesso esserne neanche consapevole.

In questo vediamo come i Maestri passati non abbiano lasciato nulla al caso e abbiano creato per ogni situazione e ogni tipologia di persona i linguaggi migliori per trasmettere le conoscenze necessarie. Non รจ un caso infatti, che non solo i simboli, ma anche i miti, siano comuni e ricorrenti in tutte le culture. Contengono nomi diversi, hanno dettagli diversi, poichรฉ questo รจ il loro aspetto esteriore che si adatta, ma nella sostanza, i principali miti umani sono patrimonio simile, di civiltร  in civiltร , sia nel tempo che nello spazio.

Ecco che le diverse narrazioni epiche locali potrebbero essere lette, al di lร  della classica chiave storica, anche come un adattamento del Mito, per renderlo comprensibile e vicino alle culture storiche contingenti. Il mito inoltre, attraverso il racconto, accede anche alla sfera emotiva, e tramite lโ€™emozione stimola lโ€™immaginazione e quindi il potere creatore, e in tutte queste espressioni, predispone la persona al suo futuro passaggio nel Tempio.

Sposta la consapevolezza del postulante dal livello materiale profano, ad un livello che racchiude in sรฉ diverse sfere contemporaneamente: la sfera artistica, quella di sogno, quella allegorica, la morale, lโ€™emotiva, e in questa stimolazione apre e destruttura il razionale semplice, superficiale accompagnandolo in un terreno piรน profondo, denso di relazioni e oscuro come quello mistico. Studiare il Mito รจ rielaborare in noi stessi le antiche e uguali storie archetipali dellโ€™uomo e dellโ€™universo cosรฌ come facevano i nostri avi. Leggere i racconti mitici o vederne le raffigurazioni รจ per ogni uomo dotato di una minima sensibilitร  di spirito, unโ€™emozione e uno sguardo in un mondo di sogno. E per chi รจ predisposto, il Mito attiva un potere trascendentale molto simile al Simbolo.

Nel Mito si rivivono inconsapevolmente e interiormente i Riti e i complessi religiosi (nel senso etimologico del termine, di riunire-rilegare) della propria umanitร , ma in modo dolce, con i tempi necessari, lasciando apparire ciรฒ che puรฒ apparire, e tenendo in un secondo piano piรน oscuro ciรฒ che non si รจ pronti ad elaborare. Nel Mito il simbolo viene umanizzato, reso parlante, agente; lโ€™archetipo รจ quasi smascherato nella sua funzione e finalitร  attraverso la storia del Mito, ma รจ mascherato sotto una forma giร  conosciuta alla sfera razionale dellโ€™uomo, affinchรฉ il ponte intellettuale non sia troppo ampio.

Interessante notare come, nonostante in occidente il sistema Mitologico Greco (e anche altri attigui e piรน antichi) sia da sempre molto presente nella cultura popolare e colta e sia inoltre ben articolato e in grado di trattare qualsiasi aspetto morale, esso, da un punto di vista religioso, non sia mai stato inglobato nelle tradizioni teologiche ufficiali fin dai tempi del primo cristianesimo.

Il Mito di origine greca, va in sonno, nelle religioni ufficiali, proprio con lโ€™avvento del cristianesimo, argomento molto interessante ma che non abbiamo qui il tempo di approfondire. Allโ€™opposto, ad esempio nella tradizione Vedanta, il Mito รจ invece sempre stato mezzo di studio fondamentale, dato che i principali Poemi Epici (Ramayana e il Mahabharata, che contiene il famoso Cantico del Signore) sono una colonna fondamentale del sistema religioso indรน, soprattutto per il popolo, mentre i testi sacri piรน complessi (i Veda e le Upanishad) sono lasciati prevalentemente ai Brahamini.

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Esopo racconta le sue favole

Parlando del Mito e del Simbolo, diviene utile analizzare anche la favola, vedremo presto perchรฉ- Anche la favola รจ infatti una porta verso il sacro, anche se in forma leggermente diversa.

La favola, sorella del mito, ha la sua etimologia in Fabula, Fari, parlare-narrare. Essa รจ quindi racconto come il mito, sono molto vicini etimologicamente. Ma a differenza di questo, il suo vestito, il suo apparire รจ piรน leggero, piรน fresco, piรน immediato e semplice. Il Linguaggio della favola e con essa quello della fiaba (che ha un carattere, nei suoi personaggi, piรน fantastico rispetto alla favola) รจ simbolico nonchรฉ allegorico e morale esattamente come il mito e usa anchโ€™essa animali, uomini, creature fantasiose per richiamare le corrispondenti forme archetipali. Ma lo fa con un piano piรน destrutturato, piรน esplicito, piรน adatto a persone ancora piรน profane.

Possiamo dire che la favola e il mito sono sovrapposti, ma mentre il mito tende la mano al simbolo, la favola tende la mano al linguaggio comune. Ecco che la favola รจ anche strumento pedagogico nella crescita dei bambini. Poichรฉ essi, sapendo intuitivamente di essere non solo corpo, necessitano e chiedono quindi cibo per lo spirito e lโ€™intelletto sotto forma di racconto; questo cibo รจ adatto alla loro semplice struttura cognitiva razionale, ma contiene tutti gli altri livelli simbolici di cui necessita la psiche per nutrirsi, elaborare e strutturarsi. La favola assume 3 funzioni differenti nel passaggio allโ€™onirico dei bambini, dato che essa viene ascoltata ed elaborata nello stato di dormiveglia e stimola quindi nel bambino

a.) lโ€™apprendimento razionale del linguaggio verbale,

b.) lโ€™immaginazione e la visualizzazione del racconto letterale e infine

c.) lโ€™elaborazione del livello allegorico e morale della trama nella favola.

Queste stimolazioni simultanee sono un lavoro articolato e nuovo per il giovane apprendista e il richiamo di Orfeo รจ la necessaria pace dopo il faticoso percorso. Durante il sonno, nel momento subito successivo al dormiveglia, la favola diviene sogno e il sogno continua il percorso della favola stessa. Per questo spesso i bambini richiedono spesso le stesse storie prima di addormentarsi: lโ€™elaborazione della stessa in ogni transizione al sogno, รจ cosa differente e ogni volta piรน articolata e confermata, andando a definire sempre piรน dettagli e livelli.

Nella Favola i simboli sono meno complessi del mito, animali, personaggi familiari, bambini o uomini semplici sono le basi portanti, a differenza del mito dove queste strutture sono molto piรน articolate, strutturate e necessitano di una conoscenza anteriore per seguire la storia. Eppure ciononostante, gli archetipi e le dinamiche simboliche sono ugualmente presenti con le stesse dinamiche e relazioni. I vari animali, i mestieri delle persone, i gradi parentali, le diverse forze della natura, la magia e le lotte, tutti questi simboli e molti altri, nelle favole rappresentano una chiave archetipale piรน facilmente leggibile e la persona comincia la codifica delle forze e delle energie nel mondo reale e personale con un percorso semplice e introduttivo.

Nelle favole di Esopo, dove gli animali sono i vettori archetipali, lโ€™ascoltatore entra giocoforza nella comprensione degli aspetti della natura sia esterna che interiore: la volpe diviene la furbizia, il leone la forza, la capra lโ€™ingenuitร , il cane la fedeltร . E percorrere tutte queste favole in serie, permette di entrare in possesso di tutte queste forze, comprenderne le dinamiche e relazionarle fra loro.

Le favole, proprio come i Miti, ma soprattutto i Simboli, possono inoltre essere usati come tramite per tramandare informazioni e contenuti segreti, ma solo con le corrette chiavi di lettura. Vi sono infatti favolette alchemiche, che con le corrette chiavi danno acceso a ricette operative e sicuramente diverse altre favole, che sono per natura piรน flessibili e malleabili, rispetto al Mito, sono state create per ricordare nel tempo aspetti importanti da tenere nascosti.

Questo utilizzo della favola come contenitore segreto รจ simile alle tecniche di stenografia di Tritemio ed era adatto perfetto per le necessitร  degli alchimisti. Ecco ormai chiaro come anche nella favola che il significante รจ portatore di vari significati, al di lร  del letterale. In questo ha la stessa funzione del Simbolo e del Mito

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Chiudiamo questo argomento con uno spunto non tanto sullโ€™aspetto ontologico di questi linguaggi, quanto sulla loro origine. Alcuni sostengono che in tempi remoti lโ€™uomo aveva capacitร  mnemoniche superiori ed era in grado di ricordare tutto quanto gli servisse senza bisogno di libri. Lโ€™invenzione della scrittura รจ venuta in un secondo momento quando lโ€™uomo non essendo piรน in grado di ricordare nello stesso modo, necessitava di un supporto materiale per non perdere le informazioni nel tempo. Sia il Mito che la Favola sono giunti a noi sotto forma di racconto, proprio come se fossero tramandati in forma orale, di generazione in generazione.

Questo fra presupporre che quindi, come linguaggi, essi si perdano nella notte dei tempi e fossero patrimonio di unโ€™umanitร  antica e detentrice di un sapere piรน vasto e profondo. Come abbiamo visto, lโ€™uomo, attraverso unโ€™intelligenza โ€œnaturaleโ€, dispone di tutta una serie di linguaggi per soddisfare il proprio bisogno di Sacro e le proprie necessitร  profane. Oltre al Simbolo, anche il Mito e la Favola sono una via per trovare il nostro Sacro. Ad ognuno la via che piรน gli si addice.

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Nel mondo, sulla coordinata temporale, ci sono essenzialmente 2 momenti di vita: il momento profano e il momento sacro. Eโ€™ importante, se si vuole vivere la propria vita nella completezza, avere ben chiaro quali sono i propri momenti Profani e quali quelli Sacri.

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Ci sono persone che, perdendo il senso del vero, tendono, a vivere dei momenti profani come sacri o, peggio, dei momenti sacri come profani; e in questo modo creano confusione nelle loro vite. Spesso molti di loro non hanno neanche chiaro il significato vero di queste 2 parole: Sacro e Profano. Ma, e questo รจ importante, la decisione che un momento sia sacro o profano, รจ decisione esclusivamente personale, profonda, quasi ineluttabileโ€ฆ non puรฒ essere frutto di cultura, educazione o autoconvincimento.

Quindi, giusto per chiarire, qui non si intende tanto lโ€™uomo che va alla sacra messa la domenica mattina con approccio profano (come faceva ad es. mio padre, ricordo con piacere e nostalgia i suoi sguardi e il suo atteggiamento, tipo uscire durante la funzione con un savoir faire degno di un artista dandy) poichรฉ in quei casi si รจ chiaramente in luciditร  cognitiva dato che ci si sente genuinamente in un contesto profano anche se esteriormente rivestito di sacralitร  (vuota).

Qui per confusione ci si riferisce soprattutto a coloro che, giusto per fare un esempio fra molti, reputano sacro andare a messa o stare in famiglia quando in realtร  per il loro sรฉ, senza volerlo riconoscere, il momento sacro รจ magari il lavoro, o andare allo stadio o lavorare al giardino il sabato pomeriggio. Questa premessa รจ sostanziale nellโ€™approcciare il Simbolo nel mondo Sacro, altrimenti cadremmo nella banalitร  di pensare alla croce nelle chiese, alla stella di Davide nelle sinagoghe o a tutti gli altri simboli Sacri culturalmente sacri ma che di sacro, per molti, nel loro profondo non hanno niente di niente. Quindi chiariamo: il Simbolo Sacro รจ un simbolo che per noi ha valenza profonda ed รจ collegato alla ns sfera interiore Sacra.

Questo chiarimento essenziale ci porta alla definizione del Simbolo nel Sacro: il Simbolo, nel momento Sacro, รจ un canale, per meglio dire un vettore, psichico, che ci trasferisce, in piena coscienza e consapevolezza quindi in totale padronanza del sรฉ, dalla dimensione profana ad una dimensione profonda Sacra. E tanto piรน il Simbolo sarร  in simpatia col nostro essere, tanto piรน la dimensione Sacra sarร  profonda, vera e attiva. Ecco che da questa definizione, il Simbolo Sacro acquisisce un potere profondo, catartico, trascendentale e nel momento dellโ€™esperienza non รจ tanto importante la condivisione di esso con un gruppo, ma รจ molto piรน importante lโ€™intima unione e lโ€™interiorizzazione nella propria psiche.

Il Simbolo nel momento Sacro รจ ricevuto e codificato in via puramente emotiva interiore, cardiaca o viscerale a seconda della vibrazione del ricevente. Raramente arriva alla sfera intellettuale se non in un secondo momento, anche se lโ€™incipit al contatto con esso, puรฒ essere di tipo razionale. Lโ€™uomo quando entra nel proprio Tempio Sacro, figurato o reale, si predispone emotivamente, si silenzia razionalmente, rallenta il suo tempo, dilatandoloโ€ฆe in stato ricettivo trova il simbolo che gli mostra una particolare forma di energia, di geometria, di vibrazioneโ€ฆ in tale stato percettivo la persona vive uno stato di consapevolezza, piรน intensa e profonda. Entra in contatto con parti del proprio Sรฉ nuove e sconosciute, percepisce nuove sensibilitร  e contatti col mondo.

Ma di nuovo, questi simboli non sono da intendersi in modo materialeโ€ฆnel Sacro i Simboli sono molto piรน sottili. Questo รจ il vero Sacro: ciรฒ che per noi รจ importante in profonditร . E non ciรฒ che lo รจ secondo le convenzioni sociali o di gruppo. Se poi le 2 cose combaciano, e spesso succede, bene, ma non facciamo lโ€™errore di cadere in questa confusione. Quante persone si mentono su questo gradino e perdono il loro Sacroโ€ฆ Eโ€™ solo con questa sinceritร  e chiarezza che possiamo capire quali sono, per noi, i veri Simboli Sacri.

Eโ€™ quando si trova il proprio vero Sacro che esso ci puรฒ mostrare lโ€™importanza sostanziale di come approcciare i nostri momenti piรน importanti della vita. Non รจ quindi il tempio, non รจ la tunica o la cravatta, non รจ lโ€™incenso o la musica angelica che crea il nostro Sacro, se non lo sentiamo interiormente non ci puรฒ essere. Possiamo sforzarci, ma perderemmo solo tempo. Il Sacro non viene con lโ€™imitazione e la cultura. Entriamo invece in sintonia con le nostre percezioni reali del Sacro, ascoltiamole, e tramite esse scopriamo i nostri Simboli Sacriโ€ฆ

I Simboli Sacri sono spesso nascosti, sotto la nostra percezione, ci parlano, eppure non sempre li riconosciamoโ€ฆvanno scoperti con una capacitร  di ascolto sottile e il trovarli รจ un percorso di ascolto sia esterno che interno. Possono essere degli oggetti apparentemente banali, la catenina che ci ha regalato nostra madre da bambini, il regalo di una persona cara persa, un oggetto sul tavolo con cui giocherelliamo sempre mentre prendiamo le decisioni piรน importanti, oggetti che ci aiutano e ai quali ci colleghiamo nei momenti topici. Possono essere delle musiche o delle immagini o altre percezioni sensibili che ci pongono in stati di consapevolezza particolare, spesso per collegamenti con situazioni passate fortemente emotive.

Molti sentono come Simboli Sacri dei luoghi particolari, un Tempio, ma anche un bosco, una spiaggia, molti le altezze delle montagne o la profonditร  del cielo stellatoโ€ฆรจ possibile anche avere un luogo Sacro dove ci rifugiamo nel nostro immaginario, prima di addormentarci o appena svegli, creare in questo luogo il nostro tempio interiore e esso col passare del tempo acquisirร  il carattere Sacro. Infine possono essere Simboli Sacri anche persone o animali o piante. Tante persone si ispirano a modelli di Maestri, Guru, altri si focalizzano sulle proprietร  archetipali che incarnano gli animali e ne fanno un Simbolo Sacro, o ugualmente con le piante, tipo la Rosa per i RosaCroce, o il Loto per i Buddisti.

Ogni persona e ogni gruppo ha il proprio Sacro, soggettivo e unico. Ma perchรฉ questo concetto, che ognuno deve ritrovare il proprio Simbolo Sacro personale, risulta spesso nuovo o addirittura difficilmente accettabile? Ci insegnano che i Simboli Sacri, proprio perchรฉ Sacri, devono esserci datiโ€ฆsono quindi quelli che ci sono stati insegnati, codificati mostrati, e pronti ad essere utilizzatiโ€ฆcome รจ possibile questa cosa quindi?

La nostra cultura, soprattutto occidentale, nel corso dei secoli, ha fatto 2 cose che ci ha allontanato dai nostri Simboli personali e, coscienti di ciรฒ, per rimanere comunque tranquilli nel nostro Sacro, ci siamo noi stessi dati dei simboli convenzionali per riempire questo vuoto di sacralitร . Questo รจ anche il motivo per cui molte persone oggi sono prettamente materialiste.

Vediamo questi 2 aspetti:

1. Una certa visione del divino tale per cui la persona necessita di strutture intermedie tra lโ€™uomo e il Sacro. Questo ci ha portato a pensare che il Sacro si trovasse solo nei Templi fisici e che questi fossero necessari. Per quanto sia sicuramente vero che il Tempio abbia una funzione catalizzante e utile, รจ importante che lโ€™uomo si reimpossessi del proprio Sacro interiore fin nelle radici e viva il tempio esterno, con tutti i simboli ivi inclusi, come un sostegno e un supporto e non una necessitร  imprescindibile e quindi un limite.

2. La visione illuminista-razionale ha allontanato lโ€™uomo dalla propria naturale sfera magica e lunare, relegando il potere del simbolo in funzioni e luoghi ben definiti, controllandolo. La riappropriazione del simbolo da parte dellโ€™uomo e, soprattutto, dellโ€™uomo da parte del simbolo, va di pari passo col momento Sacro, ed รจ esercizio difficile in una societร  che delimita, circoscrive e definisce nello spazio e nel tempo non solo i momenti profani, ma soprattutto il momento Sacro in modo netto e codificato ed essenzialmente vero solo se vissuto a livello di gruppo. Ma questo passaggio uccide il vero Sacro e lo rende bugia.Eโ€™ partendo dalla comprensione di questi concetti che ci si puรฒ riappropriare dei propri Simboli e del potere che essi ci daranno.Questo รจ un percorso Lunare che non รจ in antitesi col momento Solare, ma lo bilancia e bilanciandolo, lo rinforza ed equilibra.

Attenzione con questo non si vuole sminuire i classici Simboli ritenuti Sacri, dato che sicuramente a livello di gruppo hanno una valenza fondamentale e spesso lo sono anche a livello personale, ma รจ necessario che ognuno riconosca la corretta valenza di ogni singolo simbolo nel proprio mondo e non si accontenti di โ€œun cibo preconfezionatoโ€, dato che la vibrazione per simpatia tra un Simbolo e una persona non sottostร  mai a semplici leggi logiche nรฉ tantomeno puรฒ essere forzato esternamente. O peggio ancora, si deve evitare di forzare un simbolo nel nostro esperire solo perchรฉ nel nostro gruppo esso รจ ritenuto sacro.

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Dobbiamo infine trattare il secondo punto del binomio Simbolo e Sacro e riguarda lโ€™esperienza di un Simbolo in un contesto Sacro predisposto. Nei paragrafi precedenti abbiamo infatti necessariamente privilegiato lโ€™esperienza diretta personale del Simbolo Sacro su quella di Gruppo, in particolare su quella delle istituzioni Sacre in ogni loro forma. Ma questo รจ dettato prevalentemente da una necessitร  contingente, derivante da come il Simbolo sia percepito nella societร  moderna da parte delle persone; infatti molte, non riuscendo a riappropriarsi innanzitutto dei loro Simboli personali e fondamentali, uccidono il Simbolo nella loro gnosi e si precludono lโ€™accesso a questo linguaggio ampio e potente.

รˆ tuttavia vero che diverse realtร  filosofiche-mistiche perpetuano e vivono il rito del Simbolo, spesso con modalitร  anche simili. Queste modalitร  diventano quindi mezzo (nella forma passiva) e strumento (in quella attiva) catalizzante per gli Adepti che intraprendono tale percorso. Vi sono infatti luoghi, ancora oggi, dove la pratica รจ viva e si officia il Simbolo con modalitร  Sacre. Alcuni affermano il contrario, probabilmente non sono stati fortunati o non sono ancora pronti, dato che lโ€™esperienza della bellezza di un quadro dipende in parte dal pittore ma in gran parte dalla sensibilitร  artistica dellโ€™osservatore stesso.

Bisogna innanzitutto premettere che spesso molte correnti filosofiche e religiose si rinnovano nelle forme esteriori e a volte persino nelle loro ontologie portanti (โ€ฆ) e questo รจ sempre fonte di grandi discussioni interne. Ma a ben notare non toccano mai, invariabilmente, i loro Simboli Sacri: perchรฉ le forme vettoriali simboliche, che sono la chiave di accesso alle loro stanze piรน intime, devono per forza rimanere invariate. รˆโ€™ la legge del Simbolo.

Cambiare il simbolo significherebbe accedere a stanze diverse, esperienze diverse e il corpo sottile si indebolirebbe inevitabilmente. Nel Sacro si possono cambiare le forme esteriori, le ritualitร , modificare le strutture filosofiche, aggiornare il percorso cognitivo e il linguaggio, ma cambiare i simboli portanti significa rivolgersi ad unโ€™energia diversa. Persino nel mondo profano, si ha percezione dellโ€™importanza di questa cosa, quando si ha a che vedere con i loghi (nome profano di una forma simbolica) delle aziende stesse: difficilmente si cambia logo a cuor leggeroโ€ฆpersino nel profano. E questo รจ dovuto al rapporto tra il simbolo e le energie sottili che sottende, come giร  spiegato nella seconda parte di questo percorso, dove abbiamo visto i Simboli come linguaggio della Geometria Sacra.

Ecco che capire lโ€™importanza del Simbolo Sacro condiviso da un gruppo di persone, durante un rito in un tempio, diviene il primo passo per entrare in questa dimensione. Il rito ha una funzione pratica ben precisa nel mondo del Sacro. Nel rito i movimenti, la gestualitร , il parlare o essere silenti, รจ preordinato nei minimi dettagli. Nulla รจ lasciato al caso. Questo armonizza il gruppo e silenzia il mentale a partire dal suo lato egoico. La scimmia รจ momentaneamente imbavagliata. In tale situazione, se i partecipanti hanno la giusta predisposizione e presenza, e gli officianti sono cardiaci e sinceramente intenzionati, la vibrazione del tempio sale e il Simbolo che viene mostrato, acquista una vita propria che impressiona in modo profondo chi ne fa esperienza.

Il Simbolo in questi contesti รจ sempre scelto con estrema attenzione e viene veicolato dopo la giusta preparazione, affinchรฉ la ricezione dello stesso avvenga quando lโ€™Adepto sia nel suo momento ricettivo piรน intenso. In genere in tali momenti il Simbolo Sacro viene preceduto da una serie di dichiarazioni che ne presentano la forza, le caratteristiche e la valenza, sia in modo esplicito che a volte in modo allegorico. Si spiega anche perchรฉ si ha accesso a tale Simbolo e che utilizzo farne. Il Rito tratta tutti questi aspetti con profonda attenzione, esso รจ una rappresentazione tragica nel senso funzionale emotivo del termine, affinchรฉ lโ€™adepto sia aperto emotivamente, interrompa la sfera razionale e abbia unโ€™impressione psichica ed emotiva intensa del Simbolo. Questo permette di stabilire una connessione viva tra la persona e il simbolo duraturo nel tempo.

In alcuni riti, la visione del Simbolo รจ il momento apicale del rito e spesso dopo tale momento il rito diventa piรน sopito per permettere al Simbolo di decantare in profonditร  senza essere contaminato. รˆ utile ricordare che tali momenti dovrebbero essere seguiti da un periodo preferibilmente di solitudine fino al successivo sonno e che il miglior modo per prepararsi sia con digiuno. Questi riti devono inoltre essere vissuti con il dovuto spazio temporale tra di loro affinchรฉ lโ€™elaborazione del Simbolo ricevuto sia sufficientemente sedimentato e definito.

Spesso alcuni ricercatori tralasciano questo ultimo aspetto, probabilmente per una non totale comprensione della valenza temporale di un percorso cosรฌ delicato che non puรฒ estraniarsi dai ritmi della natura. Questo porta a 2 effetti negativi nel rapporto coi Simboli: una potenziale profanazione del potere del Simbolo in sรฉ e una difficoltร  nellโ€™assimilazione dei diversi Simboli in tutti i loro aspetti piรน sottili e sfuggenti. Il ritmo e il senso del tempo, nello studio della via Simbolica, sono fondamentali: si puรฒ rallentare se necessario o conveniente, ma non si deve mai accelerare. Questa parte del trattato sui Simboli, per chi non avvezzo alla sfera del Sacro e al suo linguaggio precipuo puรฒ forse sembrare spiazzante o di difficile comprensione.

Del resto trattare i Simboli senza uno sguardo sul loro aspetto Sacro sarebbe non solo riduttivo, ma altamente improprio in quanto รจ proprio nella sfera del Sacro che i Simboli trovano una delle loro maggiori espressioni e funzionalitร  soprattutto nella loro valenza attiva.

4 ๐‘บ๐’Š๐’Ž๐’ƒ๐’๐’๐’, ๐‘ด๐’Š๐’•๐’ ๐’† ๐‘ญ๐’‚๐’—๐’๐’๐’‚

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Il simbolo รจ una sintesi di diverse forze fondamentali dellโ€™universo. Interessante notare come Sintesi in senso etimologico รจ molto simile a Simbolo: entrambe le parole hanno la radice Syn โ€œconโ€ ma mentre nel Simbolo รจ congiunto al verbo mettere, quindi con una valenza interiorizzante, nella Sintesi รจ congiunto con Tesi che รจ un posizionare, un porre, quindi un movimento esterno. Il Simbolo unisce internamente, la Sintesi unisce con un processo esteriorizzante.

Eโ€™ importante quindi capire la relazione tra queste 2 parole nel percorso del Simbolo, dato che esso come abbiamo detto, รจ una sintesi di alcune forze dellโ€™universo.

Cerchiamo di essere piรน espliciti.

Il Simbolo si sviluppa attraverso un segno, quasi sempre un segno geometrico, anzi per semplicitร  soffermiamoci essenzialmente su questa tipologia, dato che tutti gli altri simboli, astratti, operativi, convenzionali etc, sono in senso ontologico meno determinanti rispetto a quello geometrico.

Questo segno, essendo formalmente definito, รจ posto sotto lโ€™influenza della geometria, ed essendo la geometria una forma determinante nelle forme dellโ€™universo, ecco che il simbolo, nel suo segno, ci parla delle caratteristiche che sottintende nelle sue geometrie.

Bisogna parlare della Geometria Sacra per entrare in questo aspetto potente del simbolo.

La Geometria Sacra รจ sempre stata studiata sin dallโ€™antichitร , in occidente ad esempio nelle scuole Iniziatiche Egizie, nella scuola Pitagorica e nellโ€™Accademia Platonica solo per citare le piรน antiche e famose.

Cosa รจ la Geometria Sacra

Senza entrare in dettagli che esulano dallo studio del simbolo, la Geometria Sacra รจ lo studio di come le forze costituenti lโ€™universo modellino la forma materiale e lโ€™energia vitale al fine di perpetuare nel mondo materiale sia la vita stessa sia lโ€™energia intelligente nella forma piรน adatta possibile.

Per fare qualche esempio chiarificatore praticamente tutte le forme provenienti dalla natura, i fiori, i cristalli, i lampi, lโ€™acqua, le onde elettromagnetiche e i sistemi solari, solo per citare alcuni, sono tutti dotati di forme e caratteristiche geometriche che ne codificano, lโ€™origine, la funzione, lโ€™archetipo dominante e la qualitร .

La Geometria Sacra รจ il linguaggio sacro dellโ€™energia che penetra nella forma in questo universo.

In essa vi รจ la regola mostrata in modo chiaro, codificato e logico, tanto quanto una scienza come la fisica e la chimica.

I famosi Solidi Platonici sono una parte di questo studio.

Vediamo alcune regole base della Geometria Sacra:

  1. La linea retta rappresenta il maschile
  2. La linea curva rappresenta il femminile
  3. Il frattale rappresenta lโ€™ottava e la crescita della forma
  4. Il rapporto aureo rappresenta il rapporto di sviluppo allโ€™interno dellโ€™essere stesso
  5. La circonferenza rappresenta lโ€™universo
  6. Il quadrato rappresenta il materiale e la terra
  7. I 5 solidi platonici rappresentano i 5 elementi
  8. La linea verticale rappresenta un passaggio dal materiale allo spirituale ( o viceversa)
  9. La linea orizzontale un percorso di vita o di conoscenza
  10. Un segno sovrastante รจ dominante
  11. Un segno a destra รจ maschile rispetto a quello a sinistra
  12. Un triangolo รจ una risultante tra 2 forze di polaritร  opposta. Se con la punta in su il processo รจ spiritualizzante, con punta in giรน materializzante.

Si potrebbe continuare, ma oltre a non avere il tempo e lo spazio per trattare nel dettaglio tutte queste caratteristiche, non ritengo sia lo scopo del seguente studio.

Coloro che fanno uso dei simboli, e in particolare i creatori dei simboli sacri, magici, operativi, sono tutti persone dotte nella Geometria Sacra.

Per questo la Geometria Sacra era una parte importante degli studi misterici antichi ed era considerata esoterica, cioรจ da insegnarsi solo agli Iniziati.

Lโ€™Universo, con le sue leggi di creazione-mantenimento-distruzione, nella sua sfera materiale-energetica, รจ soggetto alle regole della Geometria Sacra, e il simbolo, come forma geometrica, รจ un ponte di contatto con tali forze generatrici.

Ecco che il simbolo รจ un linguaggio che ci permette non solo quindi di comunicare con tali forze ma anche di accedervi nella loro sfera operativa pratica.

Vediamo un esempio pratico, forse uno dei piรน interessanti in ambito sapienziale: il triangolo alchemico:

Ecco che in questo caso abbiamo un triangolo dove alla base abbiamo lo Zolfo a destra, il Mercurio a sinistra e al vertice, come risultato dei 2, il Sale.

Esaminiamo i simboli.

Lo Zolfo

simbolo maschile e di Fuoco, ed infatti ecco che il simbolo รจ fatto di linee rette (maschili) e col fuoco ( il triangolo col vertice in alto, simbolo alchemico del fuoco) sovrastante sul simbolo terrestre, la croce.

La lettura del simbolo รจ ora svelata: un fuoco, di caratteristiche maschile si condensa, sul materiale terrestre. Lo Zolfo rappresenta lโ€™anima di polaritร  positiva (e non lo spirito come molti pensano che รจ di polaritร  femminile) che viene dal Sole, simbolo sidereo del Fuoco del maschile. Tutto torna e tutto รจ chiaro.

Il Mercurio

simbolo femminile e di acqua. Ecco infatti che in esso troviamo tutte linee curve sovrastanti, con un semicerchio superiore aperto e ricevente, verso lโ€™alto, per riceve il seme del fuoco, lo Zolfo che proviene dal cielo. Il Mercurio รจ infatti un simbolo piรน terreno e materiale del fuoco dello Zolfo e ne riceve quindi il seme posizionandosi piรน in basso. Il secondo simbolo, sempre curvo, รจ un cerchio afferente ad un ventre materno in gestazione, un utero in grado di elaborare il seme e concretizzarlo in qualcosa di nuovo. Ma il cerchio rappresenta anche lโ€™universo, cioรจ il campo materiale di azione dove le energie lavorano. Come sempre, il simbolo sottostante della terra, a significare che il tutto รจ da leggersi in chiave terrestre, e che quindi la gestazione, darร  un frutto sul piano materiale. Il Mercurio, alchemicamente rappresenta lo Spirito di polaritร  femminile.

Ed infine il Sale

che rappresenta il figlio. Lโ€™unione dello Zolfo con il Mercurio. Ecco che nel figlio la Terra entra nel corpo del simbolo, non รจ piรน sottostante ed รจ circondata dal cerchio, il simbolo del Sole. In questโ€™ottica la Terra e il Sole sono nella loro simbiosi piรน semplice ad armonica. Ma vediamo lo stesso simbolo da una prospettiva simbolica differente. Troviamo nel Sale il maschile nella sua forma piรน semplice e potente, la croce, le 2 linee rette, 1 orizzontale e 1 verticale indice che il figlio รจ perfetto e bilanciato, cioรจ sviluppato sia sulla linea spirituale che su quella intellettuale.

E, parimenti, troviamo il femminile nella sua forma piรน semplice e potente, la sfera universale, simbolo che il figlio รจ anche femminile, perfetto e bilanciato. Ecco nel suo simbolo il figlio ci dice che oltre ad essere androgino รจ anche la sintesi piรน potente e perfetta dei suoi 2 genitori, Il Sole e la Terra. Il Sale alchemicamente afferisce al corpo di polaritร  neutra.

Ecco un esempio in questa triade della genesi perfetta e archetipale, raccontata nel simbolo. In esso con 3 sole forme semplici geometriche il racconto trova la sua storia, completa e raffigurata al di lร  del tempo dello spazio e del linguaggio, facilmente trasmissibile, memorizzabile ed anche nascosta a coloro che non possono vedere.

Tramite questa comprensione di genesi simbolica si vede come il Simbolo sia un vettore perfetto della Geometria Sacra e come la Geometria Sacra sia il linguaggio decodificatore delle caratteristiche fondanti il simbolo.

Si puรฒ arrivare a dire che Simbolo e Geometria Sacra si fondono perfettamente nel segno quando lโ€™artefice รจ un iniziato in tale arte.

Questo linguaggio, non decifrabile esternamente ad una cerchia di Iniziati, รจ muto e intelligibile, e rimane inalterato nel tempo giungendo a noi integro e forte come nel primo giorno di questo Universo.

Una anell0 tra Mondi

Con questo linguaggio lโ€™uomo entra in contatto con le forze generatrici dellโ€™Universo e attraverso il diverso tipo di Geometria che attiva, trae in movimento lโ€™energia che gli serve, e la asserve alla sua volontร  e ne coglie infine i frutti. Ovviamente il solo scrivere un segno o leggerlo non รจ sufficiente per attivare queste forze.

Per funzionare, tra le altre cose, il percorso simbolico, nel momento attivo di creazione e in quello passivo di ricezione, deve essere vissuto in uno stato interiore particolare, soprattutto in quanto a ricettivitร  e purezza.

Perchรฉ รจ solo tenendo in considerazione che il Simbolo รจ una chiave di accesso, ma non รจ lโ€™intera porta, che si riesce a penetrare nella stanza voluta.

E questo significa avvicinarsi al simbolo appunto con la giusta preparazione.

Questo rapporto tra Geometria Sacra โ€“ Simbolo โ€“ Uomo puรฒ determinare infatti una triade che dร  luogo ad un insieme di potenzialitร  praticamente infinite.

Diversi uomini pur conoscendo tutto quanto detto fino ad ora, si avvicinano al Simbolo con unโ€™intelligenza prevalentemente razionaleโ€ฆ questioni culturali e di preparazione filosoficaโ€ฆ e questo interferisce inevitabilmente nel rapporto con lโ€™energia che attiva le forze contenute nello stesso.

Il rapporto col Simbolo รจ sempre un rapporto intimo, silente, meditativo, interiore.  Lโ€™approccio razionale lascia chiuso il Simbolo e inaccessibile il suo contenuto. Di questo ne abbiamo giร  parlato.

Lโ€™energia viene attivata da una particolare sfera della realtร , e la comunicazione tramite la Geometria Sacra non fa eccezione da questo punto di vista.

Ecco che il Simbolo รจ accessibile solo con la necessaria preparazione interiore e il necessario percorso preparatore che dura anni di lavoro esteriore prima e interiore seguentemente.

Ma vediamo un altro aspetto della Geometria Sacra. Dato che tale forma di linguaggio รจ comune a tutto il creato, tramite tali regole, ecco che il Simbolo ci permette di entrare in contatto con tutti i punti dellโ€™Universo. Supponiamo ad esempio che vi siano diverse sfere dimensionali. Tuttavia ogni sfera dimensionale sottostร  alle stesse regole della Geometria Sacra che modella ogni cosa. Saper utilizzare i simboli ci permette quindi di creare dei ponti tra le varie sfere e mettere in accesso le energie di una vibrazione con quelle di unโ€™altra quando normalmente per la lontananza vibrazionale, le 2 sfere dimensionali non potrebbero sovrapporsi. Il Simbolo per riflessione avvicina-richiama alcune energie simili tra le 2 dimensioni e permette quindi questo salto vibrazionale che in condizioni normale non potrebbe avvenire.

Questo utilizzo del simbolo, come ponte tra diverse sfere dimensionali, รจ possibile proprio grazie alla caratteristica della Geometria Sacra e al suo potere creatore indistinto in tutte le vibrazioni del creato.

Il viaggio nel Simbolo continua nelle sue diverse prospettiveโ€ฆ

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Il linguaggio si esprime attraverso infinite modalitร .

Fra le possibili strade, il simbolo รจ uno di quelli che ha sempre affascinato, probabilmente per la sua capacitร  di parlare contemporaneamente su diversi livelli e per la sua predisposizione allโ€™analogia, un metodo particolare per raggiungere la conoscenza.

Simbolo, etimologicamente significa mettere insieme, symballo.

Cosa mette insieme il simbolo?

Il simbolo accomuna, avvicina, traccia un percorso tra un segno geometrico esterno, il significante, e un contenuto concettuale interno, il significato; ma lo fa in modo diverso rispetto alla parola, che utilizza un metodo chiaro, razionale e ben regolato.

Nel simbolo, significato e significante giocano un rapporto amoroso dinamico e destrutturato, dove spesso non si capisce chi sia il padrone e chi il servitore.

Analizziamo innanzitutto il potere e la valenza del simbolo per lโ€™uomo.

Una delle caratteristiche principali dellโ€™uomo รจ la sua capacitร  di astrazione.

Questa capacitร  di strutturare ragionamenti per astrazione, in particolar modo complessi, determina una grande potenzialitร  creatrice nel percorso del sapere.

E il simbolo, nelle astrazioni, รจ strumento intellettivo attivo-attivante.

Focalizziamoci ad esempio, per vedere meglio la sua funzione nel processo cognitivo, sui concetti matematico-numerici.

In tale ambito il percorso, dalla matematica semplice alla complessa, รจ sicuramente molto articolato e durante il percorso si fa uso imprescindibile del simboloโ€ฆ cifre, operazioni, lettere greche e tanto altroโ€ฆ

Tramite tutta questa gamma di simboli, non solo si concettualizza in modo sempre piรน profondo il mondo matematico, ma usando i simboli come base di astrazione, si ottengono nuovi concetti, sempre piรน complessi. Il simbolo รจ il mezzo principale in questa scalata verso lโ€™alto.

E questo sia sulle proprietร  quantitative (la matematica come disciplina stessa) che qualitative (le caratteristiche dei numeri in senso ontologico, come vengono ad esempio studiati nella Tetraktys di Pitagora). Tanto piรน i concetti sono complessi, tanto piรน numerosi sono i simboli e le loro valenze.

Sarebbe stato praticamente impossibile arrivare ai risultati tecnico-scientifici di oggi senza lโ€™utilizzo dei simboli.

La struttura cognitiva del simbolo

Vediamo il primo simbolo in matematica e, tramite esso, cerchiamo di capirne il momento cognitivo.

Quando scriviamo 1, nella sua forma geometrica, ossia il segno โ€œ1โ€, esso ci veicola lโ€™idea dellโ€™unitร  che si vivifica in noi. โ€1โ€ cioรจ il segno รจ la prima esperienza percettiva che poi, solo in un secondo momento, tramite il nostro percorso associativo, ci porterร  al concetto astratto dellโ€™unitร .

Ecco che troviamo 3 momenti chiave nella simbologia:

    1) La percezione del segno simbolico tramite i sensi

    2) Il percorso di elaborazione interno

    3) Il concetto risultante finale

Ora in questi 3 momenti, il simbolo ci parla e ci mostra diverse cose, e ad ognuno mostra spesso cose diverse.

  1. La percezione del segno

Innanzitutto vi รจ la percezione del simbolo parte dai sensi (vista โ€“ udito – tatto etc..), e questo dร  le stesse informazioni ad ogni uomo. Il segno risulta e viene letto in modo uguale da chiunque. 

Il simbolo ha quindi un momento oggettivo per tutti in modo indistinto, dal punto di vista percettivo. E questo รจ fondamentale per creare una base di linguaggio comune. Il simbolo รจ uguale e paritarioโ€ฆal re e al mendicante si mostra nella stessa forma.

Questa รจ una premessa fondamentale per costituire un linguaggio universale ad ogni uomo, nel tempo e nello spazio. E pochi linguaggi hanno questo potere quanto il simbolo. Sicuramente ne รจ sprovvista la parola.

Questo ha determinato un utilizzo del simbolo per comunicare messaggi importanti, nello spazio e nel tempo sin dai tempi piรน remoti. Ecco che il primo punto del percorso cognitivo ha giร  in sรฉ una valenza fondamentale nella comprensione della forza del simbolo.

  • Il percorso interpretativo

Col secondo momento, lโ€™elaborazione interiore del simbolo, entriamo nel campo soggettivo e ogni coscienza codifica ed effettua un percorso interiore particolare, frutto del lavoro passato e delle idee principali che costituiscono la sua forma mentis.

Per ognuno il simbolo รจ fonte di risposte differenti.

Ed รจ nei simboli fondamentali, quelli base, come i numeri o le lettere, che la coppia significante-significato รจ piรน aperta, piรน rarefatta, e tale gioco crea molteplici percorsi.

Ed รจ qui presente molta dellโ€™arte creativa del simbolismo.

Questa รจ unโ€™altra forza del simbolo: esso sottende ad un ventaglio di possibilitร  cosรฌ vasto, che lโ€™interpretazione รจ opera puramente personale e quasi incomunicabile a livello razionale tra i vari sperimentatori.

Esso ci porta dallโ€™ontico (contenitore, forma esteriore, apparenza) allโ€™ontologico (contenuto, significato, conoscenza), ma in chiave soggettiva, unica.

La croce, il Tao, o lโ€™โˆž o lโ€™occhio di Horus; a seconda delle persone, latitudini e periodi storici, troviamo significati molteplici, a volte in contraddizione tra loro, eppure tutti coerenti e sostenibili.

Il simbolo รจ quindi, ad unโ€™analisi profonda, un viaggio dentro noi stessi, e in tale viaggio, lโ€™importante non รจ tanto la decodifica finale, ma il processo associativo interiore.

Poichรฉ il simbolo ci parla 2 volte: allโ€™atto pratico ci indica un messaggio nascosto in esso, e questo ha un aspetto operativo; ma nel percorso stesso, esso si fa catalizzatore, per aiutarci a sviluppare in noi associazioni che ci parlano, a loro volta, di ciรฒ che noi siamo come esseri e di dove ci stiamo dirigendo; e questo รจ lโ€™aspetto speculativo-introspettivo.

Il simbolo quindi apre colui che lo sperimenta, lo pone in azione e lo stimola su tutti i livelli, anche quelli inconsci.

Repulsioni e attrazioni verso alcuni simboli o figure geometriche, non si spiegano se non sotto lโ€™ottica del movimento che il simbolo stimola nel nostro essere.

รˆ anche per questo che lโ€™inconscio ci parla, nel sogno, tramite i simboli.

Lโ€™inconscio รจ arazionale per definizione, e per comunicarci, disdegna la parola, chiusa ontologicamente; ricorre invece al linguaggio simbolico, linguaggio piรน aperto e adatto, nelle sue forme sfuocate, a veicolare significati eterogenei e profondi.

รˆ proprio qui, nellโ€™inconscio, che questo secondo momento trova il suo terreno piรน fertile.

Perchรฉ nel sogno, se siamo pronti a guardarci interiormente, in modo neutro, possiamo cogliere il percorso che avviene nella nostra mente e come essa vesta i concetti di simboli particolari; lโ€™aspetto interessante del sogno รจ il che concetto viene rivestito di un simbolo ben particolare: in funzione esattamente di come noi ragioniamo e vediamo il vissuto.

Ecco che interpretare i sogni ha non solo la valenza di dirci cosa รจ contenuto nel nostro inconscio, ma anche di mostrarci come noi viviamo-strutturiamo sia il mondo esterno sia il nostro io interiore.

Il simbolo, come significante, รจ anche un vestito protettivo per i significati.

Nella persona, se non รจ ancora il momento giusto per il lavoro di decodifica simbolica, in particolar modo nei sogni o nelle visioni, il messaggio ricoperto dal simbolo, in quanto vestito protettivo, rimane comunque integro, vivo e attivo, e pur restando velato a livello conscio, lavora dentro, sottoterra, portandolo comunque nel nostro cammino; il messaggio inconscio-simbolico diviene parlante e ci porta allโ€™azione.

I simboli, tutti, non solo quelli del sogno, vanno vissuti quindi interiormente, nel tempo e nel corpo. In silenzio e con calma.

Digeriti.

Non devono essere scoperti, svelati, bruciati…per generare devono stare nellโ€™umido della terra, come una radice; solo cosรฌ possono generare continuamente infinite potenzialitร .

Proprio per questo i simboli non vanno mai cristallizzati…razionalizzarli รจ ucciderli.

Non si deve mai cadere in questa facile tentazione.

  1. Il concetto finale

Il terzo momento del percorso simbolico รจ infine il concetto risultante che appare alla nostra coscienza. Esso รจ la risultante tra lo stimolo soggettivo e il percorso interno, ed รจ la nostra relazione cosciente col simbolo. Esso ci dice come noi ci poniamo rispetto ad esso e il rapporto che abbiamo con tutta la sfera che sottende.

Questo risultato puรฒ essere razionale, emotivo, animico, estetico, mnemonico, puรฒ essere una miscela di tutti questi percorsi. Qualunque esso sia, il concetto รจ una voce che ci dร  una conoscenza diretta, passando da forma a concetto spesso senza utilizzo di sovrastrutture logiche.

E in questo ultimo passaggio il concetto viene protetto e adattato al fruitore in modo da renderlo utilizzabile e attuale al mondo del ricevente. Anche in questo, il simbolo ha una forza intrinseca unica che pochi altri linguaggi mostrano.

Da questo punto di vista il simbolo possiede unโ€™intelligenza interiore che nessun manipolatore potrร  mai scalfire. Il contenuto dentro il Simbolo รจ difeso, nascosto e inattaccabile. Ed รจ utilizzabile solo da colui che possiede la chiave corretta per aprirlo ed attivarlo. Per gli altri resterร  semplice rumore di fondo, a volte persino muto, ma senza comunque mai arrecare alcun danno a coloro che non saranno pronti ad utilizzarlo.

Nel simbolo il messaggio viaggerร  intatto e puro nel tempo, nello spazio e tra lโ€™umanitร  in piena sicurezza, senza deturpazioni e quando sarร  il momento esso mostrerร  il suo frutto con la giusta forza indipendentemente che sia passato un sol giorno o infinite ere.

Del simbolo vi sono molti altri affascinanti aspetti da affrontare, come quando si ascoltano i 13 Preludi per Piano di Rachmaninoffโ€ฆognuno รจ interessante in sรฉโ€ฆma solo tutti insieme danno lโ€™opera completa.

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