Leggere, ascoltare, chiedersi. Filosofia, mistica, musica, pittura...nello scorrere lento della notte.

Categoria: Musica

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Seconda Parte

โ€œ๐ถ๐‘–๐‘œฬ€ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘’ฬ€ ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘’ ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘’ ๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œโ€ ๐ฝ๐‘œโ„Ž๐‘› ๐พ๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘ 

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Desidero fare un secondo capitolo sullโ€™Arte per approfondire degli aspetti che possono aiutare nella esperienza e comprensione della stessa. Le forme dโ€™arte sono linguaggi particolari e unici, essenzialmente diverse tra loro eppure tutte, indistintamente, ci parlano di unโ€™unica immensa storia umana e divina, la storia del mistero, della bellezza, del sacro, ossia di tutta quella sfera che conduce lโ€™anima verso le sfere alte e affranca lโ€™uomo dalle miserie delle contingenze materiali portandolo in volo sopra le โ€œnuvole terreneโ€.

Soffermiamoci soprattutto sulle forme piรน classiche, ossia scultura, pittura, musica, prosa e poetica, per quanto altre forme, in particolare architettura, danza, cinema, cucina e altre sarebbero interessanti da approfondire. Vi sono diverse coordinate da analizzare tra cui lo spazio, il tempo, il simbolico, il potere immaginifico e interpretativo, la valenza attivanteโ€ฆ ognuna di queste dimensioni ci svela caratteristiche del linguaggio artistico e ci permette di armonizzarci in modo piรน consapevole con lโ€™opera stessa.

Ora cominciamo questo viaggio.

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Partiamo dalla scultura. La scultura รจ un linguaggio puramente spaziale, essa si sviluppa nella dimensione e profonditร  โ€œcorporaleโ€ senza variare nel tempo. Non solo la temporalitร  รจ assente, ma inoltre, per la sua fruizione non necessitiamo di un esecutore, similmente alla pittura e differentemente dalla musica. La sua esperienza รจ quindi quella piรน diretta di tutte e coinvolge essenzialmente la percezione visiva, includendo la tattile se ci si puรฒ avvicinare lโ€™opera. Ha quindi una connotazione molto immediata come lo รจ la sensibilitร  visiva, ed รจ molto metafisica in quanto non fluisce, non si sviluppa nel tempo. Infatti i temi trattati con la scultura sono spesso afferenti a sfere metafisiche potenti e profonde: bellezza, armonia, potenza, forza, mitologia, ricordo, celebrazione.

La scultura pur avendo a volte una velata connotazione simbolica, รจ essenzialmente diretta e tende a rappresentare una realtร  da fruire per ciรฒ che รจ, come nel mondo reale; la decodifica simbolica, se presente, รจ quasi tutta nellโ€™osservatore e nel suo substrato personale consio o inconscio. Essendo cosรฌ diretta, la scultura รจ fruibile a tutti e anche fermandosi al solo livello puramente spaziale, ci parla senza bisogno di una preparazione antecedente molto articolata per โ€œsentireโ€ il suo linguaggio: i simboli, se presenti arrivano direttamente allโ€™inconscio senza passare dalla sfera razionale.

Vi saranno poi persone che sapranno cogliere i diversi livelli se presenti, ma essa tramite la sola via sensibile รจ giร  fruibile al puro livello percettivo materiale.

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Con la pittura entriamo su un livello piรน simbolico e complesso. La pittura รจ un linguaggio piรน soggettivo, prospettico, articolato, non รจ spaziale ma ci parla di spazi, e questo coinvolge la sfera rielaborativo-immaginifica in modo piรน profondo rispetto alla scultura. Il fatto che la pittura, o in genere la rappresentazione bidimensionale abbia da sempre avuto una presenza forte nellโ€™uomo come forma di linguaggio ci parla della sua versatilitร , potenza e facilitร  di comunicazione su molti livelli.

Se nella scultura il mondo tende a essere riprodotto in modo armonico e puro, nella pittura esso viene rielaborato secondo visioni molto piรน soggettive, personali ponendo il ponte fra artista e spettatore in una dimensione piรน fluida e allungata. La rappresentazione diviene piรน simbolica, e il potere immaginifico passa attraverso questo ponte ricondensandosi sotto forme diverse nel fruitore.

Il grande potere magnetico della pittura risiede anche in un duplice aspetto che la rende una delle forme dโ€™arte piรน utilizzate: la bidimensionalitร  che rappresenta uno spazio tridimensionale o comunque profondo, sia esso semplicemente rappresentativo che puramente simbolico-immaginifico. La prima parte di questo aspetto รจ la sua facilitร  di fruizione. Essendo su di un piano bidimensionale, la pittura non richiede molto spazio e puรฒ quindi sia essere trasportata che rappresentata-fruita in modo molto semplice e veloce.

Tecnologicamente lโ€™uomo ha sviluppato la capacitร  di riprodurre il piano a 2 dimensioni in diverse forme mantenendo inalterate sia i tratti che le sfumature cromatiche e questo ha reso la pittura fruibile ad ogni latitudine senza praticamente quasi alcun costo. Eโ€™ un aspetto pratico che spesso non si focalizza ma che ha esercitato una grande diffusione di questa forma dโ€™arte.

La seconda parte di questo duplice aspetto รจ la magia che essa porta con sรฉ dato che pur essendo planare essa ci mostra quasi sempre forme spaziali, anche nel caso della pura simbologia, e questa traslazione rappresentativa necessita sempre di una rielaborazione personale, dato che nella propria sensibilitร  soggettiva si crea sempre una forma profonda, dando un aspetto creativo-attivo al fruitore il quale, anche se solo inconsciamente, รจ ben lieto di mettere in atto tale processo, come partecipando esso stesso alla creazione dellโ€™opera stessa.

Ecco che lo spettatore diviene quindi โ€œartistaโ€ con lโ€™artista stesso, ne vive il percorso ed entra in armonia con esso in modo automatico. Il quadro diviene il ponte ove le โ€œ2 punteโ€ ( artista creatore e artista fruitore) di questa linea si toccano. Come la scultura anche la pittura รจ essenzialmente un linguaggio spaziale, fuori dal tempo.

Eโ€™ la piรน adatta al linguaggio simbolico spaziale per la sua facilitร  di rappresentazione e si presta benissimo a rappresentazioni complesse, articolate, multilivello nelle quali i simboli si trovano a loro agio, essendo figure geometriche che si prestano ad entrare in questo linguaggio diretto atemporale essendo essi stessi atemporali. Ha quindi valenze di comunicazione vaste e articolate che in mano allโ€™artista capace possono portare a risultati sorprendenti.

Puรฒ inoltre inglobare anche parole o concetti razionali ( come la prospettiva, frasi o altri disegni tecnici) ed รจ quindi poliedrica parlando non solo alla sfera intuitiva simbolica ma potenzialmente ed in parallelo anche a quella razionale.

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Ora, sul lato opposto della coordinata spazio tempo troviamo la Musica. La forma artistica sonora, quindi complementare a quella visiva. Se la vista si vivifica nello spazio, lโ€™ascolto si dipana sul piano temporale. E troviamo in essa un linguaggio nuovo e articolato. Nella musica il linguaggio รจ diretto e quindi essenzialmente emozionale, spirituale animico. Eโ€™ un linguaggio che parla a tutto il creato, non solo allโ€™uomo.

Eโ€™ universale. Anche gli animali e le piante beneficiano delle vibrazioni sonore composte in modo armonico e melodioso. Come mai? Probabilmente perchรฉ la vibrazione sonora รจ una vibrazione meccanico-materica e in quanto tale si collega direttamente al mondo fisico e alle sue leggi fondamentali che ne determinano la creazione, sostenibilitร  e distruzione. Tutto il mondo quindi soggiace a questa forma di linguaggio e ne ritrova le tracce e leggi nella musica, come fosse una rappresentazione traslata di queste forze universali e primordiali.

Nella musica, al contrario delle arti visive, il supporto non รจ ne stabile nel tempo ne materico, ci deve essere un esecutore che utilizza uno โ€œstrumentoโ€ che riporta lโ€™arte, da una dimensione metafisica di conservazione atemporale, alla dimensione terrena temporale di fruizione. Ecco che in questa forma artistica abbiamo 2 artisti, prima il Demiurgo, il Compositore, che utilizzando il Nous pensa un Mondo per donarlo allโ€™anima affinchรฉ ne possa vivere secondo le proprie sensibilitร  e declinazioni, poi, in un secondo momento, il Mago-Sacerdote, lโ€™Esecutore, vivifica questa matrice e la rende fruibile sulla dimensione materiale utilizzando la sua tecnica e conoscenza sacra. Ecco perchรฉ la musica ha una valenza molto forte sugli stati emotivi degli esseri viventi.

Se รจ infatti impossibile definirne i contorni razionali e logici, viene invece semplice e naturale afferrarne il contenuto emozionale, proprio come quando per entrare in contatto con la forza della Grande Madre bisogna utilizzare soprattutto il sentimento, lโ€™approccio cardiaco piรน che la ragione e la parola, per essere ascoltati da Essa.

La musica รจ quindi, a differenza della pittura che รจ un linea retta con 2 punte (artista-fruitore), un triangolo (compositore-esecutore-ascoltatore) che rende il tutto molto piรน dinamico e inafferrabile. Questo triangolo ogni volta ha sviluppi leggermente diversi e ogni ascolto non รจ mai uguale al precedente. Eโ€™ una forma dโ€™arte quindi a doppio livello compositivo, artista-esecutore e ciรฒ che esce da questo continuo rimpasto ne vivifica la fruizione e la rende molto vicina al modo di lavorare della Grande Madre che pur utilizzando matrici uguali, ogni volta crea forme ed esseri unici in sรฉ. La sua assenza spaziale e la sua necessitร  temporale la rendono un mezzo unico nelle forme dโ€™arte e senza entrare nei tecnicismi dellโ€™armonia del ritmo e della melodia, attraverso questo viaggio nel tempo, fuori dallo spazio, lโ€™anima compie un volo spesso onirico ma profondo, puramente soggettivo e difficilmente esprimibile a parole.

Non vi รจ decodifica logico-razionale, la sua forza magnetica parla direttamente allo Spirito e allโ€™Anima senza passare dal controllo mentale. La musica puรฒ anchโ€™essa definirsi un linguaggio simbolico? Certamente, anche se in questo caso si utilizzano simboli e chiavi temporali anzichรฉ quelle piรน studiate e conosciute spaziali delle arti figurative. Il simbolo รจ vivo nella musica dato che attraverso queste vibrazioni materiche, lโ€™anima recepisce direttamente un linguaggio che parla dโ€™altro, che porta altrove, che istruisce e mostra allโ€™ascoltatore dimensioni nuove.

Il simbolo, anche qui come nellโ€™arte figurativa, รจ un ponte, un tramite. La musica รจ un linguaggio simbolico a tutti gli effetti, anche se la maggior parte delle persone non ne รจ consapevole. Sicuramente riuscire a guardare alla musica come ad un linguaggio simbolico che si sviluppa sullโ€™asse temporale rispetto allโ€™asse spaziale, ne determina una nuova consapevolezza e comprensione.

Alla fine si puรฒ perfino scoprire che vi sono assonanze e similitudini tra alcuni simboli spaziali e altri temporali, ma questa รจ un altro discorso che richiederebbe un approfondimento e dei tecnicismi che esulano da questo studio.

Prosa e Poesia

Passiamo ora alla prosa e alla poesia.Con queste 2 forme ci troviamo nella fase intermedia tra lโ€™arte figurativa e quella musicale.

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La prosa รจ la forma artistica piรน mentale. Utilizza come supporto la lingua parlata โ€œprofanaโ€ di tutti i giorni. Ciononostante essa viene usata con perizia dallo scrittore per creare stati logici e/o emotivi particolari nel lettore. Essa si svolge su diverse coordinate ed รจ, da un punto di vista del fruitore quella piรน complessa e attivante. Cerchiamo di spiegarci meglio: nella lettura di un racconto, le parole e il discorso sono un substrato che entra nel mondo del lettore, attraverso la sfera razionale della parola, per stimolare in modo diretto la creazione di una scena- situazione sia in senso spaziale che temporale.

Ma non solo, la creazione รจ su tutti i piani…quello uditivo, olfattivo, emozionale, e cosรฌ via. Il lettore รจ quindi, similmente allโ€™esecutore della musica, un rielaborare del substrato utilizzando il proprio potere immaginifico per formare, come un Mago-Sacerdote, nella propria sensibilitร  oggettivitร  il mondo che il Demiurgo gli sta dettando.

Ecco perchรฉ รจ importante e utile che i bambini e gli adolescenti leggano molto, e in particolare racconti di avventura e di fantasia, perchรฉ questo stimola il potere creativo-immaginifico del lettore e il farlo permetterร  loro, da grandi, di avere un tal potere giร  attivato e sviluppato, cosa che gli tornerร  utile nella vita in molte situazioni, non solo artistiche.

Dal punto di vista della coordinata intuitiva-razionale la prosa si colloca sulla sfera razionale poichรฉ utilizza un linguaggio proprio del mondo logico-razionale, la parola. Eโ€™ quindi una forma dโ€™arte particolarmente adatta alle persone molto โ€œterrestriโ€ e che soprattutto in giovane etร  non hanno potuto sviluppare linguaggi piรน direttamente intuitivi. Ciรฒ non toglie che la prosa sia unโ€™arte potente e molto stimolante, ma sicuramente si attiva in sfere piรน logiche-profane e di vita quotidiana.

In questa sfera, la prosa permette al fruitore di creare il proprio spazio e tempo, che in questa forma dโ€™arte perdono di valenza oggettiva, al contrario delle arti figurative e musicali. Persino la fruizione stessa puรฒ essere, confrontandoci con la musica, temporalmente interrotta, ripresa, riletta piรน volte, letta in modo lento o veloce. Spazialmente, confrontandoci invece con le arti figurative, il supporto materico ha una valenza relativa, si possono avere diverse edizioni, ebook o persino audiolibri.

Utilizzando la parola che รจ e rimane essenzialmente un linguaggio simbolico, lo spazio e il tempo divengono non rigorosi e non fondamentali per la fruizione dellโ€™opera che rimane un ponte fuori dal tempo e dallo spazio, ma ben presente sul piano intellettuale.

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Concludiamo infine con la Poesia, probabilmente la forma dโ€™arte piรน complessa ed articolata, poichรฉ contiene elementi particolari delle altre forme rendendola nel suo genere potente e unica, nonchรฉ forse la piรน difficile. La poesia ha elementi che la pongono in una posizione indefinita, allargata, essa รจ descrittiva come la figurativa, รจ discorsiva come la prosa, ma รจ metrica e sonora, ritmica come la musica.

A differenza della prosa usa sempre il linguaggio della parola ma in modo piรน strumentale. Se la prosa usa il linguaggio parlato cosรฌ per come รจ, raramente finalizzandolo ad altro, nella poetica la traslazione delle aree significative e semantiche รจ parte integrante e necessaria dellโ€™opera. Il poeta compie un percorso profondo prendendo uno strumento logico razionale, come il linguaggio parlato per plasmarlo ad arte simbolica, sonora, diretta e intuitiva. Oltre a questo un bravo poeta deve saper usare sapientemente lโ€™arte del mistero.

Un poesia non puรฒ dirsi tale se esplicita il suo contenuto in modo diretto e chiaro. La vera poesia si copre di mistero, di allegorie, allusioni, di simbologie sia universali che proprie del mondo del poeta. La poesia รจ unโ€™officina variegata di campi semantici, sinestetici, allegorici, ontologici ed ermeneutici che si incrociano e si fondono sul campo del verso dando luogo non solo al senso del mistero quasi in prospettiva mistica, ma anche ad unโ€™infinitร  di chiavi interpretative, ognuna potenzialmente accettabile, come nel viaggio onirico dellโ€™anima.

Il poeta deve sentire la musicalitร  del verso e la ritmica della recitazione, entrando nella dimensione temporale. Ma contemporaneamente deve saper esprimere il paesaggio o la situazione che esprime usando le parole come un pennello di un pittore, con acuto dono di sintesi e di capacitร  espressiva. Ma le vere colonne dโ€™Ercole che il vero poeta deve saper vincere ed oltrepassare sono la capacitร  di riuscire ad esprimere uno stato emotivo, interiore, un momento misterico, poetico, ispirato, quindi una condizione inesprimibile a parole, semplicemente usando un mezzo razionale come la parola che di per sรฉ non รจ concepita per tale fine.

Mentre la musica o la pittura possono โ€œparlarciโ€ direttamente di queste sfere animiche attraverso paesaggi luminosi od oscuri, scene forti o magiche, armonie lunari dolci o ritmiche incalzanti e persino violenti, ecco che utilizzare un mezzo razionale richiede un doppio lavoro allโ€™artista, poichรฉ ha innanzitutto la necessitร  di esprimere e indurre ad un sentimento e a delle percezioni animiche inesprimibili de facto, ma per farlo deve calarsi in un terreno che lo porta lontano da tutto questo e anzi gli rende il compito piรน arduo e articolato. Il musicista diviene canale del Nous direttamente lasciando parlare lโ€™energia superiore attraverso le sue dita e il suo strumento, non ha bisogno di razionalizzare.

Esso diviene Mago semplicemente interrompendo il flusso razionale e calandosi nella sfera artistico-misterica. Similmente il pittore utilizza la sua mano, il suo occhio e il pennello per fare la stessa cosa nella coordinata spaziale della tela, senza utilizzare parola o ragionamento (o perlomeno non necessariamente). Il poeta ha invece sempre questo doppio livello da dover maneggiare e al quale non puรฒ mai sottrarsi. Ecco che i poeti sono quindi gli artisti piรน โ€œeroiciโ€ ed esploratori del mondo artistico.

Non รจ un caso che la maggior parte dei filosofi, nello studio delle arti, siano stati attratti principalmente da questa arte. In particolare Heiddeger, รจ fra i piรน espliciti in questo percorso e pone nella capacitร  e funzione poetica la massima potenzialitร  per ottenere lโ€™Aletheia (ossia il disvelamento dellโ€™Essere, della Veritร  ultima in senso principalmente ontologico) attraverso la poesia, forma di linguaggio aprente la parola stessa e quindi piรน vicina, per lโ€™uomo, in termini assoluti allโ€™Essere parmenideo, o per meglio dire, allโ€™Uno di Plotino.

Se le arti figurative e la musica pongono lโ€™artista a diretto contatto con le forze del Nous attraverso un processo di canalizzazione di un linguaggio superiore che viene reso fruibile su questo piano contingente e di spazio tempo, se lo scritto prosaico rimane sempre ben ancorato nel mondo materico e razionale pur permettendo al lettore di attivare il proprio potere creatore-immaginifico, ecco che il poeta rimane nella โ€œterra di mezzoโ€ e con i piedi ben ancorati al terreno ( il linguaggio del parlato) ma la testa fra le nuvole ( il senso della musicalitร  e della rappresentazione) esso diviene volente o nolente un ponte allungato vivente tra queste 2 sfere cosรฌ opposte e complementari, il tutto nello stesso momento creativo.

Il poeta vive di entrambe le realtร  contemporaneamente e la stimolazione artistica che ne ricava รจ tra le piรน potenti e articolate. Non a caso nella Grecia classica, prima di Esiodo, nellโ€™antico Santuario di Elicona, si veneravano 3 Muse, tutte e 3 afferenti alla poetica: Melete, la concentrazione, la memoria e la capacitร  di affinare la pratica del poeta, Mneme la capacitร  mnemonica di recitare versi e infine Aoide (o Aede) che incarna il Poema cantato e declamato. Come vediamo i Greci vedevano il Poeta pari al Sacerdote officiante mentre canta i versi Misterici del Rito Sacro.

Ed il Poeta diviene un veggente non solo nellโ€™antica Grecia, ma anche nel simbolismo Francese di fine โ€˜800 dove Rimbaud conia il termine โ€œVeggenteโ€, infatti giovanissimo dice: “Io dico che bisogna esser veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso un lungo, immenso, ragionato disordine di tutti i sensi”. Ecco, qui vediamo come la destrutturazione del mondo sensibile รจ tramite necessario affinchรฉ il poeta possa arrivare allโ€™Aletheia. Processo non necessario nella musica, nella prosa e nella pittura.

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Perchรฉ questo studio comparativo delle diverse forme artistiche?Da un certo punto di vista, la focalizzazione di questi aspetti porta il fruitore dellโ€™arte sul piano indagatore e quindi mentale dellโ€™opera, cosa che di primo acchito potrebbe essere non utile per un rapporto diretto, animico con essa. Eppure questo approfondimento e studio ha dei lati interessanti: permette di capire meglio verso quale forma artistica si รจ naturalmente piรน portati e le motivazioni soggiacenti, in secondo luogo aiuta a capire in che modo le energie e i linguaggi si muovono su queste dimensioni nelle varie forme dโ€™arte, e infine da piรน consapevolezza sul perchรฉ si ricevono certe sensazioni e percezioni, a volte abbastanza diverse fra loro, in campo artistico.

Eโ€™ uno studio soprattutto molto utile per chi vuole fare arte in modo attivo, magari passando da una forma allโ€™altra. Sono aspetti nei quali gli artisti si imbattono costantemente, sia coscientemente che inconsciamente. Le sensibilitร  dellโ€™artista e del fruitore si confrontano ed elaborano sempre tramite queste sfere. Capirle con un percorso consapevole e studiarne le particolaritร  aiuta a padroneggiarle e a esperire meglio il ritorno emotivo, animico e persino razionale che unโ€™opera dโ€™arte puรฒ dare, sia allโ€™artista nel processo creativo, sia allo spettatore nel momento di fruizione.

Ovviamente quanto da me qui scritto รจ una visione personale soggettiva. Non รจ mia intenzione rendere i concetti qui esposti come โ€œregolaโ€ ma semplicemente come spunto di riflessione iniziale sul quale poi, ognuno รจ libero di strutturare la propria personale visione.

Buona Arte a tutti voi…nello Spazio, nel Tempo, Nel Cuore e nellโ€™Intelletto.

Buona Arte a tutti voi…agli Artisti Creatori e agli Artisti Spettatori.

Buona Arte a tutti voi…siamo tutti Artisti, Artisti di noi stessi…ogni istante, creiamo la nostra opera, un mondo, una storia, una coscienza.

Natale Schavoni oil, canvas 122 x 155,5 cm
https://www.federicogualdi.it/Vita-imita-Arte

๐‘ฝ๐’Š๐’•๐’‚ ๐’Š๐’Ž๐’Š๐’•๐’‚ ๐‘จ๐’“๐’•๐’†

Prima Parte

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Nella vita di ogni giorno, per le strade delle nostre cittร , uomini vivono come macchine in una cantilena ricorrente, rassicurante, che li incatena incantandoli, dentro un vortice di sicurezza forse finta, forse necessaria, ma difficilmente viva o intrepida.

Eppure pochi uomini, nelle epoche piรน diverse, fin dall’Antichitร , hanno coltivato un Linguaggio segreto, vasto, sperduto, indomabile, che richiama a lati interni, a valenze segrete che rimangono in potenza ad ogni lume umano che ne vuole avere accesso. Con un gesto di volontร , cardiaca ed intellettuale, unendo le 2 sfere in unโ€™unica presenza, chiara volitiva, lโ€™uomo accede a questa sfera sacra che risiede nelle alte sfere del silenzio della ragione.

Arte. Lโ€™Arte รจ il ponte. lโ€™Arte รจ un ponte. Un legame tra lโ€™uomo e lโ€™Uno. Ascoltare e vivere, questo ponte mai domabile tra il nostro lato Sacro e ciรฒ che รจ oltre il nostro percepire ed essere. Perchรฉ lโ€™Arte, nonostante questi anni di iperpositivismo, di materialismo intellettuale, di tecnologia e fede nella scienza, รจ ancora viva e forte. Ricercata, usata, fruita, studiata, ed esperita in ogni declinazione del nostro globo. Questa sua forza trascendente, che viene da un moto interiore sincero, ineluttabile dal tempo e dal luogo, รจ una fonte di rigenerazione per le nostre anime che ritrovano in essa un luogo di respiro.

Vi รจ un Linguaggio in essa, ci pone in contatto con le sfere superiori ove la nostra coscienza risiede in pace armonizzandosi nelle sue forme assolute e piรน pure. Questo momento catartico, il momento artistico, sia quello della creazione che della fruizione, รจ innanzitutto momento Sacro, che se ne sia consapevoli o meno. Lโ€™Arte permette allโ€™uomo comune, senza divinitร , con dei e religioni ormai morti, di ritrovare uno spazio intimo di rigenerazione interiore, essa rimane il vero momento Sacro dellโ€™uomo del 21ยฐ secolo, uno dei pochi rimasti. In che modo lโ€™Arte dispone alla consapevolezza del mondo animico facendoci accedere a queste sfere superiori? Lโ€™arte, essenzialmente, รจ composta di 2 momenti chiave.

๐— ๐—ผ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—–๐—ฟ๐—ฒ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ผ

Lโ€™artista, l’artista vero, quello che produce sotto un momento-influsso catartico che lo domina, รจ colui che diviene canale consapevole delle energie superiori e attraverso le sue caratteristiche archetipali personali, attraverso le sua impronta unica, traspone nel mondo sensibile, percettibile, le armonie e bellezze che provengono dalle sfere del mondo iperuranio metafisico. Ma non basta la capacitร  di collegarsi con il mondo metafisico, l’Artista dispone di una tecnica che ha coltivato e sviluppato negli anni.

Questa tecnica, attenzione, puรฒ sembrare afferire ad una sfera razionale e meccanica, ma in realtร  essa, col passare del tempo viene assimilata e interiorizzata dalla sfera corporale e intellettuale tale per cui diviene parte stessa dei corpi sottili e materici della persona che a questa punto la possono utilizzare direttamente senza passare dalla sfera razionale. Questa capacitร  di utilizzare la techne รจ necessaria e indispensabile, altrimenti lโ€™artista non puรฒ staccarsi dalla sfera razionale-meccanica nel processo di creazione e volare oltre la sfera piรน grossolana della mente per entrare nella vibrazione intuitiva e diretta. Come ciรฒ possa accadere รจ una forma Misterica tanto quanto il momento di un Rito Sacro per un Sacerdote che officia.

Lโ€™Artista nel momento creativo รจ pari ad una forma Sacerdotale, attraverso la propria ritualitร  รจ in grado di collegarsi alle vibrazioni celesti per tradurle nella propria techne in forme fruibili allโ€™umanitร . Ma la cosa ha spesso un prezzo e un dono. Divenire canali di queste forze significa affrontare un percorso interiore particolare, mai prevedibile, sicuramente sempre personale.

Nel momento artistico, lโ€™anima entra in mari e venti attivi e potenti, sovrumani; se la persona non ha una preparazione nel gestirli e si intrattiene troppo in essi, gli esiti possono essere una sensazione di estraniamento dal mondo normale in particolare da quello degli uomini. In alcuni casi molti artisti cominciano a fare uso a droghe e stimolanti per richiamare questo contatto, soprattutto quando la vis artistica tende a scemare, cosa che succede spesso per motivi fisiologici e salutari alla persona stessa. Ecco il perchรฉ molti artisti spesso conducono una vita naif, da clochard, comunque poco in linea col resto della gente.

Queste frequente situazioni sono proprio dovute al contatto continuo con queste forze profonde che lโ€™uomo non riesce a controllare e trasmutare del tutto a proprio nutrimento. Da questa prospettiva se il Sacerdote รจ un utilizzatore consapevole ed attivo delle forze nascoste, ne conosce la genesi e si rapporta con un lignaggio passato che gli ha trasmesso una scienza misterica sia esteriore che interiore modellata per salvaguardarlo e accompagnarlo, nellโ€™artista il viaggio รจ quasi solitario, avventuroso e senza preparazione. Ecco che lโ€™umanitร  razionale รจ naturalmente attratta ed incuriosita dalla vita degli artisti, poichรฉ, tramite non solo le loro opere, ma tramite la loro semplice presenza, pregna di queste vibrazioni che lo dominano, le persone comuni possono percepire e vivere gli echi di queste forze superiori.

Divenire canali di queste forze significa arrendersi e donarsi, innanzitutto sensibilmente, percettivamente, intellettualmente allโ€™ascolto dellโ€™oltrenoto. Lโ€™artista non puรฒ sottrarsi a questo โ€œrito sacrificale catarticoโ€, รจ un richiamo troppo forte e incantante. In quel momento esso vive una vita non sua, trae energia da altre sfere e il tempo perde di consistenza, ma lo fa in presenza di spirito e ne fruisce direttamente. Ecco il dono. Eโ€™ la forza Artistica che sceglie, non รจ mai lโ€™uomo a decidere di divenire artista, esso non puรฒ non รจ in grado di stabilire il contatto sottile con la sola volontร  personale. Questo contatto avviene in modo intuitivo, immediato, semplice e non puรฒ essere trovato o costruito artificialmente.

Il momento artistico รจ magico. Lโ€™Arte viene a prendere, e la vis artistica domina, non ci si puรฒ sottrarre ad essa, quando essa alberga. Quando ciรฒ accade, la coscienza entra in un mondo interiore di comunione, riflessi, percorsi e senza esitazioni, comincia a creare ascoltando, per meglio dire โ€œpossedutaโ€ dai ฮดฮฑฮฏฮผฮฟฮฝฮตฯ‚ (daimones) artistici che la abitano. Questi Daimones sono le famose Muse degli antichi, esse abitano un altro piano di esistenza ove gli eterni si incontrano con le virtรน e potenze superiori in particolare con la Bellezza.

La creazione vive di unโ€™energia propria, dove la personalitร  dellโ€™artista ha solo unโ€™eco di contorno, si puรฒ dire formale, che nellโ€™Opera finita darร  il carattere unico ma esteriore, formale. Finito questo momento creativo, soprattutto dopo diverso tempo, lโ€™artista stesso diventa fruitore, spesso stupito della sua stessa creazione: โ€œ…son stato io a produrlo?โ€. Questo รจ il segno della bontร  dellโ€™opera. Ecco la spiegazione della capacitร  creativa di qualche artista, spesso circoscritta a pochi anni della loro vita, come Gioacchino Rossini o Arthur Rimbaud. Essi, finito il periodo di contatto con i loro Daimones artistici, sono andati su nuove sfere di vita ritenendo il momento artistico concluso in modo naturale, ineluttabile.

Vediamo ora il secondo momento.

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Per parlare del momento fruitivo รจ necessario innanzitutto formalizzare un triangolo concettuale che ruota attorno allโ€™Arte: Arte-Bellezza-Nous. Questo triangolo deve essere visto da una prospettiva neoplatonica-plotiniana. Lโ€™anima, incarnata, riceve le stimolazioni attraverso i sensi sensibili (esteriori ed interiori) e per mezzo della mente li decodifica in modo sistematico per far infine fluire il tutto nella propria coscienza che fruisce dello spettacolo della vita. Tuttavia, nel mondo ordinario questa danza multiforme, รจ spesso troppo materica e โ€œdensaโ€ tale per cui lโ€™anima, pur fruendo della vita, sente verso essa, col passare del tempo, un distacco di โ€œaffinitร โ€ che porta spesso alla perdita di interesse verso la stessa.

Lโ€™anima necessita quindi di vibrazioni affini per tornare a respirare la propria โ€œcasaโ€, delimitata dalle sensazioni terrene, i momenti che le concedono il respiro alto sono circoscritti e limitati. Eโ€™ il momento del Sacro, quello dove le nostre vibrazioni piรน sottili si destano e rianimano il nostro essere in modalitร  incomprensibili dalla prospettiva profana. Lโ€™Arte ha questa funzione, e in essa lo spettatore, attraverso lโ€™Opera si ricollega seppur in modo indiretto con una musica superiore dimenticata, che viene riportata alla coscienza animica, spesso in modo inconscio. In tutto questo la Bellezza, e con essa lโ€™Armonia, รจ lโ€™ambasciatrice del Nous contenuta nel Linguaggio artistico. Un riflesso che dallโ€™alto senza perdere vigore e contenuto arriva fino al mondo sensibile.

La Bellezza, รจ infatti la potenza-virtรน che meglio si puรฒ trasporre nel mondo sensibile materico senza perdere la sua forza vivificatrice. Per questo lโ€™uomo, dotato di una certa sensibilitร , necessaria per poter fruire lโ€™opera artistica, รจ naturalmente attratto dallโ€™Arte, in quel momento egli crea un momento Sacro dove attraverso le sensibilitร  esteriori, lโ€™Anima si ricollega alle sue radici. Eโ€™ ciรฒ che i rosacrociani e alcuni mistici chiamano โ€œspiritualizzare la materiaโ€. La bellezza รจ una forza magnetica, che ammalia i sensi e interrompe il fluire mentale razionale, lโ€™uomo davanti ad unโ€™opera Bella smette di ragionare e sente sorgere in sรฉ emozioni uniche e profonde a cui non sa dare spiegazione. In quel momento, mai come prima, si sente mistericamente vivo e presente. Ecco nuovamente la Magia dellโ€™Arte. Magia nel senso piรน Sacro del termine.

Se nel Creatore la Magia รจ il contatto con le sfere superiori, nel Fruitore la Magia รจ il risveglio delle facoltร  latenti animiche attraverso la percezione della Bellezza. Ricordo chiaramente alla National Gallery di Londra unโ€™amica mettersi a piangere per lโ€™emozione di trovarsi davanti ad un Van Gogh. Avevamo 15 anni, per me la visione di un ragazza piangere davanti ad un quadro fu una sorta di rivelazione mistica. Compresi la potenza dellโ€™Arte che in se, matericamente ha spesso un valore insignificante, in questo caso una tela con un disegno sopra, ma da un punto di vista simbolico e sensibile ha un valore soggettivamente inestimabile.

Questo potere dellโ€™Arte, in grado di muovere ad emozioni forti ed inaspettate intere masse di persone รจ una chiave di volta che puรฒ salvare lโ€™umanitร  dalla caduta nel materialismo piรน banale e mortificante, molto piรน, ad esempio della conoscenza intellettuale o del senso religioso. Se il Nous ci ha dato delle chiavi di affrancamento, non solo a livello di singolo individuo, ma a livello di umanitร  nel suo complesso, ecco che lโ€™Arte รจ una via potente, sicura e che puรฒ essere usata su vasta scala per risvegliare nellโ€™uomo chiavi e tasti sottili, spesso atrofizzati. Sicuramente lโ€™Arte da sola non puรฒ risvegliare in toto un uomo, forse tranne rari casi, ma sicuramente รจ un primo accesso fruibile a tutti ed รจ un Linguaggio universale molto diretto per chi ha la voglia di porsi in ascolto.

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Eโ€™ giusto a questo punto chiarire un aspetto dibattuto sullโ€™Arte: รจ Arte solo ciรฒ che stimola nel fruitore una sensazione di Armonia e di Bellezza, un moto ascendente o รจ Arte anche un qualcosa che stimola a prescindere, magari colpendo con immagini forti e persino disturbanti, brutte? Seraficamente si potrebbe rispondere che la risposta risiede in ognuno di noi a seconda delle nostre declinazioni e tendenze animiche. Dal mio punto di vista la risposta รจ senza tentennamenti: lโ€™Arte quella che innalza lโ€™Anima alle sue sfere di provenienza, รจ quella che trasmette il senso del Bello, dellโ€™Armonia e tramite esse ci porterร  alla percezione del mondo iperuranio.

Lโ€™Artista รจ un ambasciatore dellโ€™oltreterreno e come tale non รจ un semplice stimolatore dei nostri mezzi percettivi. Per stimolare i nostri sensi non abbisogniamo di Arte, basta molto meno. Si confonde con lโ€™Arte la stimolazione percettiva, lโ€™iperstimolazione, la ricerca del desueto e del forte. Da questo punto di vista siamo nel campo attiguo a quello delle droghe o dellโ€™alcol, anche se su livelli meno drastici. Iperstimolazione percettiva-sensibile.

Ma al fruitore consapevole รจ ben chiara la differenza tra queste 2 forme di stimolazione percettiva. Una dispone lโ€™animo e nutre lโ€™anima, lโ€™altra colpisce i sensi e stimola le emozioni. Si puรฒ considerare Arte anche questa seconda sfera? Per alcuni si, lโ€™importante รจ saper distinguere bene queste 2 sfere cosรฌ diverse sia negli intenti che nei risultati sulla persona. Lโ€™Arte che promuove al bello eleva a affranca dal materiale. Lโ€™arte che stimola i sensi e le emozioni rimette nelle percezioni materiche e porta ad un dialogo sulle sensibilitร  terrene.

Una bella differenza, ognuno ovviamente scelga ciรฒ che preferisce. Lโ€™arte storicamente ha cominciato a produrre questa seconda tendenza a partire dal periodo della rivoluzione industriale e dellโ€™Illuminismo, momento in cui il legame con le forze della Natura e il senso di rispetto e di forza verso la stessa sono venuti meno. Un momento in cui lโ€™Uomo ha mostrato la sua โ€œVolontร  di Potenzaโ€ in modo consapevole e mirato, cercando lโ€™affrancamento sia dalla Madre che dal Padre.

Come ascoltare e poter fruire lโ€™Arte per trarne dunque il miglior beneficio? Vi sono 2 aspetti in questo tema: – la forza intrinseca del linguaggio artistico- la sua valenza Sacra. Lโ€™arte, in quanto linguaggio, in quanto pura fruizione, deve smuovere interiormente mediante un rapporto diretto, cardiaco e viscerale con essa, con lโ€™Opera. Il consiglio qui รจ di fruire lโ€™opera senza averla prima studiata, ma entrando in contatto con essa come una tabula rasa. Non razionalizzare, non pre-studiare lโ€™artista e lโ€™opera, neanche il movimento artistico o il contesto. Entrare ignoranti come un bambino nella camera della fruizione. Fare il silenzio interiore, preferibilmente in solitudine, ed ascoltare con profondo contatto, in modo totale, con una sorta di meditazione verso lโ€™opera.

Se siamo collegati essa ci parlerร  col suo linguaggio e lโ€™impressione che ne avremo sarร  il dialogo tra noi ed essa, in modo profondo, spesso inconscio. Passato un minimo di 1 giorno da questo primo contatto ed avendo scaricato la percezione e le impressioni durante il sonno di una notte, si puรฒ, se si vuole, studiare razionalmente lโ€™opera e tutto il contesto, inquadrarla ed entrare, a questo punto, in contatto nuovamente con essa, con modalitร  simili.

La seconda volta, lโ€™opera ci parlerร  piรน razionalmente, ne scorgeremo nuovi particolari ed avremo oltre ad unโ€™impressione sensibile, anche una razionale che darร  una lettura piรน intellettuale al tutto. Il primo momento rimane il piรน importante perchรฉ รจ il vero contatto tra noi e le forze che soggiacciono nella materia dellโ€™Opera. Il momento Dionisiaco. Il secondo, non necessario ma utile, serve solo a contestualizzare e a dare una visione piรน ordinata alla fruizione, soprattutto in un percorso strutturato. Il momento Apollineo. Si deve evitare quindi di leggere prefazioni o introduzioni di testi, o di studiare lโ€™artista e la sua vita prima di andare ad una mostra. Bisogna collegarsi animicamente, dionisiacamente, ascoltando il soffio leggero che traspare. Facciamoci stupire ed emozionare, incantare dallโ€™Opera con la sorpresa e lโ€™Armonia che essa induce in modo diretto. Questa รจ la vera fruizione dellโ€™Arte.

Il secondo aspetto, che tratteremo ora, รจ la sua valenza Sacra. Da questa prospettiva lโ€™Arte va fruita nei tempi giusti e nelle condizioni giuste, altrimenti sarร  unโ€™esperienza non animica. Questo significa che non bisogna imporsi nulla, non bisogna sovraccaricarsi di fruizione, non bisogna, soprattutto, cibarsi di Arte in un momento in cui non si รจ in equilibrio e in stato di quiete. Dobbiamo immaginare il momento Artistico come un incontro con la nostra divinitร  interna. Lโ€™Arte risveglia e stimola il nostro Daimon, e perchรฉ ciรฒ avvenga bisogna avere rispetto e attenzione verso il momento. Altrimenti lโ€™incontro sarร  muto, morto, infruttuoso e questo potrebbe indurci a ritenere che lโ€™opera o persino lโ€™Arte stessa non ci possa essere dโ€™aiuto.

Non si deve quindi esagerare nella fruizione artistica, รจ meglio essere soli o accompagnati da persone della stessa sensibilitร  e si deve immaginare di camminare nel proprio tempio interiore. Questo aspetto รจ spesso trascurato, mentre con un po’ di attenzione, si noterร  come il linguaggio presente nella fruizione diventerร  invece piรน chiaro e potente ai nostri sensi sottili.

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Chiudiamo questa trattazione sullโ€™Arte con un aspetto ritengo poco trattato ma utile da avere chiaro: vi sono forme dโ€™Arte che rendono il fruitore essenzialmente passivo mentre altre lo rendono in parte passivo e in parte attivo. Facciamo un esempio: la fruizione di un film rispetto a quella di un libro รจ maggiormente passiva in quanto il film stimola piรน sensi e rende il fruitore meno libero nei tempi e verso le diverse percezioni che riceve: il tempo non รจ modificabile, i personaggi sono codificati, i suoni e le scene delineati. Viene lasciata poco spazio alla fantasia.

Lo scritto, magari narrando la stessa storia, รจ invece rispetto al film, chiaramente piรน attivante: il racconto รจ un substrato sul quale il potere immaginifico del fruitore crea il proprio mondo sensibile ed emotivo. Le tempistiche divengono soggettive, i personaggi assumono contorni personalizzati e le scene inclusi i rumori sono creazione pura del fruitore. Inoltre lo stesso passo puรฒ essere riletto o letto con diverse velocitร . La prosa รจ quindi un catalizzatore piรน potente per stimolare il potere immaginifico.

Il film รจ invece un mezzo piรน chiuso e finito. Questa cosa รจ importante e va approfondita per chi vuole essere un artista. Gli artisti devono sviluppare sia il potere sensibile-passivo che quello immaginifico-attivo. Senza questi 2 poteri, complementari, la vis artistica รจ assente. Ecco quindi che i semplici fruitori possono non porsi questo problema, mentre gli aspiranti artisti non solo devono avere a che fare con opere attivanti, ma devono anche saper entrare in diverse sfere artistiche per essere dei Maghi dellโ€™Arte completi e sicuri. Non รจ infatti raro che alcuni artisti siano produttori in diverse sfere artistiche; questo fa parte del percorso artistico e rende il rapporto con il metafisico piรน forte e strutturato.

Eโ€™ utile ad esempio che i bambini abbiano a che fare con le diverse classi di Arti e che siano stimolati in particolare da quelle piรน attivanti, per aiutarli nel processo di sviluppo intellettuale e immaginifico che lโ€™Arte puรฒ compiere sullโ€™uomo predisposto. Si puรฒ rendere la musica attivante, ad esempio, intervallando momenti di ascolto a momenti di esecuzione strumentale, o la visione di un film chiedendo loro di fare un riassunto scritto e di disegnare le scene. In questo modo lโ€™essere sarร  un domani pronto a passare dalla sfera percettiva alla sfera creativa. Arte, terreno di pochi titani che riescono a rubare il fuoco divino per donarlo agli uomini.

Che questo fuoco illumini gli uomini che lo cercano. Esso รจ presente in noi, da sempre, deve solo ritrovare, attraverso un lume esterno di stessa qualitร , la sua natura vivificante. Arte, Linguaggio divino che ci รจ stato donato al pari dei Simboli e del libro della Natura. Arte, via di conoscenza e di vita. Uomo, la piรน grande forma dโ€™Arte del creato, Dio e materia, riflesso di un Universo esso stesso pura Arte creatrice, originante da un Sommo Principio. Che questa Luce illumini il nostro viaggio.

Vita imita Arte.

Natale Schavoni oil, canvas 122 x 155,5 cm
https://www.federicogualdi.it/larte-nascosta-nel-tempio/

5. Mikis Theodorakis

Parlare di Theodorakis (1925 – viv.) non รจ semplice. Non basta un libro per la sua biografia, ed รจ ancora vivo. Greco, mostra una dote naturale per l’arte e la musica in particolare. E’ un uomo eclettico e dopo aver studiato musica in giro per la Grecia si ritrova a combattere nella 2a G.M. Arrestato, torturato, quando riesce studia al conservatorio di Atene. Va poi a Parigi per 5 anni (54-59) dove finisce la sua formazione musicale e incomincia a scrivere musica sinfonica; si fa notare a livello Europeo per le sue incredibili capacitร  compositive e la sua posizione politico-progressista. Quando torna in Grecia trova il tempo per farsi eleggere in Parlamento con la Sinistra. E’ questo uno dei suoi momenti di maggior successo. Verrร  di nuovo incarcerato durante il periodo dei colonnelli, spedito in Francia, da dove comincerร  a girar il mondo con concerti sempre di grande successo.

Ad oggi ha scritto composizioni di ogni tipo: circa 20 colonne musicali tra cui la Famosa “Zorba il Greco”, musica per teatro, sinfonie, concerti per piano, musica da camera, oratori, balletti opere, tragedie greche, scrive persino libri (circa 20). E’ un nazionalista nel senso artistico del termine, cercando di far rivivere la grande arte greca, attraverso la sua musica, in particolare gli aspetti mitici tragici e classici. In questa 3a Sinfonia che vi propongo, che dura niente meno che 1h:10m troviamo tutta la sua grandezza musicale compositiva.

L’uso del coro รจ molto scenico, ricorda vagamente i Carmina Burana di Orff. Ogni movimento รจ come una sinfonia a sรฉ, e in questi 4 movimenti, che sono come 4 mondi differenti musicalmente parlando, Theodorakis ci mostra tutta la sua poliedricitร  e capacitร  espressiva. Musica diretta, di presenza, calda, non difficile ma profonda. Theodorakis ha chiaramente una capacitร  creativa e di scrittura fuori del comune. Ricorda forse Mozart nella sua facilitร  di scrittura e freschezza musicale, dร  l’idea di essere un compositore che scrive di getto senza ripensamenti, e cosรฌ facendo diventa un canale per la musica. Penso che sia un autore che probabilmente verrร  riscoperto nei prossimi decenni. La sua musica non solo รจ mediterranea-solare, รจ anche molto eccentrica, viva e, come diceva lui, accessibile a tutti.Se ascoltate scrivete i vostri commenti sotto.

Buon Ascolto!

Direttore…

Come al solito alcuni consigli di acquisto per ascoltare la sua musica:

The Very Best Of ( musica da film)

Symphony 4

Sinfonia N.3

Suite Nos. 1 / Piano Concerto (2 CD)

Un Libro in Francese che ci parla della sua vita, delle sue idee e della musica e l’atre in generale dal suo punto di vista attraverso le sue interviste con un giornalista:

Mikis Thรฉodorakis par lui-mรชme

3. Alfredo Casella

Casella non รจ molto famoso in Italia, per i non addetti ai lavori, pur avendo prodotto molto sia di musica sinfonica che diverse Opere e Balletti.
E’ stato anche un grande teorico e ha fatto divulgazione e trascrizione di diverse opere pianistiche.
E’ infatti molto noto nei conservatori.
Studiรฒ al conservatorio di Parigi dove ebbe come maestri Faurรฉ e Ravel.
Sicuramente essere stato un musicista fascista non lo ha aiutato nel primo dopoguerra e ancora oggi le sue musiche sono difficilmente messe nei programmi sinfonici.
Il suo stile, per quanto dicesse di amare Debussy, รจ molto romantico, si sente forte l’impronta Mahleriana, sopratutto nella musica sinfonica. Nella musica di pianoforte รจ un compositore piรน eclettico e direi difficilmente collocabile. E’ stato comunque un introduttore dello stile neoclassico in italia, che allora era ancora poco conosciuto.

Vi propongo la sua 1a Sinfonia.
Questa sinfonia รจ imponente, e lunga. Ha sicuramente molto della musica tardo romantica di Mahler, personalmente ci trovo molto dell’epica wagneriana e dell’imponenza Straussiana. In un passaggio del terzo movimento fa un richiamo alla 9a di Beethoven.
E’ una sinfonia non facile, lo dico subito.
Molto scenica, ma tormentata, introversa, metafisica…sarebbe da ascoltare con un buon impianto acustico perchรจ piรน che i temi melodici, qui la presenza รจ viva soprattutto nella continua tensione e risoluzione armonica degli archi e ottoni.
Sono quelle musiche che vanno ascoltate dal vivo, o in solitudine ad un certo volume, e se prendono interiormente, possono lasciare il segno.
Se ascoltate e vi fa piacere, lasciate la vostra impressione nei commenti. .
Buon ascolto.

Alcuni Cd per ascoltare la sua musica:

Sinfonie di Casella eseguite dalla BBC Philarmonic

Alfredo Casella: Concerto for Orchestra, Op. 61/Pagine di Guerra, Op. 25 bis/Suite, Op. 13 (Orchestra Sinfonica di Roma/Francesco La Vecchia)

Frammenti Orchestrali Da La Donna Serpente Op.50

Qui l’ascolto su YT della sua Sinfonia N. 1

2. Milij Balakirev

Milij Balakirev รจ un compositore russo poco famoso ma la cui vita artistica รจ stata determinate nella musica classica russa. Estremamente progressista, ha cercato di togliere la scuola russa dall’influenza europea, in particolare tedesca, scontrandosi con Rubinstein. Fu Amico di Petr Ilic e fondatore soprattutto del gruppo dei 5, la prima vera enucleazione di una definita scuola classica russa. Al tale gruppo appartenevano anche Mussorgsky, Korsakov e Borodin a cui Balakirev fece da mentore nei loro primi anni. Balakirev ebbe un percorso musicale importante fin da molto giovane, scelse un approccio prevalentemente empirico e rifiutรฒ sempre di piegare il suo naturale talento, forse troppo precoce, ad una formazione accademica, cosa gli precluse alcune posizioni di rilievo. Il suo carattere non facile e le sue idee rigide non lo aiutarono ne nella vita ne a raggiungere la fama che forse avrebbe meritato.
Anche nella composizione, maniacale, non pubblicava velocemente le sue opere piรน corpose e quando le riteneva compiute erano diventate ormai superate spesso dalle composizioni dei suoi stessi allievi che nel frattempo le sentivano durante le lezioni.
Non si fece mancare una profonda crisi depressiva e da ateo passo a profondo religioso.
Insomma come avrete capito, il giusto personaggio per fare un film sulla musica e i compositori classici.
Vi metto qui la sua prima sinfonia, prodotta intorno al ’66-’67 ma la cui prima si รจ tenuta solo nel 98. E’ una bella sinfonia variopinta di classico stilo russo romantico, ma pulita e non eccessivamente espressiva, con dei temi molto intensi.
Il suo pianoforte, in particolare nei pezzi di solo, รจ invece piรน viscerale, immediato, spesso si rifร  alla musica popolare.
Un compositore da conoscere, forse riscoprire, per chi ama la musica russa.

Alcuni CD di valore per ascoltare e comprendere Balakirev

Concerto Per Pianoforte N.1, N.2 G

Symphonies Nos 1 & 2 Von Karajan, Herbert

Un libro per gli appassionati della sua vita e della sua musica ( in inglese)

Balakirev: A Critical Study of His Life and Music

E qui l’ascolto su YT della sua 1a Sinfonia:

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Spesso della musica classica si conoscono i compositori maggiori fino al romanticismo. Alcuni pensano che la musica classica, nel ‘900 in poi, non abbia piรน prodotto bella musica se non tramite i pochi classici maggiori che tutti conoscono, la cui produzione non รจ comunque andata oltre la prima guerra mondiale.
Niente di piรน falso.
Vorrei fare qualche post su questo argomento per riscoprire la musica classica contemporanea con alcuni compositori forse sconosciuti ai piรน.

Premetto che sono un amante del Pianoforte quindi su questo strumento concentrerรฒ il percorso.
Parto con un compositore ungherese che รจ piรน famoso per le sue performance al piano di Beethoven e Mozart che per i suoi lavori da compositore.
Salto il primo concerto ( fatto a 20 anni) non perchรจ non bello ma perchรจ molto romantico e simile al purtroppo troppo famoso concerto numero 1 di Petr Illic che con il suo “dannato” concerto del 1875 ha quasi forgiato la metร  dei concerti per pianoforte venuti al suo seguito per i successivi 50 anni.


Nel secondo concerto, pur ritrovando i movimenti romantici fortemente espressivi e virtuosistici classici della scuola russa, un Dohnanyi sicuramente piรน maturo e meno accademico trova degli spunti personali interessanti, come l’uso dei tamburi, gli oboi e delle atmosfere cupe e magiche in un minore lento e interiore che sono nuovi come esplorazione del lirismo del piano.
Nel terzo movimento vi ritrovo un pรฒ dell’eclettismo scanzonatore di Stravinsky, ma sempre bilanciato e mai fuori dal contesto.
Sicuramente un concerto completo e maturo.
Buon ascolto

Degli acquisti in vari formati per ascoltare la sua musica:

Dohnanyi: Piano Quintets Nos.1 & 2, String Quartet

Piano Concertos Nos.1 & 2

Variations On A Nursery Song For Piano And Orchestra, Op. 25 / Suite In F-Sharp Minor, Op. 19 – Turnabout

Ascolto del Concenrto su YT:

8-Lucija Garuta

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Oggi con grande piacere vi presento una sorpresa. Ho sempre avuto una leggera sofferenza, come amante della musica classica, nel non avere mai incontrato una compositrice di vero spessore artistico. Esecutrici e interpreti si, soprattutto in queste ultime generazioni, ce ne sono state e ce ne sono. Ma come composizione, il panorama era esclusivamente maschile. E invece no. Invece oggi vi parlo di una fantastica compositrice. Sono 3 giorni che sto ascoltando la sua musica e devo dire che tanto sono impressionato dalla bellezza della sua arte quanto su di lei c’รจ poco o nulla su internet e sui negozi online. Che peccato!

Ma chi รจ Lucija Garuta? Garuta รจ una musicista lettone, nata nel 1902 nella Capitale Riga, della giovinezza sappiamo che studia al conservatorio della sua cittร  natale per poi specializzarsi a Parigi, negli anni 30. Tornerร  dopo qualche anno a Riga. Ricordiamo la Lettonia รจ sotto il regime Sovietico in quegli anni. Fu insegnante al conservatorio di Riga ed esponente di spicco nel panorama della classica lettone. Era un’ottima esecutrice e fece diverse tournรฉe in Europa come pianista. Morรฌ nel 1977 sempre a Riga. Purtroppo ebbe 2 fattori limitanti che ne minarono le sue capacitร  artistiche, soprattutto compositive: innanzitutto ebbe problemi di salute, tant’รจ che neanche 50enne dovette smettere di insegnare al conservatorio per curarsi; e in secondo luogo la sua musica subรฌ la censura del partito comunista poichรฉ ritenuta troppo sentimentale (Shostakovich ne sa qualcosa).

Un vero peccato perchรจ la sua musica ad un ascolto attento rivela una profonditร  timbrica e una architettura molto forte e piacevole. Nella sua musica si sente la scuola Russa tardo romantica anche se non in modo troppo forte, con accenni anche chiari verso il neoclassicismo soprattutto francese. Ecco da questo punto di vista Garuta รจ un’artista, a mio modo di vedere, che riesce a combinare questi 2 stili abbastanza lontani in una sintesi non solo proficua, ma molto coinvolgente sia emotivamente (romanticismo) che esteticamente (neoclassicismo).

La sua musica suona bene, scorre bene, non รจ pesante o difficile, ha la forza russa ma anche la leggerezza neoclassica francese. Vi presento i 4 preludi per pianoforte con un’ottima interpretazione di Armands Abols. Sono 4 per 9 minuti di coinvolgente ascolto, bellissimi per gli amanti del pianoforte neoclassico. In alcuni punti senti la leggerezza e la ricerca tonale di Debussy e in altri la dinamicitร  di Scriabin, il tutto perfettamente miscelato.

E poi, come secondo ascolto, dopo essersi rilassati con i preludi, il suo capolavoro, un pezzo in sรฉ unico, che mette in difficoltร  nel raccontarlo poichรจ esce dalle forme canoniche della composizione classica: Il Dievs, Tava Zeme Deg (Signore la tua terra brucia) che viene considerato, a mio parere a ragione, il suo capolavoro. Musica per organo e coro รจ una pezzo di chiara ricerca metafisica.

Per essere capito e apprezzato va ascoltato con la dovuta presenza e non come sottofondo sonoro mentre si fa altro. Non รจ un pezzo semplice, richiede una certa esperienza di ascolto. Armonicamente รจ molto intenso, il dialogo tra il coro e l’organo crea atmosfere a volte cupe a volte paradisiache. In esso si trovano delle atmosfere dei classici Requiem, ma anche i Carmini Burana di Orff o la musica per organo di Max Reger. Garuta รจ molto brava a non eccedere in queste ricerche pur andando a toccare panorami sonori di confine, quasi ipnotici.

La composizione รจ del ’43 quindi una Garuta matura ancora in forze fisicamente, nell’apice del suo percorso musicale. Tutto il brano vive in una dimensione metafisica precipua della Garuta, che รจ capace di darne una profonditร  emotiva, come di tensione verso il divino, ma sempre con grande equilibrio. Un vero peccato che una donna cosรฌ dotata sia stata limitata dalla salute e dal regime comunista. Probabilmente la sua capacitร  creativa in un contesto piรน favorevole le avrebbe permesso di produrre molte piรน opere e sicuramente il fatto che sia stata una donna in una nazione minore non la ha aiutata nel promuovere la sua musica…E’ praticamente sconosciuta ma la sua musica รจ di livello indubbio…

Buon Ascolto e come sempre fatemi sapere le vostre impressioni sull’ascolto nei commenti.

PS: dimenticavo, ha fatto un concerto per pianforte assolutamente da ascoltare. Se amate Rachmaninov vi piacerร  sicuramente.

Un CD per ascoltare Lucija Garuta: Music for Piano

un sito a lei dedicato

http://garuta.lv/en/

I Preludi

https://www.youtube.com/watch?v=PQxs4iuckMo

Dievs, Tava Zeme Deg

https://www.youtube.com/watch?v=rttecfu1NBQ

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