Leggere, ascoltare, chiedersi. Filosofia, mistica, musica, pittura...nello scorrere lento della notte.

Categoria: Filosofia – Mistica

Articoli su argomenti filosofici, mistici e di ricerca

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Seconda Parte

โ€œ๐ถ๐‘–๐‘œฬ€ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘’ฬ€ ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘’ ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘’ ๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œโ€ ๐ฝ๐‘œโ„Ž๐‘› ๐พ๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘ 

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Desidero fare un secondo capitolo sullโ€™Arte per approfondire degli aspetti che possono aiutare nella esperienza e comprensione della stessa. Le forme dโ€™arte sono linguaggi particolari e unici, essenzialmente diverse tra loro eppure tutte, indistintamente, ci parlano di unโ€™unica immensa storia umana e divina, la storia del mistero, della bellezza, del sacro, ossia di tutta quella sfera che conduce lโ€™anima verso le sfere alte e affranca lโ€™uomo dalle miserie delle contingenze materiali portandolo in volo sopra le โ€œnuvole terreneโ€.

Soffermiamoci soprattutto sulle forme piรน classiche, ossia scultura, pittura, musica, prosa e poetica, per quanto altre forme, in particolare architettura, danza, cinema, cucina e altre sarebbero interessanti da approfondire. Vi sono diverse coordinate da analizzare tra cui lo spazio, il tempo, il simbolico, il potere immaginifico e interpretativo, la valenza attivanteโ€ฆ ognuna di queste dimensioni ci svela caratteristiche del linguaggio artistico e ci permette di armonizzarci in modo piรน consapevole con lโ€™opera stessa.

Ora cominciamo questo viaggio.

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Partiamo dalla scultura. La scultura รจ un linguaggio puramente spaziale, essa si sviluppa nella dimensione e profonditร  โ€œcorporaleโ€ senza variare nel tempo. Non solo la temporalitร  รจ assente, ma inoltre, per la sua fruizione non necessitiamo di un esecutore, similmente alla pittura e differentemente dalla musica. La sua esperienza รจ quindi quella piรน diretta di tutte e coinvolge essenzialmente la percezione visiva, includendo la tattile se ci si puรฒ avvicinare lโ€™opera. Ha quindi una connotazione molto immediata come lo รจ la sensibilitร  visiva, ed รจ molto metafisica in quanto non fluisce, non si sviluppa nel tempo. Infatti i temi trattati con la scultura sono spesso afferenti a sfere metafisiche potenti e profonde: bellezza, armonia, potenza, forza, mitologia, ricordo, celebrazione.

La scultura pur avendo a volte una velata connotazione simbolica, รจ essenzialmente diretta e tende a rappresentare una realtร  da fruire per ciรฒ che รจ, come nel mondo reale; la decodifica simbolica, se presente, รจ quasi tutta nellโ€™osservatore e nel suo substrato personale consio o inconscio. Essendo cosรฌ diretta, la scultura รจ fruibile a tutti e anche fermandosi al solo livello puramente spaziale, ci parla senza bisogno di una preparazione antecedente molto articolata per โ€œsentireโ€ il suo linguaggio: i simboli, se presenti arrivano direttamente allโ€™inconscio senza passare dalla sfera razionale.

Vi saranno poi persone che sapranno cogliere i diversi livelli se presenti, ma essa tramite la sola via sensibile รจ giร  fruibile al puro livello percettivo materiale.

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Con la pittura entriamo su un livello piรน simbolico e complesso. La pittura รจ un linguaggio piรน soggettivo, prospettico, articolato, non รจ spaziale ma ci parla di spazi, e questo coinvolge la sfera rielaborativo-immaginifica in modo piรน profondo rispetto alla scultura. Il fatto che la pittura, o in genere la rappresentazione bidimensionale abbia da sempre avuto una presenza forte nellโ€™uomo come forma di linguaggio ci parla della sua versatilitร , potenza e facilitร  di comunicazione su molti livelli.

Se nella scultura il mondo tende a essere riprodotto in modo armonico e puro, nella pittura esso viene rielaborato secondo visioni molto piรน soggettive, personali ponendo il ponte fra artista e spettatore in una dimensione piรน fluida e allungata. La rappresentazione diviene piรน simbolica, e il potere immaginifico passa attraverso questo ponte ricondensandosi sotto forme diverse nel fruitore.

Il grande potere magnetico della pittura risiede anche in un duplice aspetto che la rende una delle forme dโ€™arte piรน utilizzate: la bidimensionalitร  che rappresenta uno spazio tridimensionale o comunque profondo, sia esso semplicemente rappresentativo che puramente simbolico-immaginifico. La prima parte di questo aspetto รจ la sua facilitร  di fruizione. Essendo su di un piano bidimensionale, la pittura non richiede molto spazio e puรฒ quindi sia essere trasportata che rappresentata-fruita in modo molto semplice e veloce.

Tecnologicamente lโ€™uomo ha sviluppato la capacitร  di riprodurre il piano a 2 dimensioni in diverse forme mantenendo inalterate sia i tratti che le sfumature cromatiche e questo ha reso la pittura fruibile ad ogni latitudine senza praticamente quasi alcun costo. Eโ€™ un aspetto pratico che spesso non si focalizza ma che ha esercitato una grande diffusione di questa forma dโ€™arte.

La seconda parte di questo duplice aspetto รจ la magia che essa porta con sรฉ dato che pur essendo planare essa ci mostra quasi sempre forme spaziali, anche nel caso della pura simbologia, e questa traslazione rappresentativa necessita sempre di una rielaborazione personale, dato che nella propria sensibilitร  soggettiva si crea sempre una forma profonda, dando un aspetto creativo-attivo al fruitore il quale, anche se solo inconsciamente, รจ ben lieto di mettere in atto tale processo, come partecipando esso stesso alla creazione dellโ€™opera stessa.

Ecco che lo spettatore diviene quindi โ€œartistaโ€ con lโ€™artista stesso, ne vive il percorso ed entra in armonia con esso in modo automatico. Il quadro diviene il ponte ove le โ€œ2 punteโ€ ( artista creatore e artista fruitore) di questa linea si toccano. Come la scultura anche la pittura รจ essenzialmente un linguaggio spaziale, fuori dal tempo.

Eโ€™ la piรน adatta al linguaggio simbolico spaziale per la sua facilitร  di rappresentazione e si presta benissimo a rappresentazioni complesse, articolate, multilivello nelle quali i simboli si trovano a loro agio, essendo figure geometriche che si prestano ad entrare in questo linguaggio diretto atemporale essendo essi stessi atemporali. Ha quindi valenze di comunicazione vaste e articolate che in mano allโ€™artista capace possono portare a risultati sorprendenti.

Puรฒ inoltre inglobare anche parole o concetti razionali ( come la prospettiva, frasi o altri disegni tecnici) ed รจ quindi poliedrica parlando non solo alla sfera intuitiva simbolica ma potenzialmente ed in parallelo anche a quella razionale.

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Ora, sul lato opposto della coordinata spazio tempo troviamo la Musica. La forma artistica sonora, quindi complementare a quella visiva. Se la vista si vivifica nello spazio, lโ€™ascolto si dipana sul piano temporale. E troviamo in essa un linguaggio nuovo e articolato. Nella musica il linguaggio รจ diretto e quindi essenzialmente emozionale, spirituale animico. Eโ€™ un linguaggio che parla a tutto il creato, non solo allโ€™uomo.

Eโ€™ universale. Anche gli animali e le piante beneficiano delle vibrazioni sonore composte in modo armonico e melodioso. Come mai? Probabilmente perchรฉ la vibrazione sonora รจ una vibrazione meccanico-materica e in quanto tale si collega direttamente al mondo fisico e alle sue leggi fondamentali che ne determinano la creazione, sostenibilitร  e distruzione. Tutto il mondo quindi soggiace a questa forma di linguaggio e ne ritrova le tracce e leggi nella musica, come fosse una rappresentazione traslata di queste forze universali e primordiali.

Nella musica, al contrario delle arti visive, il supporto non รจ ne stabile nel tempo ne materico, ci deve essere un esecutore che utilizza uno โ€œstrumentoโ€ che riporta lโ€™arte, da una dimensione metafisica di conservazione atemporale, alla dimensione terrena temporale di fruizione. Ecco che in questa forma artistica abbiamo 2 artisti, prima il Demiurgo, il Compositore, che utilizzando il Nous pensa un Mondo per donarlo allโ€™anima affinchรฉ ne possa vivere secondo le proprie sensibilitร  e declinazioni, poi, in un secondo momento, il Mago-Sacerdote, lโ€™Esecutore, vivifica questa matrice e la rende fruibile sulla dimensione materiale utilizzando la sua tecnica e conoscenza sacra. Ecco perchรฉ la musica ha una valenza molto forte sugli stati emotivi degli esseri viventi.

Se รจ infatti impossibile definirne i contorni razionali e logici, viene invece semplice e naturale afferrarne il contenuto emozionale, proprio come quando per entrare in contatto con la forza della Grande Madre bisogna utilizzare soprattutto il sentimento, lโ€™approccio cardiaco piรน che la ragione e la parola, per essere ascoltati da Essa.

La musica รจ quindi, a differenza della pittura che รจ un linea retta con 2 punte (artista-fruitore), un triangolo (compositore-esecutore-ascoltatore) che rende il tutto molto piรน dinamico e inafferrabile. Questo triangolo ogni volta ha sviluppi leggermente diversi e ogni ascolto non รจ mai uguale al precedente. Eโ€™ una forma dโ€™arte quindi a doppio livello compositivo, artista-esecutore e ciรฒ che esce da questo continuo rimpasto ne vivifica la fruizione e la rende molto vicina al modo di lavorare della Grande Madre che pur utilizzando matrici uguali, ogni volta crea forme ed esseri unici in sรฉ. La sua assenza spaziale e la sua necessitร  temporale la rendono un mezzo unico nelle forme dโ€™arte e senza entrare nei tecnicismi dellโ€™armonia del ritmo e della melodia, attraverso questo viaggio nel tempo, fuori dallo spazio, lโ€™anima compie un volo spesso onirico ma profondo, puramente soggettivo e difficilmente esprimibile a parole.

Non vi รจ decodifica logico-razionale, la sua forza magnetica parla direttamente allo Spirito e allโ€™Anima senza passare dal controllo mentale. La musica puรฒ anchโ€™essa definirsi un linguaggio simbolico? Certamente, anche se in questo caso si utilizzano simboli e chiavi temporali anzichรฉ quelle piรน studiate e conosciute spaziali delle arti figurative. Il simbolo รจ vivo nella musica dato che attraverso queste vibrazioni materiche, lโ€™anima recepisce direttamente un linguaggio che parla dโ€™altro, che porta altrove, che istruisce e mostra allโ€™ascoltatore dimensioni nuove.

Il simbolo, anche qui come nellโ€™arte figurativa, รจ un ponte, un tramite. La musica รจ un linguaggio simbolico a tutti gli effetti, anche se la maggior parte delle persone non ne รจ consapevole. Sicuramente riuscire a guardare alla musica come ad un linguaggio simbolico che si sviluppa sullโ€™asse temporale rispetto allโ€™asse spaziale, ne determina una nuova consapevolezza e comprensione.

Alla fine si puรฒ perfino scoprire che vi sono assonanze e similitudini tra alcuni simboli spaziali e altri temporali, ma questa รจ un altro discorso che richiederebbe un approfondimento e dei tecnicismi che esulano da questo studio.

Prosa e Poesia

Passiamo ora alla prosa e alla poesia.Con queste 2 forme ci troviamo nella fase intermedia tra lโ€™arte figurativa e quella musicale.

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La prosa รจ la forma artistica piรน mentale. Utilizza come supporto la lingua parlata โ€œprofanaโ€ di tutti i giorni. Ciononostante essa viene usata con perizia dallo scrittore per creare stati logici e/o emotivi particolari nel lettore. Essa si svolge su diverse coordinate ed รจ, da un punto di vista del fruitore quella piรน complessa e attivante. Cerchiamo di spiegarci meglio: nella lettura di un racconto, le parole e il discorso sono un substrato che entra nel mondo del lettore, attraverso la sfera razionale della parola, per stimolare in modo diretto la creazione di una scena- situazione sia in senso spaziale che temporale.

Ma non solo, la creazione รจ su tutti i piani…quello uditivo, olfattivo, emozionale, e cosรฌ via. Il lettore รจ quindi, similmente allโ€™esecutore della musica, un rielaborare del substrato utilizzando il proprio potere immaginifico per formare, come un Mago-Sacerdote, nella propria sensibilitร  oggettivitร  il mondo che il Demiurgo gli sta dettando.

Ecco perchรฉ รจ importante e utile che i bambini e gli adolescenti leggano molto, e in particolare racconti di avventura e di fantasia, perchรฉ questo stimola il potere creativo-immaginifico del lettore e il farlo permetterร  loro, da grandi, di avere un tal potere giร  attivato e sviluppato, cosa che gli tornerร  utile nella vita in molte situazioni, non solo artistiche.

Dal punto di vista della coordinata intuitiva-razionale la prosa si colloca sulla sfera razionale poichรฉ utilizza un linguaggio proprio del mondo logico-razionale, la parola. Eโ€™ quindi una forma dโ€™arte particolarmente adatta alle persone molto โ€œterrestriโ€ e che soprattutto in giovane etร  non hanno potuto sviluppare linguaggi piรน direttamente intuitivi. Ciรฒ non toglie che la prosa sia unโ€™arte potente e molto stimolante, ma sicuramente si attiva in sfere piรน logiche-profane e di vita quotidiana.

In questa sfera, la prosa permette al fruitore di creare il proprio spazio e tempo, che in questa forma dโ€™arte perdono di valenza oggettiva, al contrario delle arti figurative e musicali. Persino la fruizione stessa puรฒ essere, confrontandoci con la musica, temporalmente interrotta, ripresa, riletta piรน volte, letta in modo lento o veloce. Spazialmente, confrontandoci invece con le arti figurative, il supporto materico ha una valenza relativa, si possono avere diverse edizioni, ebook o persino audiolibri.

Utilizzando la parola che รจ e rimane essenzialmente un linguaggio simbolico, lo spazio e il tempo divengono non rigorosi e non fondamentali per la fruizione dellโ€™opera che rimane un ponte fuori dal tempo e dallo spazio, ma ben presente sul piano intellettuale.

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Concludiamo infine con la Poesia, probabilmente la forma dโ€™arte piรน complessa ed articolata, poichรฉ contiene elementi particolari delle altre forme rendendola nel suo genere potente e unica, nonchรฉ forse la piรน difficile. La poesia ha elementi che la pongono in una posizione indefinita, allargata, essa รจ descrittiva come la figurativa, รจ discorsiva come la prosa, ma รจ metrica e sonora, ritmica come la musica.

A differenza della prosa usa sempre il linguaggio della parola ma in modo piรน strumentale. Se la prosa usa il linguaggio parlato cosรฌ per come รจ, raramente finalizzandolo ad altro, nella poetica la traslazione delle aree significative e semantiche รจ parte integrante e necessaria dellโ€™opera. Il poeta compie un percorso profondo prendendo uno strumento logico razionale, come il linguaggio parlato per plasmarlo ad arte simbolica, sonora, diretta e intuitiva. Oltre a questo un bravo poeta deve saper usare sapientemente lโ€™arte del mistero.

Un poesia non puรฒ dirsi tale se esplicita il suo contenuto in modo diretto e chiaro. La vera poesia si copre di mistero, di allegorie, allusioni, di simbologie sia universali che proprie del mondo del poeta. La poesia รจ unโ€™officina variegata di campi semantici, sinestetici, allegorici, ontologici ed ermeneutici che si incrociano e si fondono sul campo del verso dando luogo non solo al senso del mistero quasi in prospettiva mistica, ma anche ad unโ€™infinitร  di chiavi interpretative, ognuna potenzialmente accettabile, come nel viaggio onirico dellโ€™anima.

Il poeta deve sentire la musicalitร  del verso e la ritmica della recitazione, entrando nella dimensione temporale. Ma contemporaneamente deve saper esprimere il paesaggio o la situazione che esprime usando le parole come un pennello di un pittore, con acuto dono di sintesi e di capacitร  espressiva. Ma le vere colonne dโ€™Ercole che il vero poeta deve saper vincere ed oltrepassare sono la capacitร  di riuscire ad esprimere uno stato emotivo, interiore, un momento misterico, poetico, ispirato, quindi una condizione inesprimibile a parole, semplicemente usando un mezzo razionale come la parola che di per sรฉ non รจ concepita per tale fine.

Mentre la musica o la pittura possono โ€œparlarciโ€ direttamente di queste sfere animiche attraverso paesaggi luminosi od oscuri, scene forti o magiche, armonie lunari dolci o ritmiche incalzanti e persino violenti, ecco che utilizzare un mezzo razionale richiede un doppio lavoro allโ€™artista, poichรฉ ha innanzitutto la necessitร  di esprimere e indurre ad un sentimento e a delle percezioni animiche inesprimibili de facto, ma per farlo deve calarsi in un terreno che lo porta lontano da tutto questo e anzi gli rende il compito piรน arduo e articolato. Il musicista diviene canale del Nous direttamente lasciando parlare lโ€™energia superiore attraverso le sue dita e il suo strumento, non ha bisogno di razionalizzare.

Esso diviene Mago semplicemente interrompendo il flusso razionale e calandosi nella sfera artistico-misterica. Similmente il pittore utilizza la sua mano, il suo occhio e il pennello per fare la stessa cosa nella coordinata spaziale della tela, senza utilizzare parola o ragionamento (o perlomeno non necessariamente). Il poeta ha invece sempre questo doppio livello da dover maneggiare e al quale non puรฒ mai sottrarsi. Ecco che i poeti sono quindi gli artisti piรน โ€œeroiciโ€ ed esploratori del mondo artistico.

Non รจ un caso che la maggior parte dei filosofi, nello studio delle arti, siano stati attratti principalmente da questa arte. In particolare Heiddeger, รจ fra i piรน espliciti in questo percorso e pone nella capacitร  e funzione poetica la massima potenzialitร  per ottenere lโ€™Aletheia (ossia il disvelamento dellโ€™Essere, della Veritร  ultima in senso principalmente ontologico) attraverso la poesia, forma di linguaggio aprente la parola stessa e quindi piรน vicina, per lโ€™uomo, in termini assoluti allโ€™Essere parmenideo, o per meglio dire, allโ€™Uno di Plotino.

Se le arti figurative e la musica pongono lโ€™artista a diretto contatto con le forze del Nous attraverso un processo di canalizzazione di un linguaggio superiore che viene reso fruibile su questo piano contingente e di spazio tempo, se lo scritto prosaico rimane sempre ben ancorato nel mondo materico e razionale pur permettendo al lettore di attivare il proprio potere creatore-immaginifico, ecco che il poeta rimane nella โ€œterra di mezzoโ€ e con i piedi ben ancorati al terreno ( il linguaggio del parlato) ma la testa fra le nuvole ( il senso della musicalitร  e della rappresentazione) esso diviene volente o nolente un ponte allungato vivente tra queste 2 sfere cosรฌ opposte e complementari, il tutto nello stesso momento creativo.

Il poeta vive di entrambe le realtร  contemporaneamente e la stimolazione artistica che ne ricava รจ tra le piรน potenti e articolate. Non a caso nella Grecia classica, prima di Esiodo, nellโ€™antico Santuario di Elicona, si veneravano 3 Muse, tutte e 3 afferenti alla poetica: Melete, la concentrazione, la memoria e la capacitร  di affinare la pratica del poeta, Mneme la capacitร  mnemonica di recitare versi e infine Aoide (o Aede) che incarna il Poema cantato e declamato. Come vediamo i Greci vedevano il Poeta pari al Sacerdote officiante mentre canta i versi Misterici del Rito Sacro.

Ed il Poeta diviene un veggente non solo nellโ€™antica Grecia, ma anche nel simbolismo Francese di fine โ€˜800 dove Rimbaud conia il termine โ€œVeggenteโ€, infatti giovanissimo dice: “Io dico che bisogna esser veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso un lungo, immenso, ragionato disordine di tutti i sensi”. Ecco, qui vediamo come la destrutturazione del mondo sensibile รจ tramite necessario affinchรฉ il poeta possa arrivare allโ€™Aletheia. Processo non necessario nella musica, nella prosa e nella pittura.

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Perchรฉ questo studio comparativo delle diverse forme artistiche?Da un certo punto di vista, la focalizzazione di questi aspetti porta il fruitore dellโ€™arte sul piano indagatore e quindi mentale dellโ€™opera, cosa che di primo acchito potrebbe essere non utile per un rapporto diretto, animico con essa. Eppure questo approfondimento e studio ha dei lati interessanti: permette di capire meglio verso quale forma artistica si รจ naturalmente piรน portati e le motivazioni soggiacenti, in secondo luogo aiuta a capire in che modo le energie e i linguaggi si muovono su queste dimensioni nelle varie forme dโ€™arte, e infine da piรน consapevolezza sul perchรฉ si ricevono certe sensazioni e percezioni, a volte abbastanza diverse fra loro, in campo artistico.

Eโ€™ uno studio soprattutto molto utile per chi vuole fare arte in modo attivo, magari passando da una forma allโ€™altra. Sono aspetti nei quali gli artisti si imbattono costantemente, sia coscientemente che inconsciamente. Le sensibilitร  dellโ€™artista e del fruitore si confrontano ed elaborano sempre tramite queste sfere. Capirle con un percorso consapevole e studiarne le particolaritร  aiuta a padroneggiarle e a esperire meglio il ritorno emotivo, animico e persino razionale che unโ€™opera dโ€™arte puรฒ dare, sia allโ€™artista nel processo creativo, sia allo spettatore nel momento di fruizione.

Ovviamente quanto da me qui scritto รจ una visione personale soggettiva. Non รจ mia intenzione rendere i concetti qui esposti come โ€œregolaโ€ ma semplicemente come spunto di riflessione iniziale sul quale poi, ognuno รจ libero di strutturare la propria personale visione.

Buona Arte a tutti voi…nello Spazio, nel Tempo, Nel Cuore e nellโ€™Intelletto.

Buona Arte a tutti voi…agli Artisti Creatori e agli Artisti Spettatori.

Buona Arte a tutti voi…siamo tutti Artisti, Artisti di noi stessi…ogni istante, creiamo la nostra opera, un mondo, una storia, una coscienza.

Natale Schavoni oil, canvas 122 x 155,5 cm
https://www.federicogualdi.it/Vita-imita-Arte

๐‘ฝ๐’Š๐’•๐’‚ ๐’Š๐’Ž๐’Š๐’•๐’‚ ๐‘จ๐’“๐’•๐’†

Prima Parte

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Nella vita di ogni giorno, per le strade delle nostre cittร , uomini vivono come macchine in una cantilena ricorrente, rassicurante, che li incatena incantandoli, dentro un vortice di sicurezza forse finta, forse necessaria, ma difficilmente viva o intrepida.

Eppure pochi uomini, nelle epoche piรน diverse, fin dall’Antichitร , hanno coltivato un Linguaggio segreto, vasto, sperduto, indomabile, che richiama a lati interni, a valenze segrete che rimangono in potenza ad ogni lume umano che ne vuole avere accesso. Con un gesto di volontร , cardiaca ed intellettuale, unendo le 2 sfere in unโ€™unica presenza, chiara volitiva, lโ€™uomo accede a questa sfera sacra che risiede nelle alte sfere del silenzio della ragione.

Arte. Lโ€™Arte รจ il ponte. lโ€™Arte รจ un ponte. Un legame tra lโ€™uomo e lโ€™Uno. Ascoltare e vivere, questo ponte mai domabile tra il nostro lato Sacro e ciรฒ che รจ oltre il nostro percepire ed essere. Perchรฉ lโ€™Arte, nonostante questi anni di iperpositivismo, di materialismo intellettuale, di tecnologia e fede nella scienza, รจ ancora viva e forte. Ricercata, usata, fruita, studiata, ed esperita in ogni declinazione del nostro globo. Questa sua forza trascendente, che viene da un moto interiore sincero, ineluttabile dal tempo e dal luogo, รจ una fonte di rigenerazione per le nostre anime che ritrovano in essa un luogo di respiro.

Vi รจ un Linguaggio in essa, ci pone in contatto con le sfere superiori ove la nostra coscienza risiede in pace armonizzandosi nelle sue forme assolute e piรน pure. Questo momento catartico, il momento artistico, sia quello della creazione che della fruizione, รจ innanzitutto momento Sacro, che se ne sia consapevoli o meno. Lโ€™Arte permette allโ€™uomo comune, senza divinitร , con dei e religioni ormai morti, di ritrovare uno spazio intimo di rigenerazione interiore, essa rimane il vero momento Sacro dellโ€™uomo del 21ยฐ secolo, uno dei pochi rimasti. In che modo lโ€™Arte dispone alla consapevolezza del mondo animico facendoci accedere a queste sfere superiori? Lโ€™arte, essenzialmente, รจ composta di 2 momenti chiave.

๐— ๐—ผ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—–๐—ฟ๐—ฒ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ผ

Lโ€™artista, l’artista vero, quello che produce sotto un momento-influsso catartico che lo domina, รจ colui che diviene canale consapevole delle energie superiori e attraverso le sue caratteristiche archetipali personali, attraverso le sua impronta unica, traspone nel mondo sensibile, percettibile, le armonie e bellezze che provengono dalle sfere del mondo iperuranio metafisico. Ma non basta la capacitร  di collegarsi con il mondo metafisico, l’Artista dispone di una tecnica che ha coltivato e sviluppato negli anni.

Questa tecnica, attenzione, puรฒ sembrare afferire ad una sfera razionale e meccanica, ma in realtร  essa, col passare del tempo viene assimilata e interiorizzata dalla sfera corporale e intellettuale tale per cui diviene parte stessa dei corpi sottili e materici della persona che a questa punto la possono utilizzare direttamente senza passare dalla sfera razionale. Questa capacitร  di utilizzare la techne รจ necessaria e indispensabile, altrimenti lโ€™artista non puรฒ staccarsi dalla sfera razionale-meccanica nel processo di creazione e volare oltre la sfera piรน grossolana della mente per entrare nella vibrazione intuitiva e diretta. Come ciรฒ possa accadere รจ una forma Misterica tanto quanto il momento di un Rito Sacro per un Sacerdote che officia.

Lโ€™Artista nel momento creativo รจ pari ad una forma Sacerdotale, attraverso la propria ritualitร  รจ in grado di collegarsi alle vibrazioni celesti per tradurle nella propria techne in forme fruibili allโ€™umanitร . Ma la cosa ha spesso un prezzo e un dono. Divenire canali di queste forze significa affrontare un percorso interiore particolare, mai prevedibile, sicuramente sempre personale.

Nel momento artistico, lโ€™anima entra in mari e venti attivi e potenti, sovrumani; se la persona non ha una preparazione nel gestirli e si intrattiene troppo in essi, gli esiti possono essere una sensazione di estraniamento dal mondo normale in particolare da quello degli uomini. In alcuni casi molti artisti cominciano a fare uso a droghe e stimolanti per richiamare questo contatto, soprattutto quando la vis artistica tende a scemare, cosa che succede spesso per motivi fisiologici e salutari alla persona stessa. Ecco il perchรฉ molti artisti spesso conducono una vita naif, da clochard, comunque poco in linea col resto della gente.

Queste frequente situazioni sono proprio dovute al contatto continuo con queste forze profonde che lโ€™uomo non riesce a controllare e trasmutare del tutto a proprio nutrimento. Da questa prospettiva se il Sacerdote รจ un utilizzatore consapevole ed attivo delle forze nascoste, ne conosce la genesi e si rapporta con un lignaggio passato che gli ha trasmesso una scienza misterica sia esteriore che interiore modellata per salvaguardarlo e accompagnarlo, nellโ€™artista il viaggio รจ quasi solitario, avventuroso e senza preparazione. Ecco che lโ€™umanitร  razionale รจ naturalmente attratta ed incuriosita dalla vita degli artisti, poichรฉ, tramite non solo le loro opere, ma tramite la loro semplice presenza, pregna di queste vibrazioni che lo dominano, le persone comuni possono percepire e vivere gli echi di queste forze superiori.

Divenire canali di queste forze significa arrendersi e donarsi, innanzitutto sensibilmente, percettivamente, intellettualmente allโ€™ascolto dellโ€™oltrenoto. Lโ€™artista non puรฒ sottrarsi a questo โ€œrito sacrificale catarticoโ€, รจ un richiamo troppo forte e incantante. In quel momento esso vive una vita non sua, trae energia da altre sfere e il tempo perde di consistenza, ma lo fa in presenza di spirito e ne fruisce direttamente. Ecco il dono. Eโ€™ la forza Artistica che sceglie, non รจ mai lโ€™uomo a decidere di divenire artista, esso non puรฒ non รจ in grado di stabilire il contatto sottile con la sola volontร  personale. Questo contatto avviene in modo intuitivo, immediato, semplice e non puรฒ essere trovato o costruito artificialmente.

Il momento artistico รจ magico. Lโ€™Arte viene a prendere, e la vis artistica domina, non ci si puรฒ sottrarre ad essa, quando essa alberga. Quando ciรฒ accade, la coscienza entra in un mondo interiore di comunione, riflessi, percorsi e senza esitazioni, comincia a creare ascoltando, per meglio dire โ€œpossedutaโ€ dai ฮดฮฑฮฏฮผฮฟฮฝฮตฯ‚ (daimones) artistici che la abitano. Questi Daimones sono le famose Muse degli antichi, esse abitano un altro piano di esistenza ove gli eterni si incontrano con le virtรน e potenze superiori in particolare con la Bellezza.

La creazione vive di unโ€™energia propria, dove la personalitร  dellโ€™artista ha solo unโ€™eco di contorno, si puรฒ dire formale, che nellโ€™Opera finita darร  il carattere unico ma esteriore, formale. Finito questo momento creativo, soprattutto dopo diverso tempo, lโ€™artista stesso diventa fruitore, spesso stupito della sua stessa creazione: โ€œ…son stato io a produrlo?โ€. Questo รจ il segno della bontร  dellโ€™opera. Ecco la spiegazione della capacitร  creativa di qualche artista, spesso circoscritta a pochi anni della loro vita, come Gioacchino Rossini o Arthur Rimbaud. Essi, finito il periodo di contatto con i loro Daimones artistici, sono andati su nuove sfere di vita ritenendo il momento artistico concluso in modo naturale, ineluttabile.

Vediamo ora il secondo momento.

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Per parlare del momento fruitivo รจ necessario innanzitutto formalizzare un triangolo concettuale che ruota attorno allโ€™Arte: Arte-Bellezza-Nous. Questo triangolo deve essere visto da una prospettiva neoplatonica-plotiniana. Lโ€™anima, incarnata, riceve le stimolazioni attraverso i sensi sensibili (esteriori ed interiori) e per mezzo della mente li decodifica in modo sistematico per far infine fluire il tutto nella propria coscienza che fruisce dello spettacolo della vita. Tuttavia, nel mondo ordinario questa danza multiforme, รจ spesso troppo materica e โ€œdensaโ€ tale per cui lโ€™anima, pur fruendo della vita, sente verso essa, col passare del tempo, un distacco di โ€œaffinitร โ€ che porta spesso alla perdita di interesse verso la stessa.

Lโ€™anima necessita quindi di vibrazioni affini per tornare a respirare la propria โ€œcasaโ€, delimitata dalle sensazioni terrene, i momenti che le concedono il respiro alto sono circoscritti e limitati. Eโ€™ il momento del Sacro, quello dove le nostre vibrazioni piรน sottili si destano e rianimano il nostro essere in modalitร  incomprensibili dalla prospettiva profana. Lโ€™Arte ha questa funzione, e in essa lo spettatore, attraverso lโ€™Opera si ricollega seppur in modo indiretto con una musica superiore dimenticata, che viene riportata alla coscienza animica, spesso in modo inconscio. In tutto questo la Bellezza, e con essa lโ€™Armonia, รจ lโ€™ambasciatrice del Nous contenuta nel Linguaggio artistico. Un riflesso che dallโ€™alto senza perdere vigore e contenuto arriva fino al mondo sensibile.

La Bellezza, รจ infatti la potenza-virtรน che meglio si puรฒ trasporre nel mondo sensibile materico senza perdere la sua forza vivificatrice. Per questo lโ€™uomo, dotato di una certa sensibilitร , necessaria per poter fruire lโ€™opera artistica, รจ naturalmente attratto dallโ€™Arte, in quel momento egli crea un momento Sacro dove attraverso le sensibilitร  esteriori, lโ€™Anima si ricollega alle sue radici. Eโ€™ ciรฒ che i rosacrociani e alcuni mistici chiamano โ€œspiritualizzare la materiaโ€. La bellezza รจ una forza magnetica, che ammalia i sensi e interrompe il fluire mentale razionale, lโ€™uomo davanti ad unโ€™opera Bella smette di ragionare e sente sorgere in sรฉ emozioni uniche e profonde a cui non sa dare spiegazione. In quel momento, mai come prima, si sente mistericamente vivo e presente. Ecco nuovamente la Magia dellโ€™Arte. Magia nel senso piรน Sacro del termine.

Se nel Creatore la Magia รจ il contatto con le sfere superiori, nel Fruitore la Magia รจ il risveglio delle facoltร  latenti animiche attraverso la percezione della Bellezza. Ricordo chiaramente alla National Gallery di Londra unโ€™amica mettersi a piangere per lโ€™emozione di trovarsi davanti ad un Van Gogh. Avevamo 15 anni, per me la visione di un ragazza piangere davanti ad un quadro fu una sorta di rivelazione mistica. Compresi la potenza dellโ€™Arte che in se, matericamente ha spesso un valore insignificante, in questo caso una tela con un disegno sopra, ma da un punto di vista simbolico e sensibile ha un valore soggettivamente inestimabile.

Questo potere dellโ€™Arte, in grado di muovere ad emozioni forti ed inaspettate intere masse di persone รจ una chiave di volta che puรฒ salvare lโ€™umanitร  dalla caduta nel materialismo piรน banale e mortificante, molto piรน, ad esempio della conoscenza intellettuale o del senso religioso. Se il Nous ci ha dato delle chiavi di affrancamento, non solo a livello di singolo individuo, ma a livello di umanitร  nel suo complesso, ecco che lโ€™Arte รจ una via potente, sicura e che puรฒ essere usata su vasta scala per risvegliare nellโ€™uomo chiavi e tasti sottili, spesso atrofizzati. Sicuramente lโ€™Arte da sola non puรฒ risvegliare in toto un uomo, forse tranne rari casi, ma sicuramente รจ un primo accesso fruibile a tutti ed รจ un Linguaggio universale molto diretto per chi ha la voglia di porsi in ascolto.

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Eโ€™ giusto a questo punto chiarire un aspetto dibattuto sullโ€™Arte: รจ Arte solo ciรฒ che stimola nel fruitore una sensazione di Armonia e di Bellezza, un moto ascendente o รจ Arte anche un qualcosa che stimola a prescindere, magari colpendo con immagini forti e persino disturbanti, brutte? Seraficamente si potrebbe rispondere che la risposta risiede in ognuno di noi a seconda delle nostre declinazioni e tendenze animiche. Dal mio punto di vista la risposta รจ senza tentennamenti: lโ€™Arte quella che innalza lโ€™Anima alle sue sfere di provenienza, รจ quella che trasmette il senso del Bello, dellโ€™Armonia e tramite esse ci porterร  alla percezione del mondo iperuranio.

Lโ€™Artista รจ un ambasciatore dellโ€™oltreterreno e come tale non รจ un semplice stimolatore dei nostri mezzi percettivi. Per stimolare i nostri sensi non abbisogniamo di Arte, basta molto meno. Si confonde con lโ€™Arte la stimolazione percettiva, lโ€™iperstimolazione, la ricerca del desueto e del forte. Da questo punto di vista siamo nel campo attiguo a quello delle droghe o dellโ€™alcol, anche se su livelli meno drastici. Iperstimolazione percettiva-sensibile.

Ma al fruitore consapevole รจ ben chiara la differenza tra queste 2 forme di stimolazione percettiva. Una dispone lโ€™animo e nutre lโ€™anima, lโ€™altra colpisce i sensi e stimola le emozioni. Si puรฒ considerare Arte anche questa seconda sfera? Per alcuni si, lโ€™importante รจ saper distinguere bene queste 2 sfere cosรฌ diverse sia negli intenti che nei risultati sulla persona. Lโ€™Arte che promuove al bello eleva a affranca dal materiale. Lโ€™arte che stimola i sensi e le emozioni rimette nelle percezioni materiche e porta ad un dialogo sulle sensibilitร  terrene.

Una bella differenza, ognuno ovviamente scelga ciรฒ che preferisce. Lโ€™arte storicamente ha cominciato a produrre questa seconda tendenza a partire dal periodo della rivoluzione industriale e dellโ€™Illuminismo, momento in cui il legame con le forze della Natura e il senso di rispetto e di forza verso la stessa sono venuti meno. Un momento in cui lโ€™Uomo ha mostrato la sua โ€œVolontร  di Potenzaโ€ in modo consapevole e mirato, cercando lโ€™affrancamento sia dalla Madre che dal Padre.

Come ascoltare e poter fruire lโ€™Arte per trarne dunque il miglior beneficio? Vi sono 2 aspetti in questo tema: – la forza intrinseca del linguaggio artistico- la sua valenza Sacra. Lโ€™arte, in quanto linguaggio, in quanto pura fruizione, deve smuovere interiormente mediante un rapporto diretto, cardiaco e viscerale con essa, con lโ€™Opera. Il consiglio qui รจ di fruire lโ€™opera senza averla prima studiata, ma entrando in contatto con essa come una tabula rasa. Non razionalizzare, non pre-studiare lโ€™artista e lโ€™opera, neanche il movimento artistico o il contesto. Entrare ignoranti come un bambino nella camera della fruizione. Fare il silenzio interiore, preferibilmente in solitudine, ed ascoltare con profondo contatto, in modo totale, con una sorta di meditazione verso lโ€™opera.

Se siamo collegati essa ci parlerร  col suo linguaggio e lโ€™impressione che ne avremo sarร  il dialogo tra noi ed essa, in modo profondo, spesso inconscio. Passato un minimo di 1 giorno da questo primo contatto ed avendo scaricato la percezione e le impressioni durante il sonno di una notte, si puรฒ, se si vuole, studiare razionalmente lโ€™opera e tutto il contesto, inquadrarla ed entrare, a questo punto, in contatto nuovamente con essa, con modalitร  simili.

La seconda volta, lโ€™opera ci parlerร  piรน razionalmente, ne scorgeremo nuovi particolari ed avremo oltre ad unโ€™impressione sensibile, anche una razionale che darร  una lettura piรน intellettuale al tutto. Il primo momento rimane il piรน importante perchรฉ รจ il vero contatto tra noi e le forze che soggiacciono nella materia dellโ€™Opera. Il momento Dionisiaco. Il secondo, non necessario ma utile, serve solo a contestualizzare e a dare una visione piรน ordinata alla fruizione, soprattutto in un percorso strutturato. Il momento Apollineo. Si deve evitare quindi di leggere prefazioni o introduzioni di testi, o di studiare lโ€™artista e la sua vita prima di andare ad una mostra. Bisogna collegarsi animicamente, dionisiacamente, ascoltando il soffio leggero che traspare. Facciamoci stupire ed emozionare, incantare dallโ€™Opera con la sorpresa e lโ€™Armonia che essa induce in modo diretto. Questa รจ la vera fruizione dellโ€™Arte.

Il secondo aspetto, che tratteremo ora, รจ la sua valenza Sacra. Da questa prospettiva lโ€™Arte va fruita nei tempi giusti e nelle condizioni giuste, altrimenti sarร  unโ€™esperienza non animica. Questo significa che non bisogna imporsi nulla, non bisogna sovraccaricarsi di fruizione, non bisogna, soprattutto, cibarsi di Arte in un momento in cui non si รจ in equilibrio e in stato di quiete. Dobbiamo immaginare il momento Artistico come un incontro con la nostra divinitร  interna. Lโ€™Arte risveglia e stimola il nostro Daimon, e perchรฉ ciรฒ avvenga bisogna avere rispetto e attenzione verso il momento. Altrimenti lโ€™incontro sarร  muto, morto, infruttuoso e questo potrebbe indurci a ritenere che lโ€™opera o persino lโ€™Arte stessa non ci possa essere dโ€™aiuto.

Non si deve quindi esagerare nella fruizione artistica, รจ meglio essere soli o accompagnati da persone della stessa sensibilitร  e si deve immaginare di camminare nel proprio tempio interiore. Questo aspetto รจ spesso trascurato, mentre con un po’ di attenzione, si noterร  come il linguaggio presente nella fruizione diventerร  invece piรน chiaro e potente ai nostri sensi sottili.

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Chiudiamo questa trattazione sullโ€™Arte con un aspetto ritengo poco trattato ma utile da avere chiaro: vi sono forme dโ€™Arte che rendono il fruitore essenzialmente passivo mentre altre lo rendono in parte passivo e in parte attivo. Facciamo un esempio: la fruizione di un film rispetto a quella di un libro รจ maggiormente passiva in quanto il film stimola piรน sensi e rende il fruitore meno libero nei tempi e verso le diverse percezioni che riceve: il tempo non รจ modificabile, i personaggi sono codificati, i suoni e le scene delineati. Viene lasciata poco spazio alla fantasia.

Lo scritto, magari narrando la stessa storia, รจ invece rispetto al film, chiaramente piรน attivante: il racconto รจ un substrato sul quale il potere immaginifico del fruitore crea il proprio mondo sensibile ed emotivo. Le tempistiche divengono soggettive, i personaggi assumono contorni personalizzati e le scene inclusi i rumori sono creazione pura del fruitore. Inoltre lo stesso passo puรฒ essere riletto o letto con diverse velocitร . La prosa รจ quindi un catalizzatore piรน potente per stimolare il potere immaginifico.

Il film รจ invece un mezzo piรน chiuso e finito. Questa cosa รจ importante e va approfondita per chi vuole essere un artista. Gli artisti devono sviluppare sia il potere sensibile-passivo che quello immaginifico-attivo. Senza questi 2 poteri, complementari, la vis artistica รจ assente. Ecco quindi che i semplici fruitori possono non porsi questo problema, mentre gli aspiranti artisti non solo devono avere a che fare con opere attivanti, ma devono anche saper entrare in diverse sfere artistiche per essere dei Maghi dellโ€™Arte completi e sicuri. Non รจ infatti raro che alcuni artisti siano produttori in diverse sfere artistiche; questo fa parte del percorso artistico e rende il rapporto con il metafisico piรน forte e strutturato.

Eโ€™ utile ad esempio che i bambini abbiano a che fare con le diverse classi di Arti e che siano stimolati in particolare da quelle piรน attivanti, per aiutarli nel processo di sviluppo intellettuale e immaginifico che lโ€™Arte puรฒ compiere sullโ€™uomo predisposto. Si puรฒ rendere la musica attivante, ad esempio, intervallando momenti di ascolto a momenti di esecuzione strumentale, o la visione di un film chiedendo loro di fare un riassunto scritto e di disegnare le scene. In questo modo lโ€™essere sarร  un domani pronto a passare dalla sfera percettiva alla sfera creativa. Arte, terreno di pochi titani che riescono a rubare il fuoco divino per donarlo agli uomini.

Che questo fuoco illumini gli uomini che lo cercano. Esso รจ presente in noi, da sempre, deve solo ritrovare, attraverso un lume esterno di stessa qualitร , la sua natura vivificante. Arte, Linguaggio divino che ci รจ stato donato al pari dei Simboli e del libro della Natura. Arte, via di conoscenza e di vita. Uomo, la piรน grande forma dโ€™Arte del creato, Dio e materia, riflesso di un Universo esso stesso pura Arte creatrice, originante da un Sommo Principio. Che questa Luce illumini il nostro viaggio.

Vita imita Arte.

Natale Schavoni oil, canvas 122 x 155,5 cm
https://www.federicogualdi.it/larte-nascosta-nel-tempio/

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E se, in fondo, il destino della nostra vita, fosse molto piรน semplice di quanto noi stessi immaginiamo?
Se lo scorrere delle nostra vita non avesse un fine particolare ma fosse visione di una semplice rappresentazione scenica?

In queste 2 sere, lontano dall’uomo, camminando nella natura sotto il cielo aperto e luminoso, guardando la bellezza di questa Luna e delle stelle a contorno, sono rimasto rapito dalla naturale bellezza del mondo nel suo lento scorrere notturno.

E nella luce lunare ho sentito come, in fondo, al di lร  delle nostre debolezze umane, dei nostri tentativi di volontร  e di controllo, forse il mondo, nella sua sola e semplice presenza, รจ qualcosa di forte…intenso…magico, che non riusciamo ad afferrare…o lo abbiamo dimenticato, senza accorgercene.

Il mondo รจ semplicemente…e questo essere non รจ che Pura Bellezza.

E se l’uomo non fosse altro che il mezzo per contemplare la bellezza in tutte le sue declinazioni?
Le forme, i chiaro-scuri, l’armonia del colore, il suono della natura, il silenzio che scorre, i profumi e i sapori che ci penetrano, una foglia tra le dita, una pelle vellutata o un pelo morbido e caldo…e altri infiniti dipinti sensoriali, senza fine e senza riposo.

Tutte manifestazioni armoniche e misteriose di un’unica sorgente, che tramite noi gode della sua creazione, del suo paradiso. E noi strumento in esso.

Ma ci perdiamo, e dimentichiamo.

Solo ricollegandosi allo spirito, nel silenzio della notte, quando il mondo dell’uomo tace, ricollegandosi, tutto รจ bellezza, e questo linguaggio, vivo e penetrante, ammalia e rapisce…porta in un’altra dimensione il nostro spirito, e lo affranca dall’essere umano.
Ci sentiamo, di nuovo, finalmente, come avevamo dimenticato, e lo scorrere, dentro e fuori di noi, รจ vita e linguaggio.
E lasciarsi andare, nelle pieghe della vita, a questa sensazione, รจ una dolce morte verso la Sorgente.ย 

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Lampi di Luce condensata nel substrato materico. Potere creativo donato allโ€™uomo per renderlo divino. Cosa รจ quellโ€™atto, quel potere che rende lโ€™uomo capace, oltre lo scenario del contemplato? Oltre lo sguardo di ciรฒ che รจ. Oltre la legge e le declinazioni dello scorrere del tempo, dei gesti rituali, del mondo divoratore. Avere il dono di rendere quel che non รจ, rimodellare lo spirito in infinite forme, plasmare il corpo, il suono, il colore, lโ€™intensitร . Questโ€™atto unico, magico, lucido e istintivo rende lโ€™uomo spettatore e canale di altro nello stesso istante. Un paradosso allโ€™interno dello stesso divenire fenomenico. Guardando gli animali, le piante, la natura, il creato, non possiamo che restare affascinati nel contemplare la perfezione ed armonia di tale creazione.

Tuttavia tutto nel creato soggiace a regole, momenti e movimenti predeterminati, con cadenza e forze perfette che rendono il fluire della vita semplice, potente e spettacolare. La Mente che ha immaginato questo mondo si mostra tramite esso nella sua perfezione, poichรฉ il frutto di tale immaginazione dimostra unโ€™arte e capacitร  sublimi, con doti tecniche e artistiche non solo massime ma anche compenetrate in egual modo in una simbiosi e sintesi mirabile. Ma ecco che dentro questo panorama, questo spettacolo variopinto e senza fine, troviamo un essere, parte del disegno stesso, eppure, contemporaneamente, dotato di immaginazione attiva a sua volta. Lโ€™uomo. Lโ€™unico essere creato dotato di immaginazione. Lโ€™uomo quindi immagina, crea mondi dentro mondi preimmaginati da unโ€™altra intelligenza. Scenari su scenari. Tramite lโ€™umana immaginazione, ecco sorgere lo spettacolo dellโ€™altro, del diverso, del controverso e dellโ€™avverso rispetto a ciรฒ che รจ, naturalmente in questo mondo.

Il Cosmico ci ha dato in dono questo suo potere. Potere smisurato. Il suo utilizzo non determina solo il nostro destino singolare, il destino dellโ€™umanitร  intera, ma tramite la sua potenza, il destino dellโ€™intero creato. Come questo sia possibile รจ un misteroโ€ฆforse, e non dobbiamo escluderlo, รจ persino un inganno. Reputare che il nostro potere immaginifico sia in grado di mutare il panorama di quanto ci circonda รจ forse pura illusione. Come diceva Spinoza, nulla avviene senza la volontร  di Dio. Lโ€™immaginazione umana allโ€™interno dellโ€™immaginazione divina a cosa porta? Forse alla sua radice in noi? Forse ci ricorda che non solo nello spirito, non solo nellโ€™anima, ma anche nellโ€™intelletto lโ€™Essere Supremo alberga in noi e noi non siamo che suoi strumenti su tutti i livelli? รˆ lโ€™immaginazione quella parte divina che ci rende i veri spettatori dellโ€™arte creatrice presente nel mondo?

Spettatori del bello, del giusto, dellโ€™armonia, del Sacro, della volontร  di potenza per ricongiungerci a Lui? Potremmo mai essere uomini senza il dono di immaginare? Simboli, concetti astratti, creazioni tecniche, arte, linguaggio, e molto altroโ€ฆ tutto sorge da un lampo iniziale posto nel fluire immaginifico. Lโ€™immaginazione rende lโ€™uomo capace di astrarsi dal contingente, renderlo partecipe del puro intelletto, della sfera causale, prendere unโ€™ispirazione dallโ€™alto, trattenerla, meditarla e infine elaborarla secondo le proprie strutture e caratteristiche archetipali, per renderla concretamente prodotto finale del (e nel) proprio mondo. Ma immaginazione non รจ solo questo, non รจ solo corporificazione di unโ€™intuizione superiore. Immaginazione รจ anche rielaborazione di unโ€™esperienza, saper rimodellare in funzione di nuovi scenari, poter adattare o completare al fine di migliorare.

Immaginazione รจ generare pura fantasia al fine di godere del bello e dellโ€™inconsueto, dello spettacolare, dello stupore, dellโ€™emozione. Riprodurre momenti di semplice fantasia fine a sรฉ stessi, per il puro godimento sensoriale, รจ un grande atto di immaginazione e nutrimento per lโ€™anima. Immaginazione รจ tecnica mentale cristallina che focalizza il pensiero su un concetto e lo elabora e valuta dalle infinite prospettive per poterlo studiare e padroneggiare con maestria. I bambini sono i primi veri maestri di tale arte. Essi provenendo dalle dimensioni sottili, e novelli praticanti della materia, combinano il loro forte potere mentale immaginifico con questo nuovo strumento nei loro interminabili giochi creando dal nulla, con semplici oggetti, storie e racconti di cui partecipano con profonda immersione. Questo forte potere immaginifico รจ ancora libero, viscerale, senza regole o filtri, e la sua energia nutre i corpi sottili del bambino.

Crescendo lโ€™immaginazione viene sempre piรน canalizzata e addomesticata in alcuni percorsi dove lโ€™essere dimostra una particolare predisposizione e attenzione. รˆ nostro compito fornire ai figli dellโ€™umanitร  tutto quanto possibile per coltivare e ben dirigere la propria immaginazione. รˆ tramite essa che un domani creeranno il loro mondo e, soprattutto, la loro visione di sรฉ stessi e del loro vissuto. Un padre e una madre cardiaci non trascureranno mai questo aspetto dellโ€™educazione dei propri figli.

Con lโ€™immaginazione i grandi condottieri sono riusciti a muovere intere popolazioni, con lโ€™immaginazione gli scienziati hanno trovato nuovi modelli e ristabilito i confini del sapere umano, con lโ€™immaginazione i filosofi hanno codificato il linguaggio sempiterno dei miti e della vita, con lโ€™immaginazione le arti tutte hanno nutrito intere generazioni, ininterrottamente, permettendo loro di elevarsi verso sfere e linguaggi sempre piรน sottili. Con lโ€™immaginazione lโ€™umanitร  intera ha compiuto i suoi passi attraverso lโ€™oscuritร  e lโ€™ignoto. Il mondo erotico trova terreno fertile nellโ€™immaginazione per vivificarsi e rinnovarsi in una perenne rielaborazione ed amplificazione di un gesto in sรฉ cosรฌ semplice e naturale. Lโ€™eros รจ il luogo per antonomasia della fioritura della potenza immaginifica. Il toro seduto sul fuoco primordiale.

Energia terrestre allo stato puro, pronta ad essere diretta in molteplici potenzialitร . Trasgressione, rottura del consolidato, magnetismo istintivo, tutto questo mondo dionisiaco erotico รจ tanto piรน potente quanto piรน lโ€™immaginazione dei conviviali trova concretizzazione nella preparazione rituale e nel compimento cerimoniale dellโ€™atto. รˆ soprattutto tramite lโ€™erotismo che lโ€™immaginazione nella sua forma piรน semplice e viscerale trova sfogo nella maggior parte dellโ€™umanitร  non abituata a coltivare questa forma divina, poichรฉ รจ in questa sfera intima e magnetica che le regole e le imposizioni della societร  non riescono a penetrare facilmente.

La sua sfera energizzante รจ quindi il canale potente tramite il quale lโ€™uomo comune, preda del suo istinto naturale, ritrova un contatto con questi fuochi e sfere superiori incomprensibili, sfuggenti, sacri, divini. Come ci ricorda Apuleio, a Psiche, amante di Eros, รจ vietato vedere il compagno, non puรฒ fare altro che immaginarlo nel buio dei loro incontri. Ma quando la sola immaginazione del volto di Eros non รจ piรน sufficiente, Psiche con una lampada dโ€™olio accesa ne illumina il viso, cancellando il mistero, denudando e profanando il dio. Ecco che Eros, vola via lasciando Psiche affranta e impotente, poichรฉ essa non รจ ancora pronta a padroneggiare tale visione divina senza il filtro dellโ€™immaginazione.

Gli amanti si ricongiungeranno molto piรน tardi, quando Psiche sarร  matura per godere di tale forza direttamente, avendo superato innumerevoli prove della vita che la renderanno capace di padroneggiare la visione del dio senza la necessitร  del filtro dellโ€™immaginazione. Ecco che in questo mito lโ€™immaginazione รจ un ponte, un passaggio intermedio tra lโ€™anima che anela alla Luce e la Luce stessa nella sua forma piรน pura. Questa facoltร , lโ€™immaginazione รจ propedeutica, maieutica, necessaria per arrivare alla Fonte Eterna.

Nel viaggio mistico quando lโ€™uomo comincia a nutrirsi di percezioni sottili, quando comincia a sentire lโ€™ultrasensibile, attraverso meditazioni, controllo delle emozioni, distacco dalle catene materiche, ecco che lโ€™immaginazione si mostra in forme sempre piรน alte, poichรฉ lโ€™intelletto รจ puro e pronto a recepirle. Essa, come una compagna, prende per mano lโ€™uomo per portarlo in mondi iperurani sconosciuti, lo vivifica dallโ€™alto, gli mostra ciรฒ che i suoi sensi non potranno mai donargli, con linguaggi nuovi e inesprimibili. Immaginare nel Sacro diviene quindi visione, realtร . Un linguaggio scenico incomunicabile e parimenti potente, che dona allโ€™uomo nuovi panorami nel quale vivere e reperire energie e spazi di luciditร  inaccessibili in altro modo.

Tramite questa sfera lโ€™uomo modella il proprio mondo Sacro. Ecco che immaginazione รจ sorella di Morfeo. Essi sono le due strade maestre e parallele per comunicare sui diversi livelli dellโ€™esperienza umana, al di lร  del noto, una nello stato di veglia, lโ€™altro nel sonno. รˆ lโ€™immaginazione la liaison sottile tra il mondo del vissuto profano e il piano della Luce vivificante, รจ in quel contatto tutto il suo potere e il suo scopo. Ed essa, attivata ed attivante nel silenzio, traduce e rende fruibile lโ€™ultrasensibile nellโ€™intelletto dellโ€™uomo predisposto verso tali linguaggi sottili. In questo mistico e artistica sono uguali. รˆ questo il momento in cui lโ€™essere adamitico sfiora il suo Dio. Immaginazione รจ andare oltre, รจ restare soli, immaginazione รจ contatto con la parte nascosta del tutto, รจ coraggio e pazzia. Pochi uomini curano questโ€™arte pericolosa. Pochi uomini la nutrono e la custodiscono.

Attardarsi in essa puรฒ portare alla pazzia. Eppure un suo bagliore vale piรน di mille vite vissute senza un anelito di magia. Attraverso la sua grazia lโ€™uomo accede allo spirito primordiale, e diviene esso stesso demiurgo, capace di creare e modellare attivando la divinitร  latente. Nellโ€™immaginazione rinnoveremo il nostro io. Nellโ€™immaginazione troveremo il ritorno allโ€™origine. Compagna dellโ€™uomo silente, sei arte nascosta, custodita gelosamente dai viaggiatori dellโ€™ignoto.

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maschera filosofia

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Osserviamo gli altri intorno a noi quando camminiamo in una strada di cittร : siamo circondati non tanto da corpi, quanto da volti in continuo movimento. Ci parlano, ci raccontano la loro vita. I volti hanno unโ€™attrazione magnetica verso i nostri occhi, prendere la loro energia, captarla anche se per pochi secondi, ci rende partecipi di un racconto. Un volto una storia, una storia un universo…e cosรฌ 1000 universi a nostra disposizione. Tuttavia la storia dei volti e della loro rappresentazione, in quanto maschere ha sempre avuto modalitร  ben strutturate nel nostro mondo…

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Nei ritratti, fino al ‘900, il volto doveva essere riprodotto con la miglior perfezione e fedeltร  possibile. Poi a partire dai primi decenni del 20ยฐ Sec la strada cambia: il volto non รจ piรน realismo della persona, che รจ al centro del proprio universo percettivo, ma diviene altro, metafora, modello e mezzo interpretativo sia per lโ€™artista che per lo spettatore. Il volto diviene esplicitamente maschera e la maschera ci parla dโ€™altro. Cosรฌ abbiamo lโ€™Urlo di Munch con tutta la sua angoscia esistenziale, lโ€™Autoritratto di Ensor con lโ€™unico volto umano del pittore su un sottofondo di maschere non solo macabre e grottesche ma anche dalle orbite vuote…chiara critica verso una civiltร  deforme e vuota.

O i famosi dipinti surreali di Magritte dove il volto non viene mai contestualizzato, quasi a voler dire che nella dimensione rappresentativa lโ€™essere sfugge ogni definizione e delineamento. In tutti questi nuovi linguaggi, la maschera del volto assume connotati nuovi. Se prima le maschere dei ruoli erano un dato di fatto necessario e imprescindibile, parte stessa della vita sociale, a partire da questo momento storico, dove la stessa realtร  viene messa in discussione cosรฌ come รจ percepita persino dalla scienza con la relativitร  e la fisica quantistica, il volto e la maschera divengono oggetto di studio e di analisi non piรน solo sociale e strumentale, ma anche interiore e personale, un viaggio analitico e riflessivo dellโ€™essere in questa dimensione…

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Il volto diviene quindi specchio dellโ€™anima, piรน degli occhi stessi. E come tale, il volto, necessita di protezione attraverso una maschera, per proteggere ciรฒ che mostra: lโ€™espressione del viso รจ dunque il vero mezzo di comunicazione tra lโ€™individuo e il mondo: se perรฒ il volto viene coperto, falsato, mascherato, il contatto con la realtร  si perde e lโ€™anima rimane dietro e quindi protetta. Abbiamo sempre saputo, fin quasi da bambini, che per vivere bene nel mondo, รจ importante avere delle maschere di protezione e di convenzione. Queste maschere non solo ci permettono di apparire come gli altri vogliono, come si aspettano che noi dobbiamo essere, come lโ€™etichetta sociale o famigliare imponeโ€ฆ

Le maschere sono anche un linguaggio convenzionale tra uomini che appartengono a diversi clan, e che attraverso tali clan, si mostrano al mondo degli altri clan. Il clan dei dark, degli artisti, dei lavoratori in giacca e cravatta, il clan dei solitari, il clan dei contestatori, degli sportivi e cosรฌ via, ove ognuno puรฒ trovare la propria zona di comfort per sentirsi pari fra pari e avere un luogo di protezione dal duro mondo che lo circonda con dinamiche estranee che lโ€™essere a volte non comprende, altre volte finge di non comprendere ed altre ancora non vuole comprendere.

Tutte queste maschere sono lโ€™interfaccia comunicativa e protettiva entro il quale lโ€™essere, caricato il programma del caso, รจ pronto ad interagire e comportarsi come concordato. Un mondo facile e perfetto, predefinito, codificato, ottimamente strutturato per far si che tutta la comunitร , crocevia e incontro tra i vari clan, si possa muovere armonicamente in un sistema di predizione e prevedibilitร  facile e consueto. Il tutto รจ rassicurante, ovattatamente semplice, invitante e poco dispendioso.

Nessuna sorpresa, nessun turbamento, nessuna storia da dover scrivere ogni volta. Una certezza, forse alienante o cortocircuitale nel quale a lungo andare lโ€™emozione potrebbe spegnersi interiormente senza quasi neanche rendersene conto. Del resto Persona in latino significa proprio maschera. Ecco quindi anche le maschere di carnevale con la loro tradizione caratteristica simbolica per ogni archetipo umano, ci parlano delle nostre stesse โ€œpersone” ridicolizzandole, iperbolizzando i nostri atteggiamenti. O le maschere veneziane che hanno una funzione proprio catalizzatrice: attraverso esse il volto รจ coperto finalmente, e lโ€™anima protetta รจ quindi libera di esprimersi senza timori e di mostrarsi per ciรฒ che รจ e vuole-desidera fare nel mondo materico…

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Ma fino a che punto lโ€™uomo rimane consapevole di tutti questi innumerevoli diversi volti-maschere che indossa ad ogni diversa occasione e circostanza? Fino a che punto lโ€™uomo dopo anni di utilizzo di tali maschere รจ in grado di dire senza alcun timore: “posso fare senza”? Questa รจ la domanda da farsi la sera, davanti al proprio specchioโ€ฆLe maschere sono mezzi, strumenti, stratagemmi sociali, mezzi di sopravvivenzaโ€ฆ ma a che costo? Fino a che punto tali maschere ci permettono di vivere, e fino a che punto ci soffocano? Eโ€™ questa la domanda.

Puรฒ un artifizio di comodo, ucciderci lentamente? Atrofizzare il nostro stato immaginifico e emotivo? Quando indossarla e quando no? Quando essere autentici e quando essere altro da noi? Questa questione ha tante risposte quanti sono i diversi momenti della nostra vita. Si puรฒ forse, imparando ad ascoltare il proprio maestro interiore, capire la cosa giusta; forse non รจ impossibile. I momenti chiave, quelli importanti, nei quali bisogna essere autentici, veri, pronti allโ€™ignoto, bussano alla porta del nostro destino spesso in modo chiaro. Non sentire questo flusso รจ essere giร  un po’ morti.

Lโ€™uomo vivo interiormente, lโ€™uomo che sente la propria vita chiaramente, capisce quando posare la maschera e tornare ad essere se stesso, perchรฉ la situazione รจ lรฌ, a chiamarti per nome, รจ li ad emozionarti come prima, รจ lรฌ a dirti che questa scelta che devi compiere โ€œoraโ€ cambierร  il tuo destino. E spesso non serve solo presenza di spirito, luciditร  e consapevolezza, questo รจ il requisito primario ma non sufficiente. Dobbiamo anche essere dotati di forza, forza vitale, richiamo di vita. Perchรฉ togliere la maschera e mostrarsi nudi davanti ai venti della vita, alla responsabilitร  delle proprie decisioni, richiede forza, fiducia, capacitร  di immergersi nel fiume della vita. Eโ€™ spesso questa la sfida piรน importante da fronteggiare…trovare la forza dentro di noi per aprirci e denudarsi…

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Andiamo un attimo piรน in profonditร . La maschera proteggendoci ci scollega emotivamente e vitalmente dal resto della struttura universale. Taglia le sinapsi, blocca il fluire degli umori. Questa maschera รจ protezione da una parte ma morte emotiva dallโ€™altra. Ecco perchรฉ attardarsi troppo in esse รจ rischioso per la vita, per la nostra consapevolezza. Non รจ un male in se, usare le maschere.

Eโ€™ un male usarle sempre, nascondersi ininterrottamente. La vita non puรฒ essere vissuta proteggendosi sempre, bisogna mettersi in gioco, altrimenti essa muore. E a lungo andare lโ€™essere potrebbe ritrovarsi a vivere in una eterna finzione. Quante persone, nei nostri ricordi di bambini, gioiose e vive per poi rivederle molti anni dopo tramutate in โ€œmacchine organicheโ€ che alla fine hanno fagocitato lโ€™essere emotivo stesso? Ricordiamoci, non cโ€™รจ gioia senza sofferenza, stupore senza noia, desiderio senza rigetto, allegria senza rabbia, questo รจ il percorso nel nostro mondo materiale.

Non vivere queste emozioni, nelle loro accezioni negative, non ci permetterร  quindi di sperimentare e capire in quelle positive quando questi arriveranno. La mancanza del buio non ci farร  riconoscere la luce. Una mancanza del rumore non ci dirร  quando saremo nel silenzio. La mancanza dellโ€™odore non ci farร  percepire la bellezza di una fragranza profumata. Siamo esseri duali, e come tali dobbiamo abbracciare entrambi i lati della vita. Questa รจ la regola per chi vuole vivere immerso nel mondo e abbracciarlo nella sua totalitร , non vi puรฒ essere altra via. Saper riconoscere i giusti tempi delle maschereโ€ฆ questa la sfida piรน sottile quando si maneggiano.

Sa lโ€™essere riconoscere tutte le maschere che indossa? Sa capire quando ne sta usando una, quando รจ scoperto, quando la cambia in un’altra? Quando le modifica, le riprende, le butta per sempre? Perchรฉ se non cโ€™รจ niente di male nellโ€™usare una maschera quando si interagisce con gli altri, il vero rischio che lโ€™uomo deve evitare รจ rientrare nel proprio castello la sera, sedersi davanti allo specchio e non vedere che il volto di fronte a sรฉ, รจ ancora una maschera e non il vero viso. Spesso alcune maschere hanno velate funzioni positive, propedeutiche, necessarie, ma nonostante i buoni propositi, riusciamo a scollegarle quando esse non sono piรน necessarie? Quando dobbiamo collegarci col nostro seme centrale? Quando dobbiamo ricollegarci alla sorgente? O dimentichiamo? Forse diventiamo pigri?.

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Davanti allo specchio devi vedere il tuo volto nudo, coi suoi difetti, le sue cicatrici, persino le sue bruttezze e umane debolezze. Ma devi vedertiโ€ฆ se vuoi essere vivo. Troppi uomini dimenticano questa semplice regola e giorno dopo giorno una maschera li ghermisce, lentamente. Diventano preda, strumento di quella maschera. Senza di essa si sentono vuoti, senza forza, senza uno scopo. La maschera come un acido interiore li corrode, li consuma nella forza vitale. Ecco la vera maschera di cui avere timore, non le centinaia che indossiamo ogni giorno. La maschera interna, quella che si cela alla nostra vista, quella che non vediamo allo specchio.

La maschera che ci dice: โ€œIo sono il tuo volto, sono la tua realtร , i tuoi pensieri, la tua stradaโ€, essa ci porterร  alla perdizione. Essa รจ il peggior nemico, poichรฉ รจ dentro di noi facendoci credere di essere parte di noi, che lei รจ noi stessi. La maschera interna ghermendoci ci illude, ci promette serenitร , agiatezza, una vita facile e scorrevole. Ci inganna continuamente mostrandoci un essere piรน bello, piรน forte, piรน integrato. Ci mostra un mondo attraverso una lente modificante, distorcendo la realtร  per una fruizione all’apparenza piรน facile. Questa distorsione interiore ci disallinea dai nostri desideri, dalle nostre volontร , dalle reali necessitร , ci mostra ciรฒ che รจ in modo solo apparente, ci preconfeziona il tutto come in un fast food, un cibo dallo stesso sapore in modo veloce e meccanico.

Il โ€œconosci te stessoโ€ delfico รจ partire innanzitutto dal volersi riconoscere, dal volersi denudare allo specchio: riconoscere il nostro vero volto fra le molte โ€œpersoneโ€ indossate ogni giorno, in particolare quella interna, questo รจ il primo passo necessario al Nosce Te Ipsum.

Questo atto di volontร  รจ sempre unito ad una particolare consapevolezza. Ci vuole una forte motivazione per avvicinarsi a questo scomodo altare, nellโ€™oscuritร  delle nostre stanze interne, ed essere pronti a sacrificare il nostro miglior agnello su questo altare. Senza questo primo passo, incontrare la nostra autenticitร  nel viaggio dentro il riflesso di quello specchio, รจ cosa vana, atto incompiuto e sterile. Dopo anni di vita vissuti su una strada, che riconosciamo essere non autentica, riuscire ad ammettere di avere questa maschera interna, riuscire a trovarla, riconoscerla, accettare di dover ricominciare su alcuni aspetti della nostra vita, รจ puro atto eroico. Questo รจ il vero atto eroico del โ€œconosci te stessoโ€.

Questo il vero lavoro sulle maschere e persone che impersonifichiamo. Essere sinceri con noi stessi, riconoscendo di essersi persi, lavorare per toglierle con un lento e costante lavoro, vincere queste sfide interiori ogni giorno, avere il coraggio di guardarsi indietro, riconoscendo gli errori e spesso il tempo trascorso, รจ lโ€™atto eroico che lโ€™uomo di consapevolezza deve fare per se stesso. Eโ€™ questo il vero gesto di forza pura, luminosa per tornare al bambino felice di vivere, allโ€™apertura nel dolce interno. Togliere la maschera interna รจ ritorno alla vita con tutti i suoi colori, le sue emozioni, le sue sfumature, รจ il risveglio al flusso incessante dellโ€™universo, tornare a sentire il ritmo della vita che ti pervade, che ti vivifica, che ti porta prima in alto e poi in basso, risentire il cuore pulsare realmente, il suo battito, nel bene e nel male.

Maschere, Persone, Ruoli, Linguaggiโ€ฆ siamo una moltitudine di io, trovare il nostro centro in questo vortice รจ lโ€™arte del guerriero…

Tocco delle Ali Anima

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Aria. Vi sono esseri che vivono leggeri, nellโ€™ariaโ€ฆnellโ€™etere, vicino al Sole. Esseri leggeri, riescono a volareโ€ฆ Quale dono fa volare un essere per librarsi sopra lโ€™eterna forza materica?

Ci sono sempre state anime, nel corso del tempo che, in modo naturale, sono riuscite ad aprire le ali e staccarsi dal mondo degli umani. Nessuno glielo ha insegnato, un giorno senza neanche sapere il perchรฉ, hanno sentito quel dono prezioso. Hanno sentito le ali e aperto il volo per entrare in nuovi spazi, in nuove ottave, fino a poco prima sconosciute.

รˆ questo un percorso animico, ancora prima che di vita, forse ineluttabile. Perchรฉ non sono le sofferenze, non sono i dolori e neanche le mancanze o le privazioni a donarti le ali. รˆ una grazia interiore, silente, impercettibile, che si sviluppa tramite una forza soggiacente che penetra lโ€™essere e lentamente lo tramuta in qualcosa di nuovo, di diverso.

Vi รจ, in realtร , un tempo per essere uomo, e un tempo per essere volo. Questo tempo, quello del volo, รจ un istante esterno, che ci viene a trovare per insegnarci il nuovo.

Non a tutti รจ concessa questa opportunitร , ad alcuni sarร  preclusa per tutta la vita, una vita rivolta sempre verso il basso e il vicino.

Ma coloro che levano lo sguardo oltre, coloro che ammirano in solitudine e in silenzio, questi osano vedere lโ€™alba e il tramonto non concessi; per essi il tempo si prepara. Non si puรฒ dire se scegliendo o no, essi vivono nellโ€™orizzonte, per lungo tempo; prima lentamente, poi sempre piรน profondamente, tra cielo e terra, nel confine tra i 2 regni. Partecipano di entrambi e tramite il proprio templum interiore, forgiano nei propri corpi gli spazi sacri del cielo e della terra, delimitandone le 4 aree come facevano anticamente gli Auspicanti. รˆ in questo percorso che le ali si formano e si preparano per un domani ove aprendosi porteranno la sensibilitร  nascosta e risvegliata oltre lโ€™orizzonte, nelle sfere lucenti.

Non vi puรฒ essere questo percorso se lโ€™essere non possiede il dono della sensibile percezione. Questo dono รจ una fiamma che va protetta e coltivata allโ€™interno del proprio Sanctum. Una Luce interna divina che un giorno, quando lโ€™essere sarร  pronto, sarร  prodiga di doni infiniti.

Questa Luce รจ una sensibilitร  naturale. La sensibilitร  che permette di penetrare nel cuore delle cose, direttamente, in modo semplice, cardiaco, intuitivo. La sensibilitร  che mostra le differenze sostanziali nelle situazioni e permette di capirne i fulcri e le dinamiche comprendendo il messaggio e le potenze poste in esse. Sensibilitร โ€ฆuna potente musa ispiratrice, essa dร  accesso ad infinte potenzialitร  percettiveโ€ฆal belloโ€ฆ alla poesiaโ€ฆ alla magiaโ€ฆ alle sfumature nei colori, nei suoni, nei sapori, nelle forme, negli spazi, nel tocco di un corpo desiderato nel buio di un amore. Essa mostra il nascosto, il sottile, lโ€™impercettibile, svela il segreto mistico. Amplifica la percezione, la espande, la rende chiara e fruibile su tutti i piani. Dove lโ€™uomo comune vive forma e materia e poco altro, lโ€™uomo sensibile vede armonia e vibrazione, vede richiamo, vede energia, vede luce, vede un immenso oceano di infinte onde susseguirsi ininterrottamente.

La sensibilitร  di spirito รจ la porta al segreto nascosto delle cose create. Essa percepisce non solo gli archetipi formanti delle cose, ma le loro stesse forze e qualitร  e destinazioni. Attraverso questo percepire lโ€™utilizzo del mondo e degli strumenti รจ maestria, bilanciamento, armonia, e lโ€™uomo cosรฌ dotato, diviene esempio e luce per altri compagni che ne percepiscono intuitivamente la facoltร  sottile per poterla risvegliare in loro stessi, se provvisti del Lume interno in sufficiente quantitร .

In un Rito, Sacro o profano non importa, potrete trovare le sensibilitร  dei partecipanti semplicemente nelle piccole coseโ€ฆdalla loro attenzione nello sguardo, dal tono della voce, dal senso del tempo nel parlare e nel movimento, dalla grazia della presenza, dalla scelta dei vestiti appropriati. รˆ nel rito codificato e ripetuto che la sensibilitร , contrariamente alle apparenze, si palesa meglio negli uomini, poichรฉ in esso lโ€™essere puรฒ esprimersi solo attraverso poche forme di comunicazione sottili, e lascia al resto della liturgia gli elementi piรน grossolani e appariscenti. Notate questi dettagli nei riti dei vostri vicini e capirete.

Nel rito ripetuto la persona sensibile salirร  a spirale mostrando nel tempo sempre piรน grazia, piรน profonditร , piรน comprensione, avrร  una percezione del tempo dilatata e il suo corpo emanerร  unโ€™aurea stabile e luminosa. Contrariamente lโ€™uomo non provvisto di tale dono si sentirร  costretto, cupo, legato, e sentirร  sempre piรน mancargli lโ€™aria e lo spazioโ€ฆtroverร  scuse per mancare e alla fine scomparirร  dalla scena.

Ecco le 2 spirali, ove una si innalza verso un Luce sempre piรน rarefatta e penetrante e lโ€™altra nella compressione e condensazione insostenibile.

Nel procedere della vita, lโ€™uomo comune si soffermerร  sugli aspetti esteriori, i dettagli insignificanti, le regole dettate, studierร  infiniti libri per cercare di afferrare e trattenere e renderร  lโ€™atto e la conoscenza, qualsiasi essi siano, frutto di un indottrinamento pesante e sovrastrutturato, darร  prioritร  agli aspetti primi e materiali e amerร  correre sulla superficie. Dallโ€™altro lato, lโ€™uomo sensibile sarร  guidato dalla ricerca dello spirito, del bello, comminerร  lento e cosรฌ potrร  esplorare le profonditร  delle sue terre, avrร  atteggiamento silenzioso e calmo, uno studio piรน intuitivo e diretto, strutturato in modo leggero, sentirร  naturalmente la cosa da farsi, arriverร  alla comprensione nellโ€™esecuzione stessa del gesto, percepirร  sensibilmente lโ€™armonizzazione nelle diverse situazioni ed ambienti adattandosi ad esse naturalmente, eviterร  gli scontri e sarร  poco appariscente.

Questo volo, volo leggero, vive lโ€™uomo sensibile rendendolo particolare.

Una particolaritร  che รจ difficilmente esprimibile verso chi non ha gli strumenti per viverla. Nel rito del tรจ, ad esempio, egli non si preoccupa tanto del tipo di te, non cerca la teiera dal materiale perfetto. Non studia libri o ordina i migliori te dallโ€™altra parte del mondo. Non compie forzati gesti decodificati o calcola con precisione i tempi di infusione. Nel rito del te, lโ€™uomo sensibile, fa fluire il tutto con estrema semplicitร  e naturalezza come un bambino che gioca. Compie poichรฉ sa, intuitivamente. Semplicemente preparando e bevendo il tรจ, si ricollega ai suoi momenti dello stesso fare. Bevendone, ritrova i propri io, passati e futuri che, insieme a lui, in quello stesso istante, stanno preparando e bevendo una tazza di tรจ. In modo intuitivo si armonizza con essi, tramite le sensazioni, gli odori, i profumi, i rumori, i gesti, persino i calori.

Questa armonizzazione permette lโ€™unione magica con ciรฒ che egli รจ, รจ stato e sarร  nel circolo del tempo, e tutti insieme possono allora godere e vivere quella sensazione, indefinita ma viva e presente, fuori del tempo e dallo spazio. In quellโ€™istante la cosa piรน intensa e finale non รจ tanto il percepire del sapore del tรจ, il suo calore o il tocco della tazza.

Tuttโ€™altro, questo รจ solo un tramite, un espediente, un accesso per andare oltre, piรน in profonditร โ€ฆlโ€™uomo sensibile non si ferma a quel livello. La sensazione piรน pura a cui egli giunge รจ il percepire silente ed intimo che lo sta ricollegando ad un momento di eterno presente che gli appartiene unicamenteโ€ฆ ricollegandosi al passato e al futuro, agli altri suoi io, attraverso gli stessi gesti, lo stesso rito, lo stesso fluire del corpo e della materia. Questa magia, questa sensazione inesprimibile, calda, intensa, questa poesia del movimento e del sentire รจ il โ€œtocco delle aliโ€.

Collegato egli partecipa dellโ€™oltre. Al di lร  dellโ€™orizzonte, egli vola oltre.

Si impara a farlo nella ritualitร  dei nostri piccoli amori nascosti. Il tรจ, scrivere, camminare, guardare il tramonto, suonare, danzare o altri 1000 riti che lโ€™uomo quotidianamente reinventa per entrare in questi spazi magiciโ€ฆcosรฌ insignificanti, eppure cosรฌ densi e vivificanti.

Ed ecco, quando le ali si aprono, in quel giorno indefinito della vita, entrando nel tuo rito, senza saperlo ne scopri la presenza, ed esse toccandoti, ti porteranno in questi spazi inespressi; ne vivrai le bellezze, pienamente, gioiosamente, senza poter esprimere a nessuno questa tua magia. รˆ cosa intima e personale. Queste ali ti daranno la visione di ciรฒ che รจ il cuore della vita. La magia delle pieghe nascoste della vita. Queste ali diventeranno da quel giorno tue servitrici, e vi potrai tornare sempre, ogni volta che ne vorrai, coi tuoi riti segreti. Sono un dono per sempre in questa vita. Ricordalo, e la sensibilitร  che ti porterร  in queste terre, la tua sensibilitร  farร  aprire le tue ali.

Sensibilitร . Bisogna proteggerla, curarla, ascoltarlaโ€ฆ Bisogna accudirla e amarla, ma forse pure cosรฌ potrebbe non bastare, poichรฉ essa รจ un dono tanto sottile quanto impossibile da imbrigliare. Molti la perdono nel camminoโ€ฆ poco ascolto di sรฉ stessi, paura ad aprirsi, troppi giudizi, troppa durezza, mancanza di perdonoโ€ฆsono tanti i motivi. Ma per chi ha fortuna e grazia, essa rimane e non muore. Si puรฒ solo lasciarla risvegliare quando, teneramente, si mostra alla porta del corpo. Una leggera vibrazione parte dal cuore per attraversare tutto il corpo, una vibrazione vivificante. Sorge in modo dolce, ma se si รจ silenti la si sentirร . Questa vibrazione รจ il dispiego delle nostre ali, allora siamo pronti. Chiudendo gli occhi, potremo entrare in questo universo e muoverci in esso come aironi verso lโ€™orizzonte del nostro tempo interiore.

Ecco il dono che non possiamo raccontare ma solo vivere, in un semplice momentoโ€ฆil tocco delle ali.

Siatene custodi, custodi attenti.

L’airone apre le ali e vola verso l’orizzonte

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